sabato 20 dicembre 2014

Groviglio


A volte, seguire il filo dei suoi pensieri le diventava impossibile. Si incrociavano, si accavallavano, si scavalcavano impazziti.
Era come infilarsi in quella casbah che sono certi vecchi caruggi liguri. Strade strette, lontane dal sole. Piene di storie. Di odori. Basilico aglio cipolla.... soffritti vari.
Strade di sola andata. Percorsi per i quali ci si inoltrava con l'unica prospettiva di andare avanti. Impossibilitati a tornare indietro. Sensi unici nei quali, alle spalle, l'oscurità precludeva ogn ritorno sui propri passi.
Era un perdersi continuo. Mai un ritrovarsi.
Rallentare. Smetterla di correre. Far con calma una cosa per volta.
Staccare. Staccare da tutto. Era questo che le serviva. Un paio di giorni di lontananza. Di distacco completo dal mondo conosciuto. Un'immersione in un mare strano. Non noto. Di cui solo altri erano i padroni. Per lei era soltanto una scoperta.
Un viaggio fuori e dentro di sé.
Partire. Andare alla ventura. Senza prenotazioni né alberghi sicuri. Alla cieca.
Ma come fare? Gli impegni, la famiglia... ma forse erano proprio quelle le catene da cui voleva liberarsi. Dimenticarli per due giorni e pensare una volta a se stessa. Far di sé il centro del mondo. Del suo mondo.
Si guardò attorno. Lì c'era la sicurezza, la stabilità. Ma c'erano anche oneri diventati troppo pesanti. Stressanti.
Mai un programma portato a termine perchè qualcosa andava sempre storto. Perchè le sue necessità venivano sempre accantonate per quelle altrui.
Basta! Era stanca. Aveva bisogno di ritrovare se stessa. Di cercare quella pace interiore che col tempo aveva perso per strada.
Andò in camera. In una piccola borsa mise un cambio di biancheria, un paio di jeans e una maglietta. Scarpe comode ai piedi.
Tornò in cucina, strappò un foglio da un quaderno.
Ho bisogno di star sola un po'. Tornerò. Scusatemi.
Ps La cena è nel frigo”
Chiuse la porta e fu alla stazione.
In biglietteria chiese solo quale era il primo treno in partenza, quello con la destinazione più lontana.
Roma Termini le fu risposto.
Comprò un biglietto di sola andata
Myrtilla

28 commenti:

  1. SINCERAMENTE GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. quante volte!!!!!!!!
    poi la ragione prevale e chissà forse è giusto così
    flora

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    1. Maledetta ragione, Flora!!!!
      Ogni tanto servirebbe un momento di stacco totale.
      Urca se servirebbe! Magari dopo saresti più disponibile a ricominciare a prenderti in carico i problemi di tutti!
      Ciao cara!

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    1. Un cicinin.... diciamo noi piemontesi. Un pochino....
      :)))))))

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  4. Secondo me dovrbbe essere obbligatorio, moralmente, per tutti... fare una cosa simile. Perdersi per un po', senza badare ad altro, senza costrizioni. E poi tornare.

    Moz-

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    1. Magari, Miki... io lo farei volentieri ma,... non si può!!!!

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  5. CAMMINARE CON LA PROPRIA LUCE

    Quando entri dentro di te, senti che stai entrando in uno spazio in cui ti perderai, proprio come si perde una goccia d'acqua che entra nell'oceano. Ti perdi: è questa la paura. È per questo che hai paura della morte e cominci a sognare... il futuro, le proiezioni. Entrare nel proprio essere è sempre come morire. È una crocefissione. È una croce. Ma se sei abbastanza coraggioso ... e i codardi non diventano mai religiosi. Soltanto rarissime anime coraggiose, che si assumono il rischio di perdersi, arrivano. Si deve pagare per questo, solo così ti realizzerai. Devi perderti per trovare.
    Non dipendere dalla luce di un altro. È persino meglio che tu brancoli nel buio, ma che almeno sia il tuo buio! La luce di un altro non serve a nulla; persino la propria oscurità è preferibile. Almeno si tratta della propria oscurità, della propria realtà. E se vivi nella tua oscurità, diventerà man mano sempre meno profonda. Riuscirai ad avanzare a tentoni. Imparerai l'arte, non cadrai più.

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  6. Ci perdiamo perchè non sempre ci conosciamo abbastanza a fondo. A volte non vogliamo nemmeno farlo, presi appunto dalla paura di scoprire cose che non ci piacciono.
    Un viaggio dentro a se stessi è molto impegnativo. Utile, senz'altro ma faticoso.
    Un modo per farlo è la psicoterapia, un altro è... avere un blog.
    Può sembrare ridicolo ma mettere nero su bianco i propri pensieri, dar loro voce, magari sottoforma di poesia o di racconto aiuta molto. E' come una luce che si accende. All'inizio è fievole ma poco per volta permetter di vedere sempre meglio!

    ps Ti è piaciuta la poesia?

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  7. Ciò che racconti qui, è il linguaggio di molti. A volte un po' di sano egoismo serve a noi e servirà ai posteri, perché una volta recuperate le energie necessarie, ci si può donare meglio anche agli altri.
    Ma il più delle volte le dobbiamo alimentare con la pura fantasia che non conosce limiti fortunatamente... ma l'educare lo spirito a farlo ne conosce purtroppo.
    La cosa bella è che i momenti brutti son come i belli... mutano nel tempo.
    Io viaggio con questa convinzione e fede... anche se ammetto di non esser certa di essermi spiegata ahahah Sarà semplicemente un altro groviglio della mente ;) Baciotti!

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    1. Lo so, Jenny. Tutti prima o poi, sentiranno la necessità o il desiderio di staccare anche solo per poco.
      Purtroppo ci sono situazini in cui non si può fare. O, almeno, io non ne sono capace.Non in quel modo almeno. Stacco venendo sul pc, con gli amici e i blog vari ma di andare alla stazione a comprare un biglietto non ci arrivo ancora....
      Forse però ho capito cosa vuoi dire.
      Con la fantasia, pensando, sognando ad occhi aperti o scrivendo o creando riusciamo in qualche maniera a staccare. Perchè la fantasia non ha confini,. Nessuno riesce ad ingabbiarla.
      Diversamente non ce la facciamo. L'educazione ricevuta, i sensi di colpa, il credere che comunque tanto è così e così deve continuare.... è questo che ci frega, sai!!!
      Ciao bella! Buon weekend!

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    2. Si si hai capito perfettamente ciò che ho tentato di dire.
      Poi, come dici tu, l'educazione ed il senso di responsabilità impartito influisce sempre... ben venga dai ;)
      Buon week end anche a te dolcezza! ^_^

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    3. E tu Jenny sei di un'altra generazione rispetto alla mia. Potresti benisimo essere mia figlia.
      Pensa a chi è nato a metà del secolo scorso, pensa a chi viveva con una nonna in cu prima il dovere e poi il... dovere.
      Ciao bella!

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    4. La famiglia e le persone che ti circondano influenzano sempre... forse non posso capire pienamente, ma comprendo.
      Buona domenica cara! <3

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    5. Sì, Jenny. Influenzano sempre e purtroppo alla mia epoca farsi influenzare era molto semplice.
      Beati voi giovani che avete altre possibilità. La cultura, il lavoro (quando c'è). Le amicizie.... tutto molto diverso dai miei tempi.
      Ciao bella,, Buona serata!

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    1. A volte lo farei volentieri!
      Non potende prendere fisicamente il treno mi accontento di far volare la fantasia e le mani sulla tastiera.

      Sprando di riuscire sempre a tornare sulla terra..... ahhahahaa
      Ciao cara. Un bacione!

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    1. Sì, Cavaliere,, Ogni tanto serve!
      Buon weekend

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  10. Quanto lo vorrei anch'io un biglietto di sola andata per qualsiasi posto!!!
    Dani

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    1. Sapessi io!
      Oggi, bella giornata, al cinema con mia figlia e tornata a casa.... va beh! Lasciamo perdere. Mia mamma ha quasi ottant'anni....

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  11. Mi farebbe più paura partire, pur sapendo di tornare, che restare.
    Sono codarda?

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    1. Codarda? No. Saggia, direi. Io non parto perché forse non ritornerei, non so.

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    2. Io non partirei perché nelle pause il mondo non ti aspetta... e quando torni può essere tutto cambiato.
      Rischi di tornare in un posto che non c'è più.

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    3. Io non partirei perchè poi tornare sarebbe molto difficile.
      Prima di tutto ci vorrebbe la faccia di tornare e quella proprio non so se la troverei. Poi, spiegare perchè si è partiti, gente che sente ma non ascolta.....
      Al limite, parlarne prima, deciderlo assieme. Metterli di fronte al fatto comiuto... non credo sia saggio.
      Ha ragione La fenice, Fortunata. Non sei codarda. Semplicemente ragioni sulla situazione prima di agire. Questo impegna, lega però è forse un modo di vivere corretto.

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  12. Ma se si pensa a ritornare, saremo ricevuti con le braccia aperte...? A volte sì, con alcuni rapporti -d'amicizia, di conoscenza... - ma con la famiglia diretta non lo so (si causa dolore; è la parte triste di questa vicenda).

    Buona serata.
    podi-.

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    1. Bella domanda la tua Podi. Non credo che le braccia siano aperte, Ci potrebbero essere mugugni,ti potebbrero rinfacciare il gesto.
      E' vero causi dolore. Molto. Causi problemi per l'incomprensione del tuo gesto.
      E quando torni, troppe spiegazioni da dare. Sempre sperando che vengano ascoltate e comprese.
      Questo comunque è solo un raccontino. Anche se la voglia di partire a volte c'è,non lo farei mai in quella maniera. Non credo proprio che il rapporto si recupererebbe.
      Buona serata a te!

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