martedì 30 dicembre 2014

Pesci d'aeroporto


Pesci d'aeroporto
di Angelika Overath
Keller Editore



Un aeroporto internazionale. Un mare di viaggiatori che si sposta sostando nelle varie sale. Un mondo fuori posto eppure ben ambientato in questo posto dedicato ai voli e agli spostamenti.
Un acquarista, un fumatore, una fotografa i personaggi
L'acquarista, colui che ha organizzato, preparato e che continua a prendersi cura dell'acquario, è un solitario. Amante dei suoi pesci che nutre e accudisce, è un fine osservatore. Vede il mondo passargli davanti. Lo studia, lo analizza. Conosce le persone come se fossero amici di lunga data. Vizi, pregi, stanchezza fisica e psicologica.
La sua vita sfiora quella degli altri in un silenzio interrotto solo quando qualcuno chiede notizie sull'acquario e sui pesci. In questo romanzo però più che sfiorare, tocca la vita della fotografa fin quasi a diventare intimo con lei.
Lei, la fotografa, è in piena crisi professionale. Dei Paesi che ha visitato, delle foto che ha fatto quali sono reali e quali sogni? Troppa stanchezza fisica, un rapporto interrotto bruscamente l'hanno mandata in crisi.
L'incontro con l'acquarista, le notizie che lui le fornisce sui coralli e sui cavallucci marini, il leggero sfiorarsi fisicamente le danno un senso di rilassatezza che le permettono finalmente di dormire e riposarsi.
Il fumatore l'incrocia velocemente tra un pensiero e l'altro sul proprio matrimonio finito, tra un bicchiere di whisky e l'altro, fino all'ebbrezza finale.
Tre storie apparentemente diverse ma legate dal fil rouge della solitudine. Da quel senso di insicurezza che la mancanza di un legame produce.
In fondo sono tre anime solitarie, sperse in un mondo dove la solitudine più forte è quella che si prova in mezzo agli altri. Dove per vivere bisogna adattarsi e prima lo si fa e meglio si sopravvive. Proprio come quei pesci che si sono adattati ad un mare artificiale collocato nel posto più assurdo.
Metafora di una solitudine globalizzata.
Myrtilla


1 commento:

  1. DA g+

    Lubello Giuliana

    Bello ed interessante questo tuo racconto di tre storie legate da un filo comune: quello della solitudine. Interessante l'approfondimento psicologico degli effetti che la solitudine produce .... Cioè diventa più forte quando si vive in mezzo agli altri dove per vivere o sopravvivere bisogna praticare la propria capacità di adattamento ....a volte doloroso perché artificiale.
    Felice giorno +Patricia Moll e ancora Augurissimi per il nuovo anno
    
    Patricia Moll


    +Lubello Giuliana grazie!
    I libri della Keller editori sono sempre molto particolari. Interessanti.
    Tantissimi auguri a te di tutto cuore!

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