martedì 27 gennaio 2015

GIORNATA DELLA MEMORIA

Rendo onore a mio nonno per rendere onore a tutti coloro che in quei maledetti campi sono morti.
Per rendere onore a coloro che come lui sono sopravvissuti e tornati a casa. Malati. Distrutti. Annientati.

Questo è tutto ciò che ci resta di lui.

Una carta d'identità tinta senape del campo di concentramento di Norimberga.
Sbiadita, poco leggibile.
Un pezzo di storia e tragedia umana  che non deve più ripetersi. Da nessuna parte del mondo!

C'è scritto:
                        Italianer     n. 356
Ausweis zum betreten der anlage dem arbeiter
(identificativo per riconoscere il lavoratore)

Dickerhoff & Widmann K.G.
11 settembre 1943

Il B.H. che compare due volte non so cosa significhi.
Il timbro  posto per traverso potrebbe essere EINCAMKOIT  non ho trovato però la traduzione.

Scusate se le foto sono terribili. Purtroppo, il documento nonostante le cure e le attenzioni con cui lo conserviamo si sta deteriorando.









35 commenti:

  1. Rendo onore a tuo nonno e a tutti i morti e sopravvissuti commentando il tuo post con un: NON DIMENTICHIAMO!!!!

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    1. Grazie, Stefania!
      Lui è uno delle tante vittime!
      Luigi, Giorgio, Abramo, Isaac... Helmut.... non c'è differenza!
      Tutti quelli che sono morti nei campi di concentramento di qualunque ideologia, tutti coloro che sono sopravvissuti a questa immensa tragedia vanno onorati alla stessa maniera.
      Che siano ebrei, omosessuali, zingari, soldati o semplici cittadini, sono morti e hanno sofferto per l'ignobile ideologia.
      E non sto parlando solo di quella nazista. Quando è dittatura, tirannia, che sia rossa nera o verde è una vergogna!

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  2. Che storia! Facciamo silenzio
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa!
      Sai una cosa? Lo liberarono i vincitori. Inglesi? Americani? Russi?
      Non lo so! E tutto sommato non mi importa granchè!
      Chiunque sia stato GRAZIE!

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  3. I miei nonni quando erano in vita, mi hanno raccontato gli orrori della guerra. Purtroppo ancora oggi viviamo in un mondo che non è cambiato, anzi è peggiorato.
    Un abbraccio a presto

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    1. Sì, Vincenzo. E' peggiorato perchè .....
      perchè manca la memoria del passato
      perchè non impariamo dai nostri errori
      perchè siamo stolti
      perchè........

      Buona serata!

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  4. Onore a queste persone che hanno fatto la storia. A tutti quei milioni di perseguitati i cui nomi non li troviamo scritti sui libri, né su delle lapidi, ma che hanno perso la vita a causa della ristrettezza delle menti umane.

    Maira

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    1. Sì, Maira. Hai perfettamente ragione!
      E continuiamo a parlarne perchè troppi negano la verità!
      Solo ieri pomeriggio su g+, un'utente ha postato un articolo sul giorno della memoria.
      Un altro le ha risposto che questo è opportunnismo, Che si fa solo perchè lo fanno gli altri e quindi non si vuole essere diversi. Che il miglior ricordo è il silenzio.
      Quando io ho ribattuto che il silenzio serve solo a dimenticare, altre frasi sulo genere di prima.
      Saremo tutti opportunisti, saremo deficienti, però ritengo che non parlarne serva solo a legittimare certe situazioni.
      Poi, già a parlarne, ci sono un mucchio di negazionisti e revisionisti.... figurati se tacessimo!

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  5. Anche mio nonno materno è stato internato in Germania perché italiano, non ricordo in quale campo. Però, a differenza di quel che mi sembra di capire a proposito di tuo nonno, di lui non lo avresti mai immaginato... era il gioviale della famiglia; sempre allegro e con una salute di ferro.

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    2. No, mio nonno era sempre stato allegro. Era uno di quei ballerini di liscio da bandiera, da noi si dice così, cioè quelli che iniziano a ballare quando inizia la musica e continuano fino a quando i musicisti mettono via gli strumenti.... suonava il clarinetto... mi raccontava mia nonna che una volta si era ubriacato con altri del paese e allora si erano messi a suonare seduti sul tetto di una cascina, le gambe a penzoloni,,,,
      Purtroppo, quando tornò era già malato per gi stenti e non si riprese più. A 55 anni se ne andò per un cancro al fegato.
      Ecco... me ne ha parlato mia madre proprio stamattina. Le è venuto in mente di quando, una volta tornato, mia nonna lo pregava perchè mangiasse e lui le aveva risposto "tu non sai cosa vuol dire avere fame e non averne, e avere il cibo e non riuscire a mandarlo giù...

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  6. Mi unisco a rendere onore a nonno Luigi e non solo a lui.
    Dimenticare...mai!!!!!!
    Un abbraccio a te, Patricia cara.

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    1. Ciao carissima!
      Sì, dobbiamo rendere onore a tutti! Non c'è una vittima diversa dall'altra, per conto mio.
      E i tiranni, che siano neri rossi verdi o viola sono tiranni e basta!
      Un bacione!

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    1. No, mai! Eppure.... quanti dimeticano, ignorano, negano....

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  8. Mio nonno è stato prigioniero in Germania. Una volta tornato a casa ha continuato a portare i segni della fame nel corpo, del freddo nei polmoni, del ricordo dietro i suoi grandi occhi neri tristi. Non ne ha mai parlato, quel poco che so della guerra me l'ha raccontato mia nonna.

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    1. Fortunata nemmeno io so molto.
      Mio nonno morì che io avevo 2 anni e mezzo e mia nonna non parlò mai di quello che eventualmente lui le aveva detto.
      Pensa che lei, ia nonna, finì in mano alle camicie nere per due giorni. Aveva due fratelli partigiani e qualcuno gentilmente aveva fatto una soffiata, molto probabilmente.
      Quando le chiedevi cosa le era successo in quei due giorni ti rispondeva ehhhh e poi cambiava discorso.
      Quello che so, sono spezzoni.. frasi rubate qua e là. Niente di più!

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  9. Rendo onore a tuo nonno.
    Rendo onore a tutti i nostri nonni che hanno combattuto quella maledetta guerra!
    Penso però anche a quei cogl.... revisionisti che dicono che certe cose non sono mai avvenute,
    Don't forget!

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    1. Grazie Nick!
      Quei cogl... revisionisti sono troppi!
      Solo ieri sul post di un'utente ne abbiamo beccato probabimente uno che ha avuto il coraggio di dire che noi che ne parliamo siamo solo opportunisti. Che il miglior ricordo è il silenzio!
      Già! Certo! Perchè il silenzio aiuta a dimenticare....

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  10. Grazie di questa testimonianza. Continuiamo a raccontare la storia dei nostri nonni, siamo noi i loro testimoni adesso.

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    1. Grazie a te, Fenice!
      Sì, continuiamo noi perchè oro non possono più!

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  11. Cara Patricia , mi unisco anch'io al tuo omaggio per tutte queste persone ...per non dimenticare...anche se , a quanto pare , l'uomo sembra non conservare memoria e non imparare dai propri errori...purtroppo . Un abbraccio .Mirtilla

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    2. Mirtilla, l'uomo ha la memoria corta! Cortissima!
      Ed è pure presuntuoso perchè è convinto di non averne mai commessi di errori. O per lo meno che non sia stati poi gravi.
      Infatti, la libertà è ancora rara nel mondo!

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  12. io non ho parole... solo...sento una pena profonda , una rabbia che ancora mi assale e le lacrime che scendono.... <3

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    1. RAbbia tanta kly, anche perchè a rischio siamo sempre. Troppi estremisti e non intendo solo quelli islamici ma anche cattolici, neonazisti, omofobi, razzisti....

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  13. Mi é piaciuto leggere questo post. Una gran cosa che tuo nonno ne sia uscito vivo, anche se segnato e indebolito... Almeno lo avete rivisto

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    1. Ciao Fabrzio, grazie!
      Sì, tornò a casa però non si riprese mai più. Era malato. Io l'ho conobbi appena. Avevo 2 anni e mezzo quando morì e non lo ricordo proprio.
      Ti garantisco però che questo documeto lo teniamo prezioso. E' una memoria storica che non deve andare persa.
      Buon pomeriggio

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  14. Grazie per questa tua testimonianza.

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  15. Che emozione entrare in possesso di queste carte d'identità, preziosissime in primo luogo perché tengono viva la memoria dei nostri cari. Non possiamo nemmeno lontanamente immaginarci che cosa abbiano sofferto. Come ti dicevo sul blog, in seguito alla morte dell'ultima sorella di mio padre, sono entrata in possesso di moltissimi documenti familiari. Alcuni risalgono addirittura agli anni della Prima Guerra Mondiale, gli altri sono la corrispondenza tra i fratelli nel periodo della Seconda. I figli maschi erano due: mio zio che era andato in Russia e scampò per miracolo alla ritirata, e mio padre che partì per l'Africa, per fortuna fu catturato a Sidi el-Barrani e quindi prima di El-Alamein. Lui passò la guerra nei campi di prigionia inglesi, prima in Egitto, in Sud Africa e infine a Cambridge. Ritornò dalla guerra magro e patito come un chiodo. Se ti interessa, Pat, avevo recensito un libro che raccoglieva lettere, cartoline dai cosiddetti "campi dimenticati", quelli in Africa, "Verrà pure quel giorno". Lo trovi al seguente link: http://ilmanoscrittodelcavaliere.blogspot.it/2013/09/verra-pure-quel-giorno-testimonianze-di.html
    Grazie e un abbraccio.

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    1. Io purtroppo di quelle cose non ho più nulla. Non so che fine abbiano fatto :( e mi spiace da morire. Ho soltanto questa carta d'identità e una cartolina che il nonno aveva mandato a mia nonna per Santa Maria. Del resto si è perso tutto.
      Ricordo qualche aneddoto che mi aveva narrato la nonna. Di uno avevo fatto anche un racconto. Era relativo al momento in cui lui era rientrato finalmente in Asti dopo oltre tre anni.
      So che era tornato malato e non si è mai più ripreso. E' morto con 55 anni per cancro al fegato ma dal lager non era mai più stato bene.

      Una cosa che non sono mai riiuscita a farmi raccontare dalla nonna è stata quando, a causa dei due fratelli nei partigiani, era stata 24 o 48 ore non ricordo bene in mano alle camicie nere. Se le chiedevi qualcosa rispondeva solamente Ehhhhh
      Non credo che siano state carezze però...
      Grazie infinite del link. Vengo a leggere volentieri.
      Bacio!

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