domenica 25 gennaio 2015

La promessa


Una promessa è una promessa. E' la parola data va mantenuta. Non per paura dell'inferno ma per onestà verso se stessi, prima ancora che verso gli altri.
E lei la promessa l'aveva fatta miliardi di anni prima quando si era ritrovata in Siena così, d'improvviso, in un viaggio che avrebbe dovuto servire a dimenticare quanto successo.
Erano partiti appena il marito aveva potuto prendere ferie e Siena pareva una destinazione abbastanza lontana dal dolore e dal senso di inadeguatezza e incomprensione che li aveva assaliti d'improvviso. Dal senso di vuoto. Quando il loro piccolo mondo era crollato sotterrandoli tra le macerie di una morte acerba.
Giunti nella città avevano incominciato a girare nel centro storico, per quelle vie strette, per quelle salite così ripide che si erano chiesti se gli automobilisti avessero l'ancora in macchina, oltre al freno a mano.
Il Duomo, il Battistero, Fontebranda, Campo del Palio... posti stupendi, pieni di storia e di cultura. Da restare ammaliati. Vissuti però col peso sul cuore. Incapaci di apprezzarli completamente. Momenti di svago che però lasciavano sempre aperta la porta del dolore.
Poi, nel loro peregrinare tra arte e monumenti, erano finiti in una piccola piazzetta, piazza della Abbadia. Una breve scalinata e una chiesa. Per metà in pietra e per l'altra in cotto.
Erano entrati. Chiesa più, chiesa meno...ne avevano viste così tante che ormai....
Una volta dentro però, la frescura dell'unica navata buia li aveva rinfrancati dall'afa esterna.Il silenzio li aveva avvolti come un bozzolo.
La piccola chiesa barocca pareva un paradiso di pace e serenità. Vi si respirava non incenso ma un malinconico senso di solitudine. Come se il portone richiuso tenesse fuori la cattiveria del mondo.
In un angolo, una statua lignea di San Donato. Forse pregiata. Non lo sapeva. Ma dagli occhi magnetici del santo pareva trapelare un sorriso di compassione. E insieme, una forza sovrannaturale a sperare. E subito era come se il dolore si fosse attutito. Come se la morsa sul suo cuore si fosse allentata. Come se il respiro fosse meno faticoso.
Senza rendersene conto, gli aveva rivolto una muta preghiera. "Se sarà possibile... torneremo..."

Era stato possibile! Ed erano tornati. In tre, questa volta. Tornati proprio per mantenere quella promessa fatta a suo tempo.
Erano cambiate tante cose da allora. Il dolore era meno presente. Giaceva in un angolo del cuore e ogni tanto si rifaceva sentire ma non più come una volta. Pareva smarrirsi nel presente. In una nuova vita che aveva seguito quella persa.
Non aveva mai capito quando le dicevano "forse è stato meglio così!" Non poteva essere stato meglio così! Nessuno lo sapeva questo! Nessuno poteva dirlo con certezza e quel forse non risolveva la situazione. Non dava sollievo.
Aveva però capito che era vero che non fosse destino. Che il fato segue il suo percorso prestabilito e niente lo può costringere ad una deviazione. Seppure umanamente desiderabile.
Il dolore di una simile perdita segna in eterno. Lascia ferite e cicatrici che seppur rimarginate ogni tanto dolgono lo stesso. Anche se non come prima. Anche se come triste rimpianto. Come dolorosa mancanza.
Non che l'avesse accettata, però, aveva imparato a convivere con questa mancanza. Il senso di vuoto riempito da corse e risate di bimba.
Quello era il passato. Ora c'era il presente davanti agli occhi Una creatura che cresceva e aveva bisogno di serenità. Di amore, aiuto, appoggio.
"Dai, vieni. Entriamo!" disse e spinse il pesante portone della chiesa.
Myrtilla


8 commenti:

  1. Non mi ci far neppure pensare, dolori così annientano la vita!

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    1. No,Squitty. L'annientano sul momento ma poi l'essere umano spera di poterci riuscire. Di farcela. Non si arrende perchè comunque in fondo al suo animo la voglia di ottenere è sempre forte.
      Per fortuna!

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  2. Un racconto da far accapponare la pelle, immaginabile il dolore per la perdita di un cucciolo che ha ancora tanto da assaporare, vedere, amare. Un caloroso abbraccio.... sono stata sul ciglio del baratro e tutti i giorni ringrazio che lui possa ancora ridere e correre.... ora apprezzo la vita mille volte di più. Non ci si accorge del tutto di ciò che si ha finché il terreno non comincia a tremare sotto i nostri piedi. Per fortuna posso solo immaginare lo strazio dell'animo il buio e il vuoto... e il coraggioso reagire alla vita. Un bacione

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    1. Ciao Anna Maria,
      sul momento è la fine di tutto. Poi, col tempo, ci si butta di nuovo. Sperando che vada meglio. Lottando perchp vada meglio.
      Un bacio a te"

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  3. Oddio... OO
    Hai ben descritto una sensazione che non auguro a nessuno di vivere, sebbene qui faccia parte del passato.

    Moz-

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    1. Nemmeno io la auguro, Miki. Però non dipende da noi.
      La vita... il fato.... il destino... Dio... o chi vuoi tu, in certi momenti decidono di scombinarti le carte e il risultato è dolore.
      Col tempo si affievolisce. Passa. O quasi. Perchè è sempre pronto ad uscire allo scoperto. Gli basta un appiglio da niente.
      A quel punto diventa vuoto, malinconia, tristezza. Anche rabbia. Di quella ce n'è tanta anche perchè una spiegazione logica non si è trovata.
      Un bacione, Miki!

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  4. Quanto lottiamo contro il destino...a volte si vince, a volte si perde...o forse ci illudiamo di vincere...
    Ti abbraccio, cara Patricia. Forte forte.

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    1. Fortunata, la vita è così. Ti dà e ti toglie.. fibchè c'è una certa parità tra il dare il prendere si va avanti. Quando esagera nel togliere no... non ci siamo più!
      Comunque quello a cui aspiravamo noi, c'è. Ha 25 anni ed è la nostra vita!
      Ciao stella Un abbraccio a te e guarisci in fretta!

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