sabato 17 gennaio 2015

Un mondo speciale

Il suo era un mondo speciale: Non per tutti. Solo per gli eletti.
Un mondo di carta.  Carta e parole. E frasi. Così tante che a metterle in fila una dietro all'altra si poteva fare il giro del globo. Non dieci ma cento, mille volte.
Un mondo di sogni. Di avventure. Storie d'amore e di odio, di intrighi finanziari o politici. Di omicidi.
E di poesie Sì! Le poesie! I poemi! Quelli non mancavano. Anzi, da quando Roberto aveva comperato il primo libro vecchio, vecchissimo, per un cliente, di poesia e poemi si era profumata l'aria. Parte integrante della sua strana vita erano diventati, riempiendola di amore per la vita stessa, per l'uomo. Il creato tutto.
Ah! Il potere delle parole! Quanto sapevano dare! Quanto sapevano rendere immortali vicende reali o fantastiche, personaggi in carne e ossa e di fantasia. Sole le parole potevano arrivare a tanto.
Roberto aveva continuato a cercare questi libri. Sempre più vecchi. Alcuni antichi, altri edizioni rare. E non solo per il cliente. Anche per se stesso. Li amava come figli. Li curava, li sfogliava... li accarezzava con tenerezza come si fa con un'amante.
E il libraio aveva anche fiuto. Come un cane da tartufi.
Le sue vacanze o i giorni in cui il negozio era chiuso li trascorreva alla continua ricerca di questi volumi. "A caccia"! diceva. Caccia! Gran bella caccia!
A guadagnarci era proprio lui. Lui, così silenzioso di giorno e così ciarliero di notte. Ma con tutti gli amici nuovi e vecchi che aveva come poteva tacere la notte? E le chiacchiere continuavano fino al mattino. Nozioni nuove, spiegazioni a passi difficili di un poema, pettegolezzi. E tutto di prima mano.  Senza intermediari che ritenevano.. pensavano... avvaloravano tesi su tesi pro e contro. No! Tutto a tu per tu. Dal diretto interessato.
Per fortuna, era quasi l'ora di chiusura. Non aveva bisogno di guardare l'orologio. Lo sapeva e basta. E aspettava con ansia quel momento.
Poco dopo infatti, sentì il libraio prelevare i soldi dalla cassa, chiuderla. Lo immaginò nel retro mentre si metteva il giaccone e spegneva le luci e poi di nuovo lo sentì passargli accanto, chiudere la porta con la chiave. Sentì la serranda che scendeva con un rumore rotolante. Sbattere sul pavimento.
Ecco! Il momento che aspettava. Il buio completo. Ma non serve la luce per parlare con vecchi amici. Solo il silenzio della notte. Felicità pura.
Lentamente, uscì dal suo nido, una vecchia antologia  della letteratura italiana. Si sgranchì le giunture. Era finalmente ora di riprendere il discorso interrotto quella mattina.
"Ehi, Dante... sveglia dormiglione d'un fiorentino....!"
Da un antico volume della Divina Commedia uscì una voce assonnata.
"Oh, bischero! Icchè ttu-vòi te? Cianciare... sempre cianciare... Un-tt'arrabbiare! Saluto la Beatrice e vengo...!"
Myrtilla








22 commenti:

  1. Meraviglioso!!! Non so che dire se non.... una sottile sensazione di invidia pura, perché a me non vengono idee cosi belle?... L'odore dei libri vecchi e quel finale inaspettato... Bravissima

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    1. Ti ringrazio Anna Maria.
      Ti dirò... dove essere diverso ma poi.... poi quando sono andata a dormire, in quella fase intermedia tra il sonno e la sveglitudine :)))) mi è venuta un'ìidea che mi è parsa buona.
      Contenta che ti sia piaciuta!
      Ciao e buon weekend

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  2. Bellissimo racconto! Nella notte..
    quando le persone diventano cose che riposano le cose riprendono la loro vita...segreta solo a chi non sa vedere!
    Un abbraccio e buon we cara amica ♡♡♡

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    1. Ciao pinkg... può anche essere una bella spiegazione del racconto.
      Quando il sonno ci domina, ci perdiamo qualcosa

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  3. Bello. Proprio bello. Mi hai fatto sorridere.
    Complimenti

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    1. Grazie Daniele, :)))
      Ci saranno solo i fiorentini un po' incavolati... con il mio dialetto toscano... ahahahhahahahah ma io sono piemontese!!!!!

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  4. Da fiorentino indigeno aborigeno autoctono posso dirti che hai reso alla perfezione la lingua. Brava!

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    1. Grazie Ivano!
      Ti confesso però che prima di cimentarmi col fiorentino ho fatto ricerche in rete... :))
      Ho trovato anche un sito conn un vohabolario fiorentino italiano...
      vohabolario
      ahahahahhahaah. Barato? Sì, un po'......

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    2. No, direi che documentarsi fa parte del nostro mestiere :D

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    3. Veramente il mio mesttiere è quello di non sbagliare dosi in cucina... di non mettere lo zucchero al posto del sale, magari.

      Ho provato a risponde in linguaggio dantesco ma Dante era lui, mica io!!!!!
      Così ho optato per un finale diverso. Però non volevo fare figuracce! D)

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  5. Brava Patricia, mi hai fatto sentire in prima fila, in un vecchio retrobottega polveroso ad assistere a discussioni poetiche....
    Kly

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    1. Ciao Kly, diciamo che se fosse possibile vivere questa "seconda vita" mi piacerebbe assai!!!!

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  6. che belle sensazioni hai saputo trasmettere, ero lì anche io e aspettavo la chiusura per poter parlare con gli antichi, mi ha fatto ritornare in mente un passo della "lettera al Vettori " di Machiavelli
    Venuta la sera, ritorno a casa ed entro nel mio studio, e sull’uscio mi spoglio di quella veste quotidiana e plebea, piena di fango e di melma, e mi vesto con panni reali e curiali (nobili); e rivestito decentemente entro nelle antiche corti degli antichi uomini, nelle quali, ricevuto amorevolmente da loro, mi nutro di quel cibo, il solo che fa per me e per il quale io son nato; e in quelle corti non mi vergogno di parlare con essi e chiedere la ragione delle loro azioni; e quelli, per la loro umanità, mi rispondono; e per quattro ore non sento alcuna noia; dimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi turba la morte: tutto son preso da quegli incontri

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    1. Grazie Anonimo.
      Sinceramente non ho mai letto Machiavelli. La mia cultura classica purtroppo è molto scarsa.
      Fa piacere però sapere che il mio è un sogno antico quanto il mondo.
      Sarebbe bellissimo poter colloquiare con loro!!!!

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    2. sono flora ciao

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    3. Lo avevo capito Flora.
      Ciao e un bacione!

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  7. E' quello che succede con i libri: vivi dentro di loro per il tempo in cui li leggi...è meraviglioso!
    Come stupendo è il modo in cui l'hai raccontato: forse sei proprio così, Patricia; un personaggio uscito da un libro che non ricorda il suo passato!

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    1. Vero, Fortunata.
      Mentre leggi un libro sei autore e rotagonista contemporaneamente.
      Ami e odi i personaggi. Vivi le loro emozioni.
      E' per questo che i libri sono grandi immensi mondi reali e fantastici insieme.

      Io un personaggio uscito da un libro????? E' un grande complimento carissima! Grazie!
      In questo momento però non saprei scegliere il libro in questione. Forse uno che parla di creazione, di riordino nel caos che ho dentro in questi momenti. Come penso anche altri d'altronde visti i tempi che corriamo.
      Comunque il passato non l'ho dimenbticato. A volte mi piacerebbe ma è parte integrante di noi. Ci piaccia o no!

      Un bacione!

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