venerdì 27 febbraio 2015

A spasso


25 febbraio 2015.
Ieri nuvoloso e freddo.
Al mattino alle 8 una gran brina.
Oggi freddo ma sole. Sembra di rivivere.
Lascio la macchina nell'ex caserma divenuta parcheggio. Faccio un giro al mercato. Ho le mani ghiacciate ma non importa. Il sole è splendente.
A quest'ora ancora poca gente in giro a piedi. Poche macchine. Strano che di mercoledì ci fosse ancora parcheggio gratuito. Forse molti escono più tardi.
Infatti, quando arrivo in piazza Alfieri gli ambulanti stanno ancora montando i banchi. Parlano tra di loro. Tutti dicono che se il tempo si mantiene sarà una buona giornata.
Attraverso la piazza. Sto cercano i miei "spacciatori" di fiducia. Quei ragazzi marocchini che vendono tutto a un euro o due. Se posso compro da loro. Molto più gentili di tanti italiani. Più disposti al sorriso. E fanno sempre lo scontrino.
Anche loro si stanno ancora organizzando. Ok! Passo al ritorno. Attraverso piazza Libertà e mi infilo in quella stradina che qui inizia e qui finisce, talmente è lunga. C'è la scalinata col semaforo a chiamata. Diventa subito verde. Attraverso e sono in Campo del Palio.
Questo è il mercato più economico. Quello con merce sovente più a buon prezzo. Banchi di peluche, centinaia di banchi di scarpe di italiani, di abiti tutti cinesi e altri non so quanti di merce varia, dal cavo per stendere il bucato alle torce ai bijoux gestiti da marocchini.
Tutto ad un euro da loro e infatti la gente si accalca.
A me serve quel grosso mestolo fatto a rete che va bene per estrarre le patate o i cavolfiori dall'acqua bollente. Quello che avevo si è rotto ma aveva tre anni e per un euro..... poi voglio quelle griglie che si mettono negli scarichi per evitare che i rifiuti ci caschino entro. Mi serve anche una tovaglia plastificata da spendere molto poco. Devo coprire la base dello stendibiancheria ad ombrello. E' un vecchissimo lavandino in ceramica capovolto. Decisamente non troppo elegante.
Ah... anche il cavo da stendere.
Mi avvicino al primo banco gestito dai marocchini..
"Ciao madamin, guarda pure..." questo è il saluto dell'ambulante.
Prendo il mestolone, dei ganci di acciaio, le reti, trovo la tovaglia. Totale 8 euro, "Ti faccio 7 euro..." mi dice e poi mi conta il resto di venti. Banconota da dieci euro e monetina. "Un, duj, trej....." mi dice in piemontese. Uno due tre....
"Urca! Parli anche in dialetto..."
"Mi sun bun,..." mi risponde ridendo. Sono capace.... "Cerea..." Buongiorno.
Mi allontano ridendo.
Cerco ancora il cavo per stendere. Ci sarà ben da qualche parte. Molti banchi però sono ancora in divenire. Ne scorgo uno ormai quasi a posto verso il parcheggio. Mi avvicino, guardo....
"Ti selve qualcosa?"
Una ragazzina cinese sottile da essere trasparente. Capelli neri, lunghi, un sorriso che sembra uno spicchio di sole ai tropici.
"Volevo il cavo da stendere ma non lo vedo..."
"E' qua!" e si avvicina ad una cassetta. "Costa uno e cinquanta al pezzo"
Ne prendo due. "Allola così sono tlemila eulo...."
E tlemila eulo siano.... :))) Ho la monetina in tasca del giaccone. Gliela porgo.
"A posto. Glazie. Ciao!"
Continuo il mio giro e ritrovo un banco che vende tovaglie da fare. Ne avevo già comperata una e mi aveva dato una buona resa. Quasi quasi.... e infatti la trovo, a quadretti bianca e verde questa volta. Affare fatto! Coi quadretti poi la nonna non avrà troppi problemi a farmela.
Sto per tornare sulla piazza superiore ma faccio due conti. Due confezioni di cavo da venti metri sono quaranta mmetri, giusto? Ma se a me ne servono cinquanta perchè ne ho presi solo due?
Ok... torniamo indietro. La cinesina mi vede: "Dimenticato?"
No, ho solo sbagliato i conti.... maledetti numeri....
Compro ancora una confezione di cavo e naturalmente mi chiede mille e cinquecento eulo.
Chissà come mai dandole solo due euro mi ha ancora dato cinquanta centesimi di resto..... misteri della matematica! :))))

A questo punto me ne vado. Ho le mani congelate, ho comprato quello che mi serviva e ho ancora delle commissioni. Verso il paese.

Quando lo lascio e salgo su in collina, eccole là! Le montagne in grande spolvero. Tutto l'arco alpino scintillante di bianco rosato. Sulla sinistra si vede perfino il Cervino. Che spettacolo! Cariche di neve e gemme. Abbaglianti.
Sembrano messe lì come un monito... a segnalare il di qua e il di là. Quel confine che ci divide dalla Francia.
Armigeri inossidabili e infaticabili a guardia dell'Italia. Solenni, possenti. Quasi violente nella loro bellezza resa ancora più luminosa dal sole.
Anche severe. Eppure sanno pure loro che non potranno mai fermare l'uomo. Hanno sulla pelle le cicatrici di strade che le percorrono. Hanno ferite profonde nel ventre perforato per fare tunnel.
Eppure sono sempre là. Immense. Ruvide. Aspre. A ricordarci dove arriva casa nostra.
In questo momento, non riesco aad odiare l'inverno.
Myrtilla





12 commenti:

  1. Io ho imparato ad apprezzare l'inverno solo quest'anno, prima non lo sopportavo!!!
    Ammetto comunque di essere felice che stia per arrivare la primavera :-)
    Un bacione

    The Princess Vanilla

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    1. Ciao Eleonora, benvenuta!
      Ti confesso che io l'inverno lo odio sempre. Andrei in letargo come gli orsi. E la primavera, ma soprattutto l'estate, l'attendo come la manna.
      Poi, a volte capita di vedere certi spettacoli e allora per un attimo mi dimentico di odiarlo.
      Vengo a trovarti e a curiosare!

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  2. Grazie per avermi portato a spasso con te!

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    1. Prego, Fortunata.
      Da morire dal ridere con quel ragazzo marocchino che parlava piemontese. :)))) simpaticissimo.

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  3. Non si può odiare l'inverno, dai anche perché ci fa apprezzare ancora di più quando arriva il bel tempo e i climi più caldi quando arrivano.

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    1. Nick, te l'ho detto che la cicogna deve avere confuso gli indirizzi quano ci ha portato a destinazione!!!!
      Io non vwedo lora che arrivi il caldo anche a costo i boccheggiare come i pesci...

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  4. Ti capisco benissimo Patricia. Io in inverno non vado in letargo, ma quasi. Comunque stamani dalle mie parti c'era un bel caldo primaverile :)

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    1. Ieri era primavera! Finstre aperte, ho lavorato fuori vicino alle aiuole..
      Oggi nuvolo, freddo e per la prossima settimana parlano di gelo e neve!!!!!
      brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

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  5. che bella passeggiata abbiamo fatto!
    Io non so dirti quale stagione ami di più, so che mi piace il sole ma l'estate ha per me colori troppo "Sfacciati " e il caldo non lo sopporto proprio , il sole invernale e quello della primavera li amo molto di più, un tempo adoravo l'autunno, oggi mi piacciono i suoi colori ma la stagione in sè mi da tanta tristezza, odio la pioggia, quella insistente che sembra non debba finire mai, quella lombarda per intenderci, ma che belli i temporali!!!
    Dirai: " Ma quanto è difficile questa!!!!!! "
    Forse è un pò vero.....

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    1. Anche i gusti cambiano col passare del tempo. Penso sia normale.
      E no, non sei difficile. A volte anche lo stato d'animo influisce sui nostri gusti.
      Io i sole e caldo non mi stuferei mai.
      Ogni tanto un temporale, di quell forti con il cielo nero nero e la pioggia battente, con tuoni che ti fanno saltar via dalla sedia e lampi che illuminano a giorno e che vorrei tanto essere capace a fotografare... sì... mi piace!
      E' un'interruzione della monotonia, Un imprevisto che ti scuote.
      Ciao carissima!

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  6. Bello pensare che casa nostra sia così ricca di culture e persone che tanto possono e potranno dare a questo paese.
    Ti faccio tantissimi complimenti, a me questo post ha colpito moltissimo *__*

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    1. Ciao Glò, la penso come te.
      Io sinceramente non so se poi a casa loro con le loro mogli si comportano diversamente però mi paiono ben integrati. Come se fossero nati qui.
      Hanno di certo un modo diverso di fare mercato però anche questo ci sta. E mi piace!
      Mi servo da loro senza problemi di sorta.

      Io dico sempre che la differenza deve essere ricchezza!

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