martedì 24 febbraio 2015

Mi correggo...

Mi correggo ragazzi. Anzi, no, dico a Myrtilla di aspettare a scrivere la prossima volta.
Già! Perchè questa volta la Myrtillina ha preso una cantonata.

Vi aveva parlato nei giorni scorsi dei libri di Claudio Paglieri, quelli che hanno per protagonista il commissario Marco Luciani.
Vi aveva detto che subito non le piacevano e poi  che poco per volta stava facendo amicizia con lui.
Beh... io l'ho già fatta!
E' inutile che stia lì a fare tanti giri di parole.
Domenica nera non era piaciuto nemmeno a me. Poi, però, ho letto anche gli altri libri.
Il terzo, La cacciatrice di teste, e il quarto, L'enigma di Leonardo.
Il secondo l'ho finito ieri. E' quello che non avevo trovato e che molto gentilmente Flora mi ha regalato.

Bene!  A questo punto, dico a Myrtilla che i libri sono in crescendo. Che ad ogni nuovo romanzo il personaggio di Luciani si fa più vicino al lettore. Forse non sarà mai di grandissima simpatia però aumenta la sua umanità.
Sarà che nel primo libro  erano spiegati i motivi per cui era in rotta col padre ma senza eccessivi approfondimenti sul loro rapporto di odio-amore..... sarà che in quelli successivi questo rapporto così contrastante viene fuori alla stragrande.... che l'intreccio che lega padre e figlio diventa sempre più chiaro ai nostri occhi.. però Luciani si trasforma e da protagonista anoressico, adolescenziale nonostante i quasi quarant'anni,  diventa poco per volta uomo adulto e responsabile.
Già dopo il secondo volume della serie ci si rende conto del perchè della sua anoressia... cenò con mezza patata bollita ed un pomodoro... (cito dal libro), dei suoi problemi col cibo e le bevande di tutti i generi, tè e lemonsoda esclusi, dei suoi rapporti quasi da succube con le donne.
Man mano che si procede nella lettura degli altri, si capisce quale tormento infinito lo rode. Quale amletico dubbio lo consuma. Amare il padre ed accettarlo così come è sempre stato o odiarlo definitivamente?
Inutile dire che seppur restando sempre su terreni opposti, Marco Luciani non riuscirà più ad odiare il genitore. Anzi, riuscirà quasi a recuperare il loro rapporto
A fare comunque chiarezza dentro di sè. A capire che il mondo non gira soltanto intorno ai reati commessi dal padre. Non soltanto intorno al suo folle desiderio di dimostrarsi assolutamente all'opposto.
Il mondo gira e basta. Che a lui piaccia o no.
Che continueranno ad esserci omicidi e corruzione.
Che lui continuerà a fare il suo lavoro con professionalità arrestando dove è possibile i colpevoli.
Che di tutte le persone che ha attorno, molti sono gli amici disponibili a tendergli una mano.
Che tutti gli amici non sono per sempre e qualcuno lungo la strada perderà.

Sì! Marco Luciani, così imperfetto, così antieroe, così uomo comune, alla fine diventa un personaggio amichevole. Prezioso non solo nelle indagine con le sue intuizioni e i suoi ragionamenti ma anche per il lettore che avrà modo di confrontarsi attraverso lui con le proprie paure e i propri dubbi.
Patricia




Il vicolo delle cause perse
di Claudio Paglieri
Piemme Edizioni (2009)









2 commenti:

  1. recensione perfetta!!!!
    Approvo tutto quello che hai scritto, un padre padrone che diventa un figlio da perdonare e accompagnare all'ultimo viaggio per mano, esaudendo il suo ultimo desiderio di non morire in casa ma nel giardino mentre la notte si avvia verso l'alba.
    flora

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    1. Ciao Flora, grazie infinite.
      Sì, il padre con la malattia diventa come un bimbo. Lo stile del padre padrone è duro a morire però si ammorbidisce comunque un po'.
      Marco Luciani, pur non riuscendo a dirgli cti perdono, in cuor suo, in fondo in fondo, lo fa. Almeno a me dà quella impressione.
      Se poi pensiamo che quando il padre muore lui è presente, addormentato alle troppe notti insonni ma presente....

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