domenica 8 marzo 2015

Il venerdì delle ragazze

Per oggi, Festa della Donna, ripropongo un vecchio racconto postato un paio di anni fa.
Sperando che diventi sempre più una cosa rara.




Era il loro solito venerdì. Il venerdì delle ragazze. La serata di libertà che si prendevano quando i loro fidanzati andavano a giocare a calcio e poi al bar a discutere della partita per ore. Venerdì sera perchè il sabato era riservato alle coppie e nessuno poteva o doveva separarle.
Quella era la serata pazza in cui quella scatenata di Carola inventava sempre qualche novità per divertirsi insieme. Visione di film porno, prove di cucina thailandese... cose così... folli, appunto.
Non aveva troppa voglia di partecipare ma dire di no non poteva. Troppe domande. Poi le avrebbe fatto bene... Così era andata e quando aveva suonato il campanello era venuta ad aprirle Alda, la terza del trio. Alta, bionda, magrissima.... e già brilla
Ehi...sei in ritardo... - questo era stato il benvenuto. - Noi abbiamo già iniziato.... Carola mi stava raccontando... - e via così. Un fiume in piena di parole. Lei e Sergio... Carola e Piero....Difficile interromperla.
Intanto le era venuta incontro anche la bruna, piccola, formosetta Carola. Leggermente brilla pure lei.
Erano amiche da una vita, come si suol dire. Come se, a venticinque anni, la vita corresse su un percorso quasi finito. Mai un litigio in dieci anni. Solo un po' di maretta quando Matteo aveva scelto lei mentre Carola gli perdeva letteralmente gli occhi dietro. Una settimana... quindici giorni di muso lungo che poi si era trasformato in un sonoro “non me ne frega più niente” quando aveva incontrato il suo nuovo ragazzo. Quello attuale.
Avevano parlato un po', soprattutto le altre due, di tutto ma specialmente dei fidanzati, di quanto erano state fortunate... ottimi lavori, regali, vacanze insieme, coccole.... libertà.... e poi Matteo era un imprenditore, lavorava in proprio, girava col Mercedes... e a Natale le aveva regalato quell'anello da favola... Avevano parlato fino a quando a Carola era venuta l'ideona.
Ho in mente un gioco nuovo per stasera.... ci sarà da morire dal ridere... adesso ci sediamo sul tappeto e poi....” Inutile fermarla. Altro fiume in piena.
Si erano sedute sul tappeto ai piedi del divano, bicchieri in mano e ciotole di popcorn, salatini e cioccolatini in mezzo a loro.
Allora... il gioco è questo... partiamo dalla A e diciamo una parola, la prima che ci viene in mente e ognuna di noi dice cosa ne pensa...
Ma dai! Hai inventato di meglio....
Aspetta.... fammi finire.... possiamo dire quello che vogliamo... qualsiasi cosa ci passi per la testa....
Tutto?
Tutto!
E il gioco era partito. A B C D... per ogni lettera una parola ed era veramente venuto fuori di tutto. Scemate. Cose orrende del tipo.... “B...bacio. Cosa è per voi il bacio?”
Uhm! Una cosa brutta e bella... “
Ma non può essere... o è bello o è brutto...”
E chi te lo dice? Dipende da chi te lo dà...”
Oppure... “ O.... vediamo... Orgasmo...”
Che è? “ aveva chiesto Alda.
Quella cosa che ti fa fare ahhhh ahhhh... “ e giù a ridere.
Il paradiso!” aveva gorgheggiato la bionda.
No! Di più! “ era stata la battuta di Carola. “ E per te?” le aveva poi chiesto.
Latitanza..... da un po'... latita...” aveva risposto.
Ma figurati! Ma se Matteo è uno stallone.....”
E così fino alla lettera P. P di paura.
Comincio io.... . - aveva detto Alda che si era lanciata all'attacco dei cioccolatini. “ La paura è un gatto. Tu lo accarezzi e lui, quando meno te lo aspetti, ti graffia...”
No! E' una serpe. Ti striscia vicino piano piano, silenziosa e ti fa morire poco per volta...”
Oppure può essere un cane randagio. Ti segue e tu credi che voglia solo compagnia. Del cibo, magari. Ma lui, d'improvviso ti assale. Sei tu il suo cibo”
Sì... il cane vampiro... ma va'!”
E per te? Dai...cosa è la paura per te?”
Lei non aveva risposto. Le si erano riempiti gli occhi di lacrime. Senza quasi respirare si era alzata, aveva sfilato la maglia a maniche lunghe. Ed era rimasta in piedi così, di fronte a loro. Le strisciate sulla schiena, i lividi intorno ai polsi.
Si era girata.
Matteo... la paura è Matteo....”

Myrtilla


19 commenti:

  1. Non potevi postare racconto più azzeccato alla giornata di oggi!
    Buona festa della donna, cara Patricia

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    1. Ciao Fortunata.
      Purtroppo è la realtà troppo spesso. E la colpa è in pate anche nostraa perchè non ne parliamo con nessuno... perchè pensiamo che le cose possano cambiare... perchè vogliamo credere che le cose miglioreranno...
      Purtroppo, se una persona ha la pessima abitudine di alzare le mani, continuerà a farlo.

      Ciao bella buona festa della donna a te!

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  2. Wow, Patricia, un bel racconto, con finale shock a sorpresa!
    Buona festa :)

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    1. Grazie Ivano!
      Quante volte è realtà, questo racconto?
      Per fortuna, ci sono anche gli Uomini e non solo le bestie, però......

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  3. https://i0.wp.com/www.myhouseonweb.eu/Cards/festadelladonna2.gif

    Buon 8 marzo ..bellissimo ..e terribile il racconto ;)

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    1. Ciao Tissi,
      Come ho scritto anche sopra è ancora troppo sovente realtà!
      Buon 8 marzo a te!|
      Bacio!

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    2. Bellissimo bouquet!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Grazie e un bacione!

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  4. Un finale inaspettato ma molto significativo! Auguri Patricia!

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  5. Un finale triste e cupo...

    Moz-

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    1. Purtroppo sì, Miki, ma troppo spesso capita!
      Finchè ci sarà anche solouna donna picchiata sarà sempre tanto!
      Invece, se stiamo a guardare, stiamo regredendo come umanità. Al di là dei vari credo religiosi o politici o etici, in certi posti la donna è sempre più paragonata agli animali, con sempre meno diritti.

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  6. Terribile, sembra sempre che queste cose capitino ad altre, lontane, che magari un po' se la siano anche cercata. Non è vero! Fai bene ad accendere i riflettori sulla violenza sulle donne: brava!!!!!

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    1. Ciao Cecilia, purtroppo è vero.
      A me non capita è la frase peggiore, la peggiore bugia che possiamo raccontarci.
      Non è detto che succeda ma nemmeno il contrario.
      E se andiamo avnati così, temo che sarà sempre peggio.
      Certo che parlarne una volta all'anno non serve a granchè!

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  7. Questo tuo racconto porta a riflettere sul vero significato della festa di oggi; un senso che troppe volte viene storpiato da grottesche feste che negli ultimi vanno di moda, senza chiedersi perchè.
    Un abbraccio. =)
    Dani

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    1. VEro, Dani! Ormai anche l'8 marzo è diventato festa commerciale. Ben pochi conoscono l'origine della festa, ben pochi sanno che più che festa dovrebbe essere commemorazione, ricordo.
      Tanti comprano mimose e/o cioccolatini ma non serve are un omaggio un giorno all'anno. Noi donne viviamo anche senza omaggi del genere. Il rispetto per tutto l'anno, per tutta la nostra vita sarebbe più gradito.

      Diciamo che anche noi ci mettiamo del nostro comunque. Mi riferisco proprio a quelle feste grottesche di cui tu parli... :(
      Un bacio!

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  8. Un racconto che fa riflettere, molto brava!
    A presto .. Dream Teller

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    1. Ciao Dream, ea la mia intenzione, in effetti.
      Troppe mimose ieri ma prima... e dopo????
      Bacio!

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  9. Per me non è un finale tragico, perché lo mostra e parla con qualcuno. É riuscita a parlare con qualcuno. E se ha delle vere amiche, non sarà sola e non avrà più paura.

    Bella storia. Un abbraccione Patri!

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    1. Ciao Dani.
      E' tragica forse la storia. Troppe se ne leggono e chissà quante restano nascoste.
      Per il finale haai ragione. Se sono amiche possono darle una mano ad uscire da quella situazione.
      Ciao bello! Un bacione!

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