giovedì 9 aprile 2015

Una morte impossibile


Una morte impossibile
di Ian Rankin
Longanesi (2011)




Ci sono poliziotti e poliziotti. Quelli che si occupano di crimini e quelli che si occupano del comportamento dei colleghi, che fanno le pulci per decidere se vanno puniti.
Ovviamente ai primi va l'onore e ai secondi il disprezzo in primis da chi indossa la stessa divisa.
Malcolm Fox e i suoi collaboratori fanno parte proprio del secondo gruppo. Sono quelli della Lamentele, nome ufficiale Ufficio Etica e standard professionali.
Chiamati ad indagare su un poliziotto accusato di molestie sessuali e sui colleghi che pare lo avessero coperto, arrivano a Kirkcaldy a quaranta minuti di auto da Edimburgo. Si ritrovano e devono sopravvivere ad un ambiente decisamente ostile per loro.
Ma le cose peggiorano ancora. Peggiorano quando si scoprono apparenti legami con un vecchissimo caso del passato. Un suicidio sul qual non si è mai indagato a fondo. Un caso che sembra abbia qualcosa a che vedere con le morti attuali. Ed è così, che poliziotti destinati ad indagare sul comportamento dei colleghi si ritrovano invischiati in un'indagine investigativa che non dovrebbero seguire.
La tenacia di Fox e dei suoi soci porta naturalmente i suoi frutti lungo una storia affascinante che si occupa degli anni del terrorismo interno scozzese, dei nazionalisti e dei "nemici" inglesi.
Poco per volta la storia si chiarisce in uno sporco gioco di allucinati sovversivi che vengono messi a tacere e faccendieri che tradiscono i loro vecchi ideali per il denaro e il successo.
Persone insospettabili ai giorni nostri ma collusi col terrorismo interno se non peggio.
Di grande effetto l'ambientazione all'interno del corpo di polizia, tra odio e ripicche e storie da tenere assolutamente nascoste. Grande anche il personaggio principale, Malcom Fox, che come una volpe non è solo astuto ma ha la capacità di odorare e seguire tracce anche minime.

Frasi brevi. Rapide. Descrizioni veloci. Un bel dipinto di un ambiente dove c'è più da perdere che da guadagnare.
Dicono che Ian Rankin sia uno dei più originali e raffinati autori di thriller dei nostri giorni. Da come tiene vivo l'interesse del lettore, da come muove le sue pedine nelle pagine del libro, direi di sì.
A me, è decisamente piaciuto. Una lettura scorrevole e avvicente.
Myrtilla

ps grazie a mia figlia che me lo ha regalato per l'onomastico.

12 commenti:

  1. Innanzitutto auguri in ritardo per il tuo onomastico, poi la lettura mi sembra interessante anche se i gialli non sono proprio il mio genere preferito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per gli auguri Nick... ma io sono poverella! Mi accontento di festeggiare San Patrizio.... una santa vera e propria non ce l'ho :))))

      Il libro è interessante. Non ci sono le classiche americanate con sparatorie e scene mozzafiato, erò è veloce lo stesso. Uno scrittore da tenere sott'occhio.
      Ciao carissimo!

      Elimina
  2. non so... potrebbe non essere il mio genere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Luisa, per fortuna non abbiamo tutti gli stessi gusti :))
      Ognuno deve leggere quello che è nelle sue corde. Non si può obbligare una persona a leggere per forza un testo. Odierà non solo quel testo ma la lettura in generale
      E non va bene!

      Elimina
  3. Non conoscevo questo titolo, comunque guardo anche molti film thriller.
    Serena notte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non conoscevo proprio l'autore, Cavaliere.
      E' stata una piacevole scoperta, però
      Ciao!

      Elimina
  4. La copertina scelta da Longanesi mi sembra un po' fuorviante, mi sbaglio? Sembra più una roba da "Quella casa accanto al cimitero"....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai perfettamente ragione Obsidian.
      La copertina è più indicata per il genere horror anche a mio avviso.
      Capisco che la storia sia ambientata in un paese della Scozia ma non ci sono fantasmi. Omicidi sì ma senza forze occulte... mah! E' una scelta editoriale un po' discutibile...
      Il romanzo comunque al contrario merita. Almeno quello :)))

      Elimina
  5. Non leggo quasi mai questo genere, però Rankin mi aveva incuriosito qualche tempo fa... tanto da fare qualche ricerca nel web.
    E così, ho scoperto che la maggior parte dei romanzi tradotti qui, costituiscono una serie dedicata ad un ispettore :P Cosa che mi blocca particolarmente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Glò,
      ho visto anch'io che questi romanzi costituiscono una serie. Questo non è nemmeno il primo... mi pare però che se pur i personaggi principali restano gli stessi, le storie non dovrebbero essere collegate le une alle altre. Forse le vicende personali del protagonista ma in realtà se e parla anche poco.

      Elimina
  6. buon giorno ^_^
    un passaggio veloce ..solo per augurarti
    una serena giornata ^_^

    RispondiElimina