lunedì 18 maggio 2015

Riflessioni sul Salone del Libro

Oggi che ho un po' più di calma, almeno apparente :)), voglio riflettere su questa manifestazione sempre più grande e sempre più importante che  non solo io ma tutti gli appassionati lettori attendono con ansia.

Prima di tutto, cosa cerco al Salone? Quali aspettative ho? Perchè ci vado?

Possono sembrare domande separate ma invece sono collegate strettamente tra di loro. Rispondendo ad una rispondo a tutte e tre.

Le mie aspettative sono sempre le stesse. Scovare qualche autore sconosciuto che mi dia soddisfazione. Che mi faccia provare dentro quel brivido che solo un buon libro sa dare. Non ho nulla contro le case editrici grandi però ogni libreria di qualunque città è piena dei loro volumi e un autore sconosciuto di certo non sarà mai pubblicato da Rizzoli o Mondadori. Opera prima di Pinco Pallino? No, grazie!
Invece io.... bastian contrario.
Ecco perchè vado alla ricerca di quei piccoli editori con stand microscopici al confronto di quello dei colossi dell'editoria italiana. Perchè loro pubblicano proprio autori di cui mai nessuno ha mai sentito parlare.  Solo pochi,  nel caso in cui il libro sia il secondo.
Tutto questo però non significa che non si possano trovare scrittori che comunque sanno scrivere e sanno dare i brividi di cui ho parlato prima. Scrittori che col tempo potrebbero anche avere successo.. non dico come Umberto Eco o Baricco però una certa fama sì.
D'altronde gli inizi sono duri per tutti! E allora se un autore vale perchè non dargli una spinta? Diversamente non posso fare nulla ma comprare il libro,  leggerlo e parlarne ad altri sì. Poi, ognuno è sempre libero di fare le sue scelte anche se non concordano con le mie. Non sono dittatoriale, sia chiaro. :)))

Anche se parto da casa con un certo numero di titoli scritti sul taccuino, l'autore, la  casa editrice e li numero dello stand, quando arrivo lì, in quell'universo di carta e parole, di carta e sogni, carta e avventure, finisco sempre di comprare altro e ordinare poi quei libri on line.
Perchè? Perchè giro tra gli stand. Prendo leggiucchio poso. Scambio opinioni con l'autore se è presente o con l'addetto della casa editrice.
Annuso... sì, annuso le parole. Sento il profumo che emanano. Spezie o fiori o odore del deserto.. dipende dall'argomento.
Le ascolto..... e a volte mi dicono "son qui per te" e a quel punto non posso deluderle.
Magari cerco di resistere, poso il libro e mi allontano ma poi, girando, non so come mi ritrovo lì, allo stesso stand davanti a quel libro che mi fa gli occhi dolci.
Beh... non resisto! Cedo alle sue lusinghe e lo porto a casa. E devo dire che non mi sono mai pentita delle scelte che ho  fatto finora. Può esserci stato il libro che mi è piaciuto meno però tutti questi libri "prepotenti" almeno una soddisfazione me l'hanno data.

Ok, così avete capito che presto farò un ordine on line...  uff!!!! :))))

L'altra riflessione si riferisce ai numeri che ci dimostrano, in teoria, che l'italiano medio legge poco.
Sarà... ma girando per il salone non solo ho visto una marea di gente, non solo ho visto gli stand strapieni... ho visto gente con borse piene..... signore con il trolley... uomini con lo zaino... e giovani.. tanti giovani!
Diciamo che l'età dei visitatori andava da pochi mesi (bellissim, biondino,  in braccio al papà!) a...  praticamente nessun limite di età. Di tutto un po'. Anche persone con la carrozzina e una pila di libri sulle ginocchia.
Che ci fossero molti giovani e che abbiano acquistato però è un piacere unico.
In gruppi piccoli o grandi però ognuno di quelli che ho incontrato aveva la sua borsa con gli acquisti  e magari, seduti per terra per fare una pausa, si scambiavano uno con l'altro i libri comprati. Ed erano felici e sorridneti!
Quindi, i giovani leggono! Non è vero che nessuno di loro apre un libro. Ce ne saranno senz'altro ma tutti no!
D'accordo... magari non leggeranno classici o autori greci però l'importante è che leggano. O no? Poco per volta, anche le loro scelte prenderanno strade diverse. Direzioni che nemmeno loro sospettavano quando hanno iniziato il loro percorso di lettore. 'importante è partire!

Altra cosa a mio parere stupenda, è il numero di bambini, diciamo sotto i 10/12 anni. A parte i padiglioni dedicati a loro per intrattenere quelli più piccoli con giochi educativi e altro, tanti stand offrivano prodotti adatti alla loro età.
Quello di Piemme, ad esempio, per farne solo uno, era dedicato per quasi due terzi ai bambini e al Battello a Vapore. Ed era pieno! Genitori e figli che sceglievano assieme... bambini che se li cercavano da soli e poi correvano da papà e mamma col libro in mano.. questo! questo! diceva un maschietto che poteva avere 7/8 anni. E la cosa bella è stata che i genitori lo hanno guardato con lui, ne hanno parlato brevemente e poi il papà gli ha chiesto se ne voleva altri...
Ecco! Questo mi è piaciuto veramente tanto! Questa forma di collaborazione tra genitori e figli nella scelta di un libro o l'accettazione non passiva da parte dei genitori della scelta del bambino... la libertà concessa nell'esprimerla.

E' una cosa che mi fa ben sperare per il futuro perchè se già a quell'età leggono, se già viene loro concessa la possibilità di usufruire del proprio libero arbitrio anche se solo riguardo a quale libro leggere, vuol dire che quei piccoli lettori possono in un domani diventare grandi lettori.
L'importante in fondo è avvicinare i figli alla lettura. Da piccoli avranno determinati gusti, crescendo li modificheranno però l'amore per la lettura  non svanirà. Crescerà insieme a loro, modificherà le loro scelte ma il libro (o ebook) resterà sempre un amico caro.
Myrtilla












27 commenti:

  1. E' giusta la scelta di privilegiare i piccoli editori. Molto spesso sono più affidabili dei grossi colossi.

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    1. In teoria Nick dovrebbero scegliere e offrire prodotti meno commerciali.
      Poi, è anche giusto quello che ha scritto Glò più sotto, purtroppo...

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  2. E' proprio vero, l'odore delle parole deve guidarci nello scegliere e credo che i piccoli editori abbiano "naso" molto più dei "grossi" e uso questo temine al posto di "grandi " perchè a volte sono solo grossi di mole ma non di finezza intellettuale.
    Tu sai scegliere e la prova è che io come succede a scuola " ti copio e sbricio i tuoi compiti", non sono mai stata delusa.......
    Prima o poi verrò al Salone e metterò le tende lì in quel paradiso.
    flora

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    1. Ahia, Flora... non farti beccare a copiare eh??? ahahhahahaha
      Ti ringrazio della fiducia ma mi pare anche che abbiamo gusti abbastanza simili a riguardo.

      Grandi editori, grandi scrittori... non è che un autore solo perchè è famoso, letto in tutto il mondo, non commetta mai sbagli. Non è che ad un certo punto non possa scrivere una schifezza oscena... può capitare a chiunque.
      Certo.. oggigiorno tutti scrivono e pubblicano e in mezzo a tutta l'offerta c'è anche il prodotto bacato. Però intanto incomiciamo a curiosare. Incominciamo a rompere le catene delle caste case editrici/scrittori famosi.
      Ci sarà ben qualcosa che vale in mezzo! O no?

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  3. Ultimamente la distinzione tra CE indipendenti e colossi (che rimane, non è possibile cancellarla) e che spesso mi faceva propendere per le prime, di solito piccole e certamente più innovative (proporre autori non sicuri, mai tradotti dalle altre, ormai grandi venditrici e basta), ha perso di vigore: ci sono molte polemiche incentrate sul fatto che molte CE non pagano i collaboratori, traduttori e via così. Pian piano sono emersi i nomi di dette CE... e insomma, ce n'è per tutti -_-
    Ai giovani bisogna dare la possibilità di scegliere, come passatempo, la lettura (e altro: sport, musica, ecc.) e non riempirli di appuntamenti e cose da fare, videogiochi e altri manufatti, chiedendosi poi, come mai siano così...
    Ciao Pat, un abbraccio! ^_^

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    1. Concordo con te, Glò!
      Purtroppo questa faccenda è risaputa.
      Io ho comperato tutti libri italiani, (tranne Miller) e quindi non c'è ul problema del traduttore nn pagato però... però può esserci quello dell'editor non pagato.
      In fondo penso che tutti i libri vengano controllati, letti, sistemati nelle mani si spera capaci (e si spera ancor di più) retribuite di un editor.
      Questo abuso, perchè comunque di abuso si tratta, non riguarda solo il campo dell'editoria ormai. Ha contaminato tutti i campi lavorativi ma è la mentalità che va cambiata, la sfrontatezza di taluni "datori di lavoro" (anche case editrici) che pensano solo ed esclusivamente ai loro interessi senza per altro assumersi un briciolo di responsabilità.

      Anche sul secondo punto sono pienamente d'accordo con te.
      I nostri figli sono persone a se stanti. Individui diversi da noi. Staccati. Hanno le loro inclinazioni, i loro gusti, le loro preferenze. Possono e devono anche essere indirizzati per evitare problemi grandi e gravi ma poi devono perseguire i loro obiettivi. Non i nostri.
      Non possiamo costringerli a fare danza classica perchè a noi sarebbe piaciuto tanto ma...
      o costringerli a leggere Esiodo se loro preferiscono Follett.

      Già il fatto che siano in grado di capire e perseguire i loro sogni per noi genitori è un motivo di orgogliio. Se poi i loro sogni non coincidono con i nostri... eh, beh.. non siamo uguali!

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  4. Visto che non sono riuscita ad andarci a causa di un errore nel biglietto del treno (mi era stato assicurato che fosse valido anche per lunedì e invece no :(), mi sono rifatta con qualche acquisto online.
    Ho un debole per alcune case editrici come la Sur, la Clichy, La nuova frontiera, Del Vecchio, Iperborea... Spero di poter scoprire nuovi cataloghi, anche se mi rendo conto che non potrò mai leggere tutti quei libri.

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    1. Ciao Saeglopur, benvenuta. E' un paicere conoscerti.
      Ho fatto il giro per queste case editrici. Non ho comprato ma anche per questione di budget e zaino pieno.
      On line mi rifarò di certo. Più avanti, però, quando il gruzzolino tornerà a crescere.

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    2. Bei cataloghi quelli segnalati dall'amica! Per Iperborea io stravedo! *__*

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    3. Confesso Glò che di iperborea non ho mai comprato niente... mai dire però!!!!

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  5. Molto spesso cedo anch'io alle lusinghe di qualche libro non inserito nel budget ..Ma il suo odore , la consistenza della carta , le parole sono un richiamo irresistibile per chi ha questa grande passione .Un abbraccio .
    Mirtilla

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Scusami Patricia ho eliminato un mio commento perchè era uscito doppio . Bacione .

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    1. Ciao Mirtilla, nessun problema tranquilla!
      Anch'io cedo.. cedo... sono debole di fronte a certe cose!!!! :)))

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  8. In effetti è un rischio scegliere libri di sconosciuti e di case Edititrice piccole, ma è proprio facendo così che si scoprono dei veri talenti nascosti.

    Bello quando ci sono anche bambini a queste feste dei libri! Sin da piccoli bisogna insegnare a leggere leggere leggere!

    Ciao Patriiii! E hai portato i biscotti ai bambini del salone del libro?
    D-:

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    1. Dani bisogna buttarsi qualche volta...
      Bisogna essere curiosi e oltre agli autori preferiti leggere anche gli altri.
      Io ho letto un romanzo sul medio evo tempo fa... mi è anche piaciuto e forse ne ho parlato nel blog... come si chiamava quell'autore?????
      Uhm... spetta un po'... ah, sì, forse Daniele Lapenna????? ahhaahhaahhahah

      ps no, niente biscotti. Punizione :P)

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    2. Ahahahah abbrava!!
      Spesso si trovano libri migliori tra gli autori sconosciuti.

      Hai sistemato il look del bloggggghghghghgghhgh!!!
      E hai messo anche l' avviso AAAAH!! Hai ristrutturato la casa di Myrtilla!!

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    3. Ma cosa credi.... io lavoro sai.... voglio bene al mio bimboblog :)))))
      Tu l'hai vista la navbar la prima volta che ti sei collegato?

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    4. Certo che l' ho vista. Hai messo un verde color natura! :D
      Hai fatto una cosa mooolto carina. Hai usato il codice che metteva a disposizione Google o un altro?
      Le magiche mani de tu mariiitooo saaaanto uomooo!!
      :D

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    5. Le mani magggiche sì, ma non del marito!!!!!
      Suggerimento di un marito "altrui" e mani finali della figliolina ;))))

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  9. Del perché non vado più al salone del libro:
    1) Odio la confusione.
    2) Col treno è una mezza odissea quindi mi muovo in auto e con quello che spendo in carburante + parcheggio + biglietto potrei comprarmi tranquillamente minimo tre o quatto libercoli in più.
    3) Con l'Internetto recupero comodamente ciò che cerco. Anche delle case editrici più piccole..

    :-)

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    1. Anch'io odio la confusione, Diego, però di andare al Salone non posso farne a meno.
      Ammucchio da un anno all'altro i soldini da spendere. Poi magari li spendo prima ordinando libri on line :))))
      La coda alla cassa del salone ormai non la facciamo più perchè prendiamo i biglietti on line.
      Per il treno... auto fino in Asti, treno per Porta Nuova e poi metro per il Lingotto.
      Lasciamo perdere che al ritorno il treno era sul binario segnalato (il 4 ), ci siamo sedute, abbiamo tirato fuori i libri io e mia figlia per scambiarci le idee sugli acquisti, 5 minuti prima della partenza, una signora ci ha chiesto se avevamo sentito l'annuncio del cmabio di treno.
      No! Mia figlia è corsa ad informarsi e poi in fretta in fretta, raccogli tutto, scendi dal treno, attraversa mezza stazione, sali sull'altro al pelo.
      Noi siamo partite ma tante persone sono rimaste sull'altro treno perchè il messaggio era praticamente incomprensibile.
      Viva le ferrovie italiane!
      Ciao!

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    2. Ecco, le ferrovie: un motivo in più per non muoversi da casa! :-)

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    3. E tu pensa che io in casa ho un pendolare... ti lascio immaginare le bestemmie quando sopprimono i treni, quando hanno 70 minuti di ritardo... quando si fermano in mezzo alla cmapagna...
      Però, 120 chilometri al giorno (forse qualcuno in più) tutti i giorni in auto... autostrada, benzina.. neve nebbia...

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  10. È stato un peccato non incontrarsi...
    Spero tu abbia fatto buoni acquisti!

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    1. E' vero Romina ma forse ci siamo anche sfiorate. Non conoscendosi però.... :))
      Comunque sì di acquisti ne ho fatti abbastanza. Finito soldini!!!!
      Ciao!

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