lunedì 11 maggio 2015

Sempre in guerra

Era nata proprio allo scoppio della seconda Guerra Mondiale. Il primo sparo di morte, il suo primo vagito.
Forse era per quello  che la guerra l'aveva accompagnata per tutta la sua esistenza. Fragile forte compagna. Quasi una gemella inseparabile.
Dapprincipio, aveva combattuto contro la fame in un periodo in cui solo chi aveva tanti soldi per comprare a borsa nera mangiava. Loro e i ladri. Gli altri, l'erba dei prati e le uova di piccione quando c'erano.
Poi era passata a lottare contro i padroni, da serva, nelle case altrui. Contro la mole di lavoro eccessiva e pesante per una ragazzina di dieci, dodici anni. Contro la signora che le stava sempre appresso e si divertiva a passare il guanto bianco sui mobili appena spolverati. O a controllare il bucato steso che non doveva avere la più piccola macchia altrimenti era da rilavare. Acqua bollente, lisciva e mani.
Contro il padrone quando la chiamava a pulire il suo studio. Era lui che voleva "lavorare". La polvere era una scusa e le sue mani erano dovunque su di lei tranne che sui suoi papiri notarili. Con minacce e ricatti. Non aveva ceduto nonostante la paura di perdere il lavoro. Quei soldi servivano in casa.
Ma la moglie lo conosceva e aveva apprezzato il suo comportamento. Niente soldi in più ma il lavoro l'aveva mantenuto.
Dopo, aveva lottato contro un marito sovente disoccupato, spesso ubriaco, sempre violento e padrone. Coi tutti quei figli nati, vivi e morti. Quanti sarebbero stati se fossero sopravvissuti tutti? Dodici, forse....
E lui non aveva mai saputo del decotto di erbe selvatiche che le preparava il settimino, il guaritore. Stava male quando lo prendeva ma almeno risolveva la situazione.
Ora, combatteva un'altra guerra.
In quel letto, come una statua di terracotta nella rigida fragilità e nel colore. Incapace di fare il più piccolo movimento e di pronunciar parola.
Ma la mente funzionava. Lei sentiva quando dicevano è andata.. che vita è questa? Non capisce più  nulla!
Oh, no! Lei sentiva e capiva. E quello che loro riteneva uno sguardo vacuo, perduto nel vuoto era solo uno sguardo che faticava a mettere a fuoco il suo passato. Che tribolava nell'andare avanti e indietro tra i ricordi alla ricerca di un solo attimo piacevole. Di  un suo sorrriso vero. Di labbra. Cuore. Testa.
Era come cercare di trovare un punto di riferimento nella nebbia.
Difficile! C'era sempre stata soltanto nebbia intorno a lei.Nessun faro ad indicarle la via giusta.
Come un film, i fotogrammi del suo passato le scorrevano davanti agli occhi ma vedeva solo lacrime piante. Tante volte anche trattenute.

"Eccola qua!" pensò sentendo l'infermiera entrare nella stanza. Ogni sera alla solita ora veniva ad iniettarle qualcosa nel flebo. Medicine erano chiamate vagamente. Medicine che la intontivano e la facevano dormire mentre lei aveva ancora tanta da pellicola da visionare.
Sentì le palpebre farsi pesanti. Chiudersi e riaprirsi più volte, nonostante  si opponesse.
"Spettacolo finito!" pensò e si addormentò.
Myrtilla


19 commenti:

  1. bellissimo ,ma molto triste ...;((((
    bella scrittura in poche righe racconti tutta una vita ..
    e che dire ,come al solito .Bravissimaaaa!!
    ;)))

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    1. Grazie Tissi.
      Diciamo che in questo racconto si mescolano i ricordi e gli aneddoti delle mie nonne. Anche alcuni di mia suocera..
      Certo che a pensarci bene, e donne del loro periodo avevano una vita decisamente più complicata della nostra di occidentali moderne.
      Ciao bella!

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    1. Grazie stella!
      Un bacione a te e a quel bambolotto che hai in braccio!

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  3. Sei sempre straordinaria... Da pelle d'oca questo racconto, fa molto riflettere...
    Non ho capito la questione del decotto però... :(

    Maira

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    1. Ciao Maira, grazie infinite!
      Sì, se si pensa alla vita che conducevano le nostre nonne forse forse smettiamo di lamentarci... anche se purtroppo per certi versi pare che stiamo regredendo anzichè andare avanti.

      Il decotto... io non so se sia vero o meno, mai provato, però mi raccontava mia nonna (nata nel 1911) che un tipo di erba che in cucina si usa molto può servire a procurare aborti.
      Si preparerebbe un decotto molto concentrato e poi si userebbe come lavanda vaginale. Nel caso non bastasse si potrebbe anche bere.
      Sinceramente???? Meglio andare da un ginecologo nel caso...
      Ciao stellina.

      ps va un po' meglio?

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    2. Oh mamma!!! Che storia incredibile... :(
      Comunque si, tutto bene grazie!

      Maira

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    3. Una volta non c'era nulla, Maira. C'erano rimedi empirici che se non guarivano, ti andava bene se non ti ammazzavano.
      Sono contenta che vada un po' meglio!
      Un bacione!

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  4. Mi è sembrato il racconto delle vite delle mie nonne....sei riuscita a condensare migliaia di vite in un solo racconto!!!

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    1. Forse perchè era uguali come vite? Al nord o al sud c'era fame e guerra, mariti che se non picchiavano le mogli non erano considerati uomini, gravidanze a non finire...
      Comuqnue sì, ho messo insieme i ricordi delle mie nonne e anche qualcuno di mia suocera

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Si percepiva che stavi parlando di cose più o meno realmente accadute...
    Pensi che sia davvero morta senza aver trovato nemmeno un punto di luce nella nebbia?

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    1. Ivano... ho mescolato i ricordi di due nonne (classe 1902 e 1911).
      La prima, paterna, forse ha iniziato a vedere una luce quando le è venuta la demenza senile. Marito violento, spesso ubriaco, faceva la lavandaia al Tanaro e quando tornava a casa lui la pestava.
      L'altra, materna, per tre anni ha avuto notizie sporadiche di mio nonno prigioniero a Normberga in lager. Era lei quella che aveva la padrona in guanti bianchi alle calcagna.
      Forse la sua luce è stata veder tornare mio nonno.
      Altra non credo per nessuna delle due.

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  7. Sono ricordi sempre preziosi questi, per non scordare da dove veniamo. Grazie Patricia!

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    1. Grazie a te Glò.
      Sì, ricordi che voglio mettere su carta proprio per ricordare e far ricordare a mia figlia e eventualmente se si deciderà... ai nipoti :)))

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  8. Grazie di averci fatto partecipare, bellissimo
    flora

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  9. Magnifico! Commovente e... ci hai fatto attraversare in poche suggestive parole una vita, anzi due vite vere incredibili! Ecco che forse, la luce per le tue nonne arriva anche da questa splendida finestra che hai aperto tu <3

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    1. Grazie, Pinkg.
      Spero che le tue parole corrispondano alla verità. Hanno avuto così poca felicità dalla vita, così tanto dolore che uno spiraglio di azzurro sarebbe una grande gioia. Per loro e per me.

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