sabato 23 maggio 2015

STREGHE E MASCHE

Sempre su streghe e masche, voglio parlarvi oggi di alcune cose che mi ha raccontato Flora che io ringrazio  per la partecipazione.

Non sono aneddoti ma tradizioni legate appunte alle masche. E devo dire che lei, lombarda di adozione a umbra di origine, ha narrato cose che anch'io conoscevo ma non ricordavo. E sono piemontese!
Questo cosa significa?
Che in fondo in fondo le nostre tradizioni culturali, pur modificandosi nel tempo, hanno le stesse origini.
Che sono legate da un filo comune quale la superstizione e la paura dell'ignoto, cioè di quello che non si conosce e magari, all'epoca, non si riusciva a spiegare.

Ecco quello che mi ha scritto Flora.

Qui si parla di Umbria.

Sua nonna diceva che non andava lasciata stesa fuori la biancheria dei bambini e soprattutto dei neonati perchè le streghe potevano usarla per i loro malefici e gettare il malocchio sul bambino;

che si dovevano dare  tre nomi al neonato in modo da confondere il demonio e le streghe volendo fare un maleficio non sapevano quale nome usare;

che bisognava lasciare dietro la porta di casa la scopa rovesciata perchè la strega per entrare doveva contare tutti i fili di saggina e non le sarebbe bastata tutta la notte;

che bisognava tenere  l'aglio in casa perchè tiene lontane le streghe

Altra usanza che ancora oggi, almeno in centro Italia è viva, quando si fa un complimento ad un bambino, poichè può nascondere invidia e diventare malocchio si aggiunge sempre "che Dio ti benedica" e ci si mette al sicuro di non essere tacciate di stregoneria. 
Sicuramente oggi viene fatto per abitudine e forse l'origine della frase è andata perduta
 
 
La tradizione della scopa di saggina e della biancheria  dei  neonati è sempre esistita anche qua.
Solo venticinque anni fa, mia suocera brontolava se stendevo il bucato della nipotina fuori e soprattutto se  non lo toglievo prima che venisse scuro.
 
Flora mi  ha anche passato due link, il primo relativo a tradizioni umbre e il secondo a tradizioni emiliane.


 
Provate a leggere e vedete un po' se non rtrovate usanze anche delle vostre parti...
 
 
PS Certo che tutto sommato, queste povere masche avevano vita dura eh.... 
dover contare i fili di saggina di una scopa... c'è da impazzire! 
E andare in giro di notte per fare il malocchio? D'inverno fa freddo!
Myrtilla

20 commenti:

  1. ciao
    sai mi è venuto in mente che per allontanare il malocchio e il demonio si metteva negli angoli della casa il sale.
    Buon fine settimana.

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    1. Ciao Robby,
      questa non la sapevo. Però mi hai fatot tornare in mente un'altra cosa.
      Le forbici aperte perchè formassero una croce messe sull'uscio quando c'era temporale. Così le masche non entravano in casa a cavalcioni del fulmine....
      E mi pare me lo raccontasse una signora che veniva da qualche frazione di Cuneo.

      Buona weekend a te!

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    2. ciao, buona domenica.
      Da noi invece se lasci le forbici aperte si dice che porta male. In caso di grandine o di un forte temporale mia mamma mette fuori dalla porta due scope e forma una croce.

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    3. Questa non la sapevo.
      Comunque un fondo di verità c'è... se metti le mani su un paio di forbici lasciate aperte.... puoi farti anche male fisicamente.
      Scope o forbici, però... sempre croce formano eh...

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  2. Sì, come constatato anche pochi giorni fa nel mio post sul folletto italico, credo che le nostre leggende siano tutte uguali, o meglio abbiano la stessa matrice.
    Da me si parla di streghe ma non ce ne sono di particolari, come le masche o quelle beneventane.
    Sono streghe tradizionali qualunque e anche qui si raccontano queste cose, specie della scopa capovolta in una stanza... insomma, il mito è uguale :)

    Moz-

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    1. Delle stesse origini ne sono convinta. Possono variare di poco ma il punto di origine per me è lo stesso.
      Però mi sono persa il tuo post... uff! In questi giorni ho avuto qualche casinetto in caos.. ops. Volevo dire in casa.
      Ciaooooo

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  3. Ciao Patricia, sinceramente non so se dalle mie parti c'erano usanze simili, per quanto di sicuro qualche strana credenza ci sarà stata anche qui.È strano pensare a come, molte usanze che abbiamo ancora oggi, siano nate da credenze popolari passate, di cui si è persa la memoria. Facciamo delle cose per abitudine, senza nemmeno sapere da dove nascono...
    Baci cara, a presto :*

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    1. Vero Poiana.
      A volte facciamo cosa che riteniamo anche sceme se ci pensiamo sopra, solltanto perchè ci siamo abituati. Perhcè abbiamo sempre visto fare dai nostri nonni e genitori e abbiamo fattonoi stessi da piccoli.
      E' un peccato perdere certe tradizioni. FAnno parte anche loro delle nostre radici culturali.
      E' per questo che posiamo ringrazare Nick Parisi che con i suoi post porta avanti il discorso.
      Ciaoooo!

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  4. A Perugia c'è ancora Via delle Streghe...

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    1. Ahia... poverine le donne che abitano lì! ahahhahaha
      E' una battuta, eh... però certo che sarebbe quasi ora di cambiare il nome alla via.

      Ma per curiosità, questo nome a cosa è dovuto?
      E' in un quartiere vecchio dove si riteneva abitasse una strega?
      Ciao

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    2. Non ne so niente di preciso purtroppo... è una via in realtà pedonale, a scalette, nel centro medievale e assai caratteristico della città, sventuratamente ora colonizzato da spacciatori tunisini.

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    3. Peccato, Bruno!
      Però, se è nel centro medievale forse forse...
      Sai che una volta, soprattutto all'epoca del Liberi Comuni ogni via portava il nome di chi ci lavorava. Ad Asti abbiamo ancora i Portici dei Cestai, quelli dei cappellai... ora hanno anche un altro nome però la vecchia targa è rimasta proprio a dimostrazione che in epoca remota lì ci lavoravano determinati artigiani.
      Spacciatori.. quelli peurtroppo hanno invasa città e paesi senza problemi ormai....

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  5. Bellissimo anche questo post! *__*

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  6. Lo sai che non avevo mai sentito parlare di queste usanze? Forse ho perso le nonne troppo presto...

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    1. Può essere Fortunata.
      In fondo sono sempre stati loro i portatori delle vecchie usanze e tradizioni che ora si stanno purtroppo perdendo.

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  7. Dalle mie parti anche, si usa dire "Binitica" per dire "Dio ti benedica".
    In realtà io avevo sempre fatto complimenti ai bambini come se niente fosse, poi ho scoperto questa usanza quando mi sono fidanzata con Nico... Ogni volta che facevo un complimento ad un bambino lui e sua madre mi mangiavano e dicevano che dovevo dire "Binitica", altrimenti il bambino si "infascinava", cioé si riempiva di malocchio... Le prime volte ho fatto come mi dicevano, poi ho sbottato e ho detto loro che parlavo come pareva a me, che a casa mia queste sciocchezze non si usavano. Inoltre io penso che sia come un modo per mettere le mani avanti... Se una persona ha la malvagità dentro ha paura di essere vista come una che butta il malocchio, io non ho mai avuto questa paura, perché devo mettere le mani avanti dicendo ogni volta "Binitica"?
    Odio questa cosa, ok la tradizione, ma siamo nel 2015!

    Maira

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    1. Penso che certe tradizioni siano difficioli a morire. Soprattutto in alcuni posti come possono essere i paesi.
      Vedo anche qui in Piemonte alcune tradizioni continuano imperterrite nonostante il passare degli anni.

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  8. Grazie per questo articolo, credo che mi servirà come base per un possibile futuro articolo sulle streghe umbre.

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    1. Prego Nick. Se sento altro scrivo!
      Ciaoooo

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