martedì 2 giugno 2015

Lettera ad un'amica

Cara amica,
ci sono momenti in cui la vita ti infila a forza un abito così stretto ed elasticizzato da farti mancare il fiato.
Puoi urlare finchè vuoi, dimenarti, protestare o piangere  ma non riesci a togliertelo nell'immediato.
Ti senti soffocare. Ti senti svuotata. Ti senti priva di energie e voglia di vivere.
Ti senti distrutta, oppressa....
Ma non puoi fare altro che tenere addosso quella sorta di armatura che ti si è come incollata sulla pelle. Più a fondo ancora. Nell'anima.

Succede quando le cose vanno veramente male. Quando i tuoi sogni, le speranze i desideri che stavano lentamente prendendo forma si disintegrano in mille frammenti davanti ai tuoi occhi e tu non puoi fare altro che guardarli.
Li osservi volare da tutte le parti, frammenti così minuscoli che fai fatica a vederli.
E ti chiedi perchè? Perchè a me? Perchè ora?

Se ci sia un perchè non lo so! Perchè in quel preciso istante tocchi proprio a te, nemmeno.
Può darsi che una ragione recondita da qualche parte dell'universo ci sia. Ma io sono stata troppo cieca per trovarla. A distanza di anni ancora non ce l'ho tra le mani.
E nemmeno le spiegazioni. Se ce ne sono.

Può essere il destino o il voler di un essere supremo. Però sinceramente ti dici che ne avresti fatto volentieri a meno. Che non ti serviva quest'altra prova nella vita.
Eppure la vita offre anche questo. Soprattutto questo. Dolore!

Anche quando non è fisico fa sanguinare ugualmente. Non il corpo ma la nostra essenza più profonda. Quella sconosciuta a volte anche a noi stessi e di fronte alla quale siamo messi d'improvviso. Uno scontro frontale a 200 chilometri all'ora. Uno scontro. Stordimento. Incapacità assoluta di comprendere.

In quel momento ti senti morta dentro. Come se la tua vita fosse diventata inutile parvenza di quello che pensavi fosse.
Vuota, come una conchiglia abbandonata. Inutile come una calza smagliata e spaiata.

Eppure.... eppure questo abito così aderente non è per sempre.
L'istinto primordiale di sopravvivenza non ti abbandona nonostante tu non  riesca a vederlo. C'è. Latente e nascosto sotto cumuli di macerie.
E non si arrende. Lui no! Comincia a scavare con quello che ha a disposizione e poco per volta si crea un piccolo varco per poter respirare ossigeno e non dolore.
E lo fa con così tanta lentezza e delicatezza che tu non te  ne accorgi.
Complice e alleato il tempo che passa inesorabile nella gioia come nel dolore, poco per volta questa feritoria si allarga e ad ogni millimetro di apertura l'armatura soffocante si scolla da te di pari misura.
Sentirai ancora dolore, sentirai ancora fitte ma sempre meno lancinanti.
Sì... non ci vogliono pochi giorni... ci vogliono anni ma sarà così!
Anche se in certi momenti, il dolore prepotente e strafottente tornerà ad alzare la testa, non avrà più la forza irruenta dei primi tempi.
Sarà dolore fatto di malinconia, di magone, di tristezza e solitudine ma non sarà più quel fuoco che adesso ti brucia inesorabile.

Per esperienza personale so che è così. E lo sarà anche per te. Ma non ora. Non adesso. Troppo poco tempo è trascorso. Non basta!
Verrà però il momento in cui potrai pensare a questi giorni con lo sguardo offuscato da quella malinconia che accompagna le cose belle perdute. Offuscato da rimpianto per quello che poteva essere e  non è stato.

Lo so che ti sembra impossibile! Anche per me lo era. Però così è stato.
Bisogna solo resistere per arrivare a quel momento che quando meno te lo aspetti busserà al tuo cuore. Aprigli la porta in quell'istante. Non lasciarlo scappare. Apri la porta e fallo accomodare dentro il tuo cuore e la tua mente.

Disperati, ora. Piangi, ma attendi questa visita con pazienza. Un giorno forse troppo lontano forse no, arriverà.
E potrai guardarti indietro senza provare quello che ti uccide ora.
Un abbraccio affettuoso.
Patricia










6 commenti:

  1. Parole di conforto stupende, le terrò anche un pochino per me.
    Un abbraccio forte

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    1. Ti ringrazio effe.
      Avrei voluto sentirmele dire anch'io all'epoca.
      Un bacione gande!

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  2. La voglia di essere felici della propria vita è più forte di qualunque limitazione materiale che ci venga imposta dal destino.

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    1. La voglia e la necessità, Ariano.
      Ciao!

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  3. Ecco qual era il link non funzionante...
    Provo a trattenere le lacrime, ma non riesco; non fa niente, tanto il marito dorme affianco a me è non se ne accorgerà!
    Grazie per questa lettera...voglio crederci: credere che con il tempo mi ritroverò anche se il senso è fuggito via per sempre.
    E spero di non perdere anche altro per la via

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    1. Ciao stellina.
      Se piangere ti fa sentire almeno un pochino più sollevata fallo. Poi,, però asciugati gli occhi, guarda la tua bimba, tuo marito e sorridi. Per te e per loro.
      Non perderai altro per la via, vedrai. E' soltanto un momento molto difficile che state attraaversando e ognjno lo vive alla sua maiera.
      Un bacione grandissimo

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