giovedì 23 luglio 2015

Decisione

Doveva prendere una decisione. Però quale? Navigava nella nebbia più fitta. Come un marinaio che, oltre quella coltre, non sapeva se ci fosse ancora mare o scogli.
"Bella metafora!" pensò. "Peccato che non mi aiuti".
Stava passeggiando in campagna. Stufa di stare rinchiusa in casa a rimuginare, aveva preso l'auto ed era uscita dalla città.
Direzione? Di là. Perchè? Così.
Queste erano stati i suoi pensieri una volta avviato il motore. Il di là poteva essere in qualunque direzione nel caos che aveva dentro. Tanto non avrebbe concluso niente. Era solo per sfuggire all'oppressione di quelle quattro pareti.
Girovagando senza meta si era ritrovata in aperta campagna. Dove, non lo sapeva. Non c'era nemmeno mai stata e di cartelli segnaletici nemmeno l'ombra.
Aveva trovato uno spiazzo e fermato l'auto. Ma, mentre il motore riposava, la sua mente continuava a lavorare a pieno ritmo. I pensieri vorticosi come una giostra impazzita.
Era scesa e si era incamminata. Il sole era forte. Quei refoli solitari e sparsi di aria un sollievo effimero. L'ombra, poca, gradita.
Giunta in cima alla collina, sulla strada interrata ridotta a schiena d'asino per il continuo passaggio di trattori carichi di legna o balle di paglia, aveva guardato in su.
A destra alberi, querce alte e frondose; a sinistra  campi di granturco.  In alto il cielo.
Nubi bianche che veleggiavano pacifiche e senza apparente fatica e che erano sembrate fermarsi di colpo per osservarla. Come se cercassero di capire cosa aveva dentro. Le sue necessità impellenti. Quelle che lei stessa non comprendeva.
Poi, si mossero. Spinte da un vento invisibile.
Le osservò a lungo. Quante forme diverse sapevano assumere! Animali, foglie, figure stilizzate.
Ecco! Là, c'era uno stormo di oche dal collo lungo proteso in avanti. Là in fondo dove le nubi parevano bolle di sapone, c'era un elefantino che si faceva lo shampoo.
Là, invece, una chiave.... Sembrava proprio una chiave. Di quelle antiche, col corpo lungo e arrotondato, quella specie di occhiello per le dita o come cavolo si chiama., grande e piatto. Dalla parte opposta due... no! quattro dentini, due lunghi e due corti. Alternati.
Una chiave... "E la serratura?" pensò. Sorrise. Che idea scema!
Un colpo di vento la fece sparire. La nuvola cambiò di nuovo aspetto. Si unì ad un'altra. Insieme, si sfrangiarono, si bucherellarono.
Un volto.... un volto bianco di condensa, sopracciglia, occhi e bocca di cielo. Azzurri. Pareva sorridere.
Un occhio sparì coperto dalla nube. Ed era come se avesse ammiccato.
Come se le avesse fatto l'occhiolino. Se le avesse chiesto ci siamo capite?
"Sì! Ci siamo capite.  Ora so cosa devo fare".
Myrtilla

10 commenti:

  1. ma bello mi è piaciuto molto!!tra l'altro anch'io in questi giorni guardo le nuvole in attesa di un segnale ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Cara Malù.
      Io adoro le nuvole. Sanno essere sempre diverse e non si sa mai quale formano possno assumere.
      Ultimamente le guardo moltissimo anch'io ma devo confessarti di essere olto interessata in questo momento. Non lo faccio per diletto ma per desiderio di pioggia... la terra ha le crepe talmente è secca.
      Grazie per i complimenti sul racconti.
      Ciao bella

      Elimina
  2. Molto bello, Patricia! Giorni fa in spiaggia mi sono messo per un po' anch'io a osservare le nuvole. Era tanto non lo facevo ed è davvero un'esperienza istruttiva ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ivano.
      Spero che ti abbiano dato ottimi suggerimenti sul prosieguo della blog novel... :P)

      A me piacciono le nuvole! Libere indipendenti....

      Elimina
    2. Ho un'amnesia. Non ricordo più niente della trama della Blog Novel...

      Elimina
    3. Ehi... non facciamo scherzi eh... p)

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  3. Mi unisco agli altri e dico bello davvero. Spesso mi prende la voglia e la necessità di andare, non importa dove, girovagare senza meta da sola io e i miei pensieri. Mi piace quando posso, osservare le nuvole.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, Anna,, quante volte lo farei! Direzione... di là! Che mi interessa della direzione? A volte basterebbe poter avere un po' di silenzio e di tranquillità.
      Anch'io ho la mamma che sta... diciamo andando con la testa. Mia suocera è dal 2000 che è così....
      Altro che scappare!

      Elimina