venerdì 10 luglio 2015

Essere equanime






Essere equanime.
Che compito difficile!
Significa essere  imparziali, obiettivi e  magari non solo come comportamento  ma anche come ragionamento. Fare corrispondere il pensiero alle nostre azioni nei confronti di altre persone. Ho scritto altre. Forse dovevo scrivere tutte.
Eppure... eppure quante volte, ci lasciamo traviare da istinti primordiali come l'antipatia o l'insofferenza se non addirittura una sorta di astio che può anche non aver ragione di esistere.

Credo sia innato nell'uomo soffrire di mancanza di equanimità.  Che il non essere equanime sia nel suo dna come gli occhi azzurri o i capelli biondi.
In più, lo stress della vita ci porta a momenti di insofferenza acuta a causa della quale i nostri migliori propositi vanno a farsi benedire.  A causa della quale, per un motivo o per l'altro, o addirittura senza motivo, propendiamo più per un individuo che per l'altro.
Magari senza nemmeno rendercene conto, andiamo contro a quel principio al quale crediamo fermamente e di cui ne critichiamo addirittura la mancanza in altre persone.
Dovremmo essere equanimi (condizionale d'obbligo) così come dovremmo sempre essere corretti e onesti intellettualmente e di fatto.
E forse, le migliori intenzioni molti di noi le hanno anche però non sempre ci si riesce  perchè c'è un piccolo problema. 
Di Gandhi ce n'è stato uno solo.
Myrtilla





12 commenti:

  1. Ecco, io sono umana e in qualche maniera la mia bilancia sempre pende più da un lato che dall'altro. Faccio un po' fatica a trovare l'equilibrio centrale. Ma... conoscendomi, cerco sempre di frenare questa condizione normale in prediligere qualcosa, qualcuno e tentare di essere il più imparziale possibile. Ripeto: tento, perchè sono umana e non divina e per ribadire il tuo concetto finale: di Gandhi ce n'è stato uno solo! Se non ci riesco? Taccio! almeno non impongo le mie predilezioni!

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    1. Stella... siamo tutti così, di più o di meno.
      Il problema sorge quando pur comportandosi come una bilancia un po' ballerina non ci si rende conto di questo.
      Quelli tanto per dire che differenze le fanno eccome però ritengono di essere imparziali. Anzi, ne sono straconvinti

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  2. Ciao Patricia,
    credo che per comportarsi in maniera equanime sia necessario eliminare le simpatie e le antipatie, ma quelle sono istintive, fanno parte di noi e le hanno anche gli animali. Come si fa ad essere imparziali nei confronti di qualcuno che "non si può vedere"? Si partirà sempre prevenuti, qualsiasi buona intenzione si abbia. Poi non dimentichiamo anche le esperienze precedenti, che sicuramente porteranno ad associare un atteggiamento verso qualcuno a caratteristiche comuni a persone con cui si hanno avuto esperienze negative o positive. E da un lato credo che sia un bene: da quante persone poco "piacevoli" ci salva il nostro non essere equanimi?

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  3. Ciao Patricia,
    credo che per comportarsi in maniera equanime sia necessario eliminare le simpatie e le antipatie, ma quelle sono istintive, fanno parte di noi e le hanno anche gli animali. Come si fa ad essere imparziali nei confronti di qualcuno che "non si può vedere"? Si partirà sempre prevenuti, qualsiasi buona intenzione si abbia. Poi non dimentichiamo anche le esperienze precedenti, che sicuramente porteranno ad associare un atteggiamento verso qualcuno a caratteristiche comuni a persone con cui si hanno avuto esperienze negative o positive. E da un lato credo che sia un bene: da quante persone poco "piacevoli" ci salva il nostro non essere equanimi?

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    1. E hai ragione! L'istinto è quello che ci mette in guardia a volte. Altre ci dà la possibilità di fidarci subito.
      Ci sono persone che al primo sguardo risultano simpatiche e altre no. Non mi intendo di ppsicologia ma potrebbe essere un istinto iscritto nel nostro dna, qualcosa che ci fa immediatamente riconnoscere persone con le quali possiamo andare d'accordo o no.
      Oppure, per chi crede nella reincarnazione, un ricordo atavico delle vite precedenti, nostra e degli altri.

      Il nostro non essere equanimi sovente ci salva. Ogni tanto ci fa prendere solenni cantonate però.... ma credo che anche questo faccia parte dell'essere umano.

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  4. Credo che il solo modo per avvicinarsi all'equanimità, sia abbattere i propri muri e cercare di aprirsi all'altro. C'è sempre tempo per farsi un'idea attraverso la conoscenza diretta. Non credo che ci possano e ci debbano piacere tutti, ma a tutti dovremmo garantire un trattamento il più possibile scevro da pregiudizi.
    Buona serata! ^_^

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    1. Vero! Purtroppo i pregiudizi sono innati in noi e tante altre volte nascono nel corso della nostra vita in base alle esperienze che facciamo.
      Piacere tutti è praticamente impossibile! La santità non è ancora di questa terra.
      Cciao bella. Buon sabato!

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  5. Essere equanime... E perché?

    ...equanime deve essere la pubblica amministrazione, ma io non sono la pubblica amministrazione. Qualche amico mi diceva una volta che non ero equanime, che andavo al cinema, ad esempio, con dei amici e non con altri, che decidevo di uscire la domenica con alcuni amici avendo lasciati altri senza dirgliene niente... Ebbene, è così... Non si può andare a tutti i posti con tutti gli amici insieme,... A volte si deve scegliere; oggi con te domani con lei, la cosa importante è quella di non abbandonare sempre gli stessi (in questo senso, è un modo di equanimità).

    Ciao,
    podi-.

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    1. Ciao Carlos, io concordo con te sugli amici. Bisogna anche tenere presente che ognuno ha i suoi gusti. Si può decidere di andare in montagna ma con gli amici che amano la montagna. Con uelli che amano il mare ovviamente si sceglie il mare. Si parla di libri con quegli amici che leggono o si va a vedere un tipo di film con chi codivide i nostri gusti.
      Essere amici non vuol dire nè imporre i propri gusti nè dover sottostare sempre ai gusti altrui.
      Poi ci si divide. Un ppo' con gli uni e un po' con gli altri. Mi pare più che logico.

      Quanto alla pubblica amminnistrazione, allo stato... lasciamo perdere! Le prove dimostrano che lì proprio non conoscono la parola equanimità. C'è sempre qualcuno che "ha" più diritti degli altri.
      Ciao carissimo.
      Buona domenica

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  6. Bella riflessione! E grazie per aver partecipato a "Una parola al mese".

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  7. Mi commento da sola... :))) che ci volete fare? Il caldo dà alla testa!!! ahahahah
    No! E' che volevo mettervi un link di Zetatre. Ha letto questo post su g+ ed ha partecipato con una sua riflessione.
    Andate a leggere questo POST e poi mi dite cosa ne pensate.
    Per me, ha fatto un'ottima riflessione.
    Ciao a tutti

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