domenica 9 agosto 2015

Auguste Dupin investigatore


Auguste Dupin, investigatore
Edgar Alla Poe
Passigli Editore (2007)






Edgar Allan Poe è stato uno dei maestri se non il maestro per antonomasia, del racconto fantastico e dell'orrore. Le sue suggestioni ambientali e scientifiche hanno influenzati altri grandi scrittori. Ma non soltanto queste. Egli ha dato vita ad un nuovo tipo di investigatore. Colui che pur senza muoversi di casa smonta i casi in mille frammenti per giungere alla verità finale. Colui che tramite il ragionamento intuitivo e matematico arriva alla soluzione dei casi.
Ho letto da qualche parte che il suo Auguste C. Dupin è il predecessore di altri investigatori simili, il primo e più importante, Sherlock Holmes.
Possibile senz'altro! In fondo anche l'alter ego di Dupin, l'io narrante di questa raccolta di racconti, pare il predecessore del Dottor Watson.
Però, se Holmes si muove, va di persona a vedere i luoghi del crimine, fa esperimenti, testa le sue teorie, Dupin usa solo il cervello.
Dupin pensa. Smembra le informazioni in suo possesso, quelle che gli vengono passate dal Capo della Polizia, gli articoli di giornali (come nel caso Il mistero di Marie Roget) ed arriva comunque alla conclusione.
In questo libro, il protagonista è come un giocatore di scacchi che osserva, studia ogni mossa dell'avversario approfonditamente, le valuta prima di fare le proprie. Dupin però è un personaggio “immobile”. Pipa di schiuma, buio, la poltrona su cui è seduto ragiona. Non ha mosse da fare. Solo ragionamento puro.
In questo libro, infatti, narrato dal suo alter ego, c'è una lunga spiegazione orale di Dupin sullo svolgimento dei fatti.
I particolari macabri tipici della scrittura di Poe sono presenti anche se non predominanti e si intersecano abilmente con la vita reale delle classi inferiori o borghesi decadute.
Un grande classico, indubbiamente.
Myrtilla

2 commenti:

  1. Tra i primi libri letti da me c'erano due di piccoli racconti di Poe. Tengo un bel ricordo di quelle letture.

    podi-.

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    1. Ciao Carlos, ti confesso che non mi a fatto impazzire come libro. Mi è piaciuto ma non mi ha lasciato la voglia di rileggerlo, ecco.

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