martedì 18 agosto 2015

Morte di un biografo


Morte di un biografo
di Santiago Gamboa
edizioni e/o (2012)





Che dire? Che Santiago Gamboa è un maestro nel delineare personaggi decisamente diversi l'uno dall'altro? Che per ogni personaggio sa usare linguaggi particolari? Dalla volgarità di chi nasce per strada, vive in orfanotrofio e poi in prigione e quando esce si divide tra una pseudo santità e la violenza delle gang, al linguaggio forbito di chi ha studiato e vissuto una vita da alta borghesia?
Sì. Si può dire.
Come si può dire che la volgarità sovente eccessiva di un ex predicatore (delinquente e poi recluso prima di essere redento) o quella dell'attrice porno che vuol produrre film porno, sì, ma con una morale ben precisa, seppur pesante a volte è decisamente necessaria a rendere reali i personaggi descritti. Personaggi che vivono tra omicidi, stupri, sodomizzazioni e droga.
Personaggi che tra l'altro si mescolano con altri più snob e altezzosi in un putpourry indimenticabile.

Tutto nasce quando uno scrittore convalescente da lunga e grave malattia viene convocato ad un congresso internazionale di biografi a cui sente tutto sommato di non essere adeguato perché il suo lavoro era (ora non scrive più) quello di scrivere romanzi e non biografie. 
La curiosità lo spinge però a partecipare. Insieme a lui nel lungo elenco degli invitati ci sono nomi illustri nel campo. Altri che sono invece ancora più fuor di luogo del suo, come quello di Sabina Vedovelli, l'attrice porno, splendida ed elegante donna dal passato tormentato.
Il luogo poi è molto particolare. Ci si incontrerà nella Città Santa di una Gerusalemme in piena guerra. Le esplosioni e gli attacchi aerei faranno da contraltare a tutto il romanzo, fino alla fine.

Questo è un romanzo nel quale le vite di alcuni partecipanti al congresso verranno in qualche modo svelate. O forse, no? Forse la verità resterà sempre solo a pelo d'acqua ma mai afferrata del tutto?

Storie indipendenti che però si intrecciano nei racconti dei vari oratori, uno dei quali viene trovato morto. Ma non di giallo si tratta. E' più che altro una metafora sulla vita intera. Di qua il bene e il bello e di là il brutto e il male. Ma è davvero così? La bellezza è sempre bene e la bruttezza è sempre male? Non è possibile che a volti si mischino rimescolando le carte della vita?

E il senso di distruzione che si prova in certe situazioni, la dipendenza da droga, la guerra, la morte, è annichilimento dell'individuo o forza per risorgere? E il coraggio finale si troverà?

Di certo il libro scorre veloce. Le varie storie coinvolgono il lettore e non gli fanno perdere il filo del discorso anche se pare che siano slegate tra di loro. Un filo comune lo hanno. La lotta per la sopravvivenza intesa in senso molto ampio.
D'altro canto, però, è anche una sorta di presa in giro di certi ambienti come quelli dei predicatori, dove l'apparenza è una ma la realtà può essere completamente diversa. 
 
E' stato definito un romanzo folle e crepuscolare, un moderno Decamerone... sì, direi che è un misto di tutto. Di certo non è noioso. Un po' surreale se vogliamo.
Non è però per chi non ama la volgarità. Quella regna abbondante.
Myrtilla

10 commenti:

  1. Uno scrittore che non conosco proprio

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    1. Ciao Ferruccio.
      Io adoro la narrativa sudamericana. Mi piace il modo di scrivere, le ambientazioni, i personaggi. Ma di questo ne parlerò tra pochi giorni un po' più approfonditamente.
      Diciamo che questo è un libro molto particolare.
      Se non si amano le volgarità, il linguaggio scurrile che qui in alcune parti abbonda è meglio lasciar perdere. Certo però che i personagi che usano questo linguaggio non possono di certo parlare forbito.

      Sempre di Gamboa avevo adorato Perdere è questione di metodo. Lo lessi molti anni fa e quasi quasi lo tiro di nuovo fuori dalla libreria.
      Ecco! Diciamo che Gamboa nei suoi libri ha un che di irriverente nei confronti di tutto. Dai predicatori, agli scacchisti agli scrittori... Li guarda sempre con occhio ironico.

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  2. Bè, interessante, non lo conoscevo questo scrittore. Ora sono curioso. Grazie per la dritta.

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    1. Ciao Massi, se non ti scandalizzi per certi termini :))))
      scopate, trombate eccetera sono all'ordine del...la riga....
      C'è anche altro, sì! C'è anche il linguaggio serio e forbito di chi ha studi alle spalle e vita da borghesia.
      Certo che un ex detenuto o una attrice di film porno..... :))) usano il linguaggio loro proprio.

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  3. Mi sembra davvero un romanzo imperdibile, notevole davvero!
    La CE e/o è tra le mie preferite, indipendente e con un catalogo davvero interessante, che dà spazio ad autori di tutto il mondo.
    Lo scrittore mi è soltanto noto, mai letto nulla!
    MI è piaciuta moltissimo la tua riflessione su questo libro, Pat! *__*

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    1. Ciao Glò, prima leggi le altre risposte mie ai commenti eh... poi non venirmi a dire che ti ho parlato di un libro hard..... ahahhhahhahahahah
      Io adoro i sudamericani! E diciamo che molti di loro hano un linguagigo piuttosto scurrile in certi momenti ma è ache l'ambientazione che comanda in questo caso.

      Se trovassi perdere è questione di metodo di Gamboa.... lo lessi anni fa e non lo ricordo molto... quasi niente, diciamo :)). So però che mi era piiaciuto molto.

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  4. dalla tua recensione mi sembra un libro ..da prendere e leggere ...
    buonissima giornata

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    1. Ciao tissi, grazie.
      Preghierina... prima leggi le mie risoste hai commenti eh.... come ho scritto anche a Glò... ahhaahhahaahah

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