sabato 22 agosto 2015

Scrittori sudamericani


Ho parlato qualche giorno fa di un libro di SANTIAGO GAMBOA, un libro molto particolare. Una miscellanea di biografie tra l'ironico e il vero. Volgare in molti punti ma per necessità di narrazione. Un ex detenuto o una attrice di film porno possono parlare come se fossero appena usciti dalla Sorbona con in mano una laurea in letteratura? Non ci sta! Giusto, quindi, anche la volgarità di parecchie parti di questo libro.. le scopate... i figli di puttana...


Il fatto è che io adoro la letteratura sudamericana. Da Neruda con le sue poesie senza tempo ad Isabel Allende coi suoi romanzi, primo fra tutti  La casa degli spiriti ; da Gabriel Garcia Marquez con i suoi cent'anni di solitudine che fanno sentire soli anche noi in questo immenso mondo, a Jorge Amado e Francisco Coloane, passando per autori meno conosciuti.
Il mio amore per questi scrittori è dettato dal loro modo di scrivere così diverso dal nostro, italiano o anglosassone che sia; così crudo e brutale che però rispecchia il mondo di cui parlano. Quello dei derelitti.
E' alimentato dal viaggio immaginario che riesco a fare scoprendo luoghi esotici così distanti dal mio. Un viaggio in una geografia per certi versi molto strana ma sicuramente lontana anni luce dalla mia. E non solo fisica. Pensate alle descrizioni stupende di Coloane dei fiordi del Cile, delle tempeste in mare, del famigerato Capo Horn. O a quelle di Sepulveda della Patagonia... del cono sud. Del mondo alla fine del mondo. Gli hazado, i gauchos, i castratori di agnelli che usano i denti anziché altro strumento.
Anche una geografia umana molto particolare. Quella dell'umanità dolente di certe favelas, delle fazendas, della foresta. Lavoro duro, fame, alcol per dimenticare e sopportare le angherie del padrone, della morte e delle malattie.
Dei viaggi per trovare una specie di El Dorado che permetta anche solo di mangiare. Viaggio con la sola compagnia della fame più nera, della paura, dei serpenti velenosi e di divinità più cattive che buone, a volte. Tra riti propiziatori e rimedi empirici che non sempre risolvono.
Sto parlando del mio adorato Jorge Amado con le sue descrizioni di piantagioni di cacao, la prostituzione come unico rimedio alla fame, i jaguncos, banditi o solo ribelli che alla morte per malattia o per mano del fazendeiro preferiscono quella del proiettile ma sinonimo di libertà?
E in mezzo a questo, il coraggio indomito di Teresa Bautista e la bellezza che sa di garofano e cannella di Gabriela.
Anche quelle credenze religiose locali di riti scaramantici, candomblè, divinazioni, magia nera e streghe.
Ecco! Amo la letteratura sudamericana perché mi permette di scoprire particolari che turistici non sono e quindi non verrebbero mai resi noti diversamente.
Perchè mi porta in un universo parallelo alla realtà universalmente nota, molto più dolorosa e profonda dell'altra. Più umana.
Oso dire, più veritiera.
Oso anche di più. Il volto in ombra dell'America Latina. Quello nascosto sotto al tappeto come fa la cattiva domestica con la polvere.
Myrtilla

14 commenti:

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    1. Grazie Massimiliano! :)

      ps non diciamolo ai risppettivi coniugi però, eh.... ahahhahahahahahha

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    2. Ussignur ma diciamo loro che trattasi di corrispondenza di amorosi sensi assolutamente fraterni, perbacco, per giove e aggiungerei accipicchia.

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    3. e hai dimenticato perdindirindina!!!!! ahahahahah

      ps anche perchè temo fortemente di poter essere altro che una sorella maggiore..... snif snif! :))))

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  2. Noi due continuiamo a rivelarci abbastanza diversi nei gusti, Patricia ;)
    Io, a parte Borges che però sento molto europeo come autore, di opere sudamericane ho letto solo "Don Segundo Sombra" di Ricardo Güiraldes e "Quando Teresa si arrabbiò con Dio" di Alejandro Jodorowsky. Devo dire che mi sono piaciuti entrambi, ma ho deciso di fermarmi qui. Il mio sangue risponde molto di più alla letteratura europea e nordamericana.

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    1. Spero allora di offrirti presto una cosa che mi auguro si rivelerà una gradita sorpresa... spero...hahahaha io spero sempre...mah!!

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    2. L'avevo intuito, messer Max Richard :)

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    3. Pardon: messere. Ah, la fretta...

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    4. Infatti, Ivano... sto cercando di leggere Miller Tropico del cancro ma non va avanti. Sob! O forse non è il momento giusto.
      Comunque credo sia normale :))) Anche mio marito è bilancia ma le letture che piacciono a me non piacciono a lui e viceverrsa


      Io in compenso Borges non l'ho mai letto. E' grave?

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    5. Meglio se non lo dici a Ariano... ;D

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    6. Di Borges? Si rimedia.... :))))

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  3. Molto bello quello che hai scritto Pat! E in effetti tutte le motivazioni che hai elencato, sono tali da farmi apprezzare molto la lett. sudamericana. Però non ho effettive preferenze, leggo veramente di tutto!

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    1. Ciao Glò, io adoro i sudamericani ma sono onnivora nella lettura. Dipende da cosa mi ispira.
      Le mie sono motivazioni valide per qualunque genere di lettura. Tutti i libri ti portano a passeggio nel loro mondo, che sia l'antico Egitto, il Medio Evo o il futuro.
      E' per questo che la lettura è magica. Magica ed essenziale.
      Per me almeno.
      Ciao e buona domenica

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