mercoledì 2 settembre 2015

Perdonare e dimenticare

Dicono che si deve perdonare e dimenticare.
Può darsi! Dipende dal torto che mi hai fatto!
Se è tanto grave, posso anche tirar fuori l'indifferenza. Ed è peggio del non perdonare.
Myrtilla

15 commenti:

  1. Aiaiai chi ti ha fatto arrabbiare? Prendo la moto, vengo lì e lo suono come un tamburo?

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    1. Wow!!!!!! Ho trovato un Cavaliere senza macchia e senza paura.... e tutto per me!!!!! :)))

      Non devi venire da me, però. E' in Lombardia... una ex amica.
      Dopo 28 anni di amicizia, decisamente ex. E non si presenti più!

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  2. Esatto, l'indifferenza è la peggiore risposta ai mali che ci vengono fatti... Certo, non è immediata, prima c'è la rabbia...

    Maira

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    1. Infatti Maira.
      Prima c'è la rabbia, ci sono le domande... ci si chiede perchè. Poi quando si metabolizza il fatto che è andata così.... io sinceramente tiro fuori l'indifferenza. Divento ghiaccio,
      Se la incontrassi per strada, difficile perchè abitiamo lontane, comunque... se la intcontrassi per strada per prima non la saluterei. E se lo facesse lei, risponderei come si fa con uno sconosciuto Gentile ma fredda.

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  3. Il guaio è quando si tratta di persone con le quali, volente o nolente, devi continuare a convivere quotidianamente. E allora puoi solo mantenere le distanze ma senza neppure poter eccedere...

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    1. Così è ancora peggio perchè non si può fare a meno di vederle, frequentarle, parlare con loro.
      E bisogna comunque restare corretti perchè non si può criticare a destra e a manca, spettegolare... a rimetterci saremmo solo noi.

      Quando invece finiscono le amicizie, non ci si vede più. Basta! Brucia. Ustiona, direi, ma poi non incontrandosi più poco per volta passa.

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  4. Perdonare e dimenticare, si può eccome. Ma quello che non si tiene conto è che per forza di cose i rapporti sono intanto mutati. Non è questione di "meglio" o "peggio", ma se l'offesa subita è stata tale e reale, non una cavolata insomma, per forza ha già modificato (anche a livello irrazionale) il nostro modo di vedere l'altra persona, quella che ci ha leso.
    Come dire, io ti perdono pure, ma non sai che ti sei perso. E perdonare penso sia salutare, perché ci permette di mettere da parte una situazione che ci fa stare male. Quindi, il vantaggio è di chi sa farlo.
    Buona serata! ^_^

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    1. *Ma quello di cui non si tiene conto

      Opsssss :P XD

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    2. Ciao Glò, hai ragione nel dire che perdonare è come mettere la parola fine ad una racconto. Ti ho perdonato ma ora basta. Le cose sono diverse.
      Il problema sorge quando questo parola non si può scrivere perchè la controparte evita i chiarimenti. Quando le cose rimangono in sospeso perchè tu ti fai avanti e cerchi di parlarne ma l'altra rimanda una volta, due, tre e poi sparisce.
      A questo punto niente perdono. Prima chiariamo.
      Dopo quatto anni però ho smesso di aspettare il momento del chiarimento. Anzi, durante una passeggiata, ne avevo anche parlato in un vecchio post, ho preso la decisione che già mi girava in testa da un po'. Ho preso il cellulare, ho cercato il numero di lei, quello del suo compagno e poi.... elimina elimina.
      Dopo mi sono sentita più leggera.
      Il problema è che la cosa ancora mi rode perchè appunto non c'è stata possibilità di chiarimento, E' una storia senza conclusione. Non mi piace.
      Conoscendomi però sono sicura che se la incontrassi (difficile perchè non abita qui) la saluterei con lo stesso slancio con cui potrei salutare uno sconosciuto che mi chiede un'informazione.

      ps io non ho visto niente... :))) Ne faccio così tanti di errori che prima di vedere quelli degli altri devo guardare i miei.... :)

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    3. Eh ma sono d'accordo con te, se non c'è volontà di confrontarsi, non esistono alternative all'indifferenza :P Però ci si arriva quando si è certi che non c'è nulla da recuperare o da aggiungere: è pure inutile cercare di parlare a chi non ascolta. Per un po' lo si fa, poi è pure questione di sopravvivenza propria. Un taglione e ciao ciao!

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    4. A volte non volersi confrontare è vigliaccheria, a volte superbia, a volte paura.
      A volte è semplicemente che si è già giudicato e condannato.
      Io a questo punto però vivo ugualmente.
      Il taglione l'ho dato e ho scritot la parola THE END.

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  5. Anche per me è così: l'indifferenza arriva quando ormai per me la persona in questione non esiste più, ha perso anche la dignità di farsi odiare...

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    1. Condivido Fortunata.
      Bella l'espressione ha perso la dignità di farsi odiare.
      L'odio è un sentimento orribile però siamo umani e a volte lo proviamo ugualmente.
      Quando una persona raggiunge quel limbo che è l'indifferenza non merita nemmeno che sprechiamo energie ad odiarla. Sbattersene altamente e fare la propria vita anche senza di lei è già importante.
      Bacio stellina!

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  6. What's perdono?
    Mi fai del male? Affari tuoi ... sei fuori dalla mia vita .... non esisti più!!!

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    1. Rooooaaaarrrrr!
      Da buon leone infuocato ahahhaahahhaah

      Da gemelli comunque... pure!!!! :)

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