sabato 3 ottobre 2015

El sambajun

Qualche tempo fa, la Effe, sul suo blog aveva lanciato un'iniziativa intitolata
                                     
                                            LE RICETTE DEL CUORE 

Ne aveva parlato su questo    POST  .

Ecco oggi una mia #ricetta del cuore

El sambajun ossia lo zabaione.

Ne  ho sentito parlare qualche sera fa in tivù ma stavamo cenando e parlando e la parola così come è entrata nell'orecchio così ne è uscita.
Dall'orecchio sia chiaro, perchè dalla mente, no. Ci è rimasta ben piantata. Ha preso la sua zappetta e ha incominciato a scavare nei ricordi fino a quando ha trovato quello che cercava e me lo ha servito su un piatto d'argento.
Insieme alla parola e al ricordo, mi fatto risentire quel profumo dolce e aromatico, leggermente alcolico che annusavo a pieni polmni più di quarant'anni fa, quando nonna Angela preparava per me questo zabajone che buono così non ne  ho mai più mangiato.
Quello poi, profumava d'amore, l'amore di una nonna, madre di due maschi, per l'unica nipote per di più femmina che aveva.

Nonna Angela era la nonna paterna. Mi ospitava dal sabato finita la scuola al pomeriggio inoltrato della domenica quando tornavo a casa.
Non molto alta, secondo i canoni di oggi anche piccola, robusta, i capelli diritti come spinaci di quel nero sbiadito che grigio non è, illuminati da qualche filo bianco ogni tanto.
La ricordo seduta in cucina col vestito a fiorellini. Sul tavolo l'uovo, lo zucchero, il marsala. Stretto tra le ginocchia un vecchio pentolino in alluminio molto spesso, andato sul gas talmente tante volte da avere il fondo bruciacchiato e nero.
in questo pentolino ci metteva il tuorlo, lo disfava, poi metteva lo zucchero in abbondanza e cominciava a mescolare col cucchiaio. Lo faceva diventare una specie di spuma biancastra gonfia e soffice. Ci versava un cucchiaio di marsala e rimestava di nuovo. Alla fine lo metteva sul fuoco.
Continuava a girare e mescolare perchè cuocesse ma "senza prendere il bollore".
"Vengono i puciu se bolle!". Vengono  grumi.
Così, la cucina si riempiva di quell'aroma dolce, marsalato che ancora adesso a pensarci mi fa venire l'acquolina in bocca.
Quando era pronto, lo versava in un tazzone e io facevo merenda, seduta al tavolo con la nonna che mi guardava e mi passava i biscotti perchè secondo lei mangiavo poco. E a quell'epoca mangiavo poco davvero. Ora.. lasciamo perdere che è meglio!!!! :))
Mi rivedo a quel tavolo, solo lei ed io, a mangiare quella leccornia con calma, assaporandola cucchiaino per cucchiaino, biscotto per biscotto. Il tutto ritmato dal suo respiro ansante e  pesante di persona con una grave forma di asma bronchiale.
Ora, capisco quanto le costasse mescolare per mezz'ora la mia merenda, perchè sì, impiegava mezz'ora e forse più per prepararmela perchè "i lavori fatti bene vogliono tempo".

L'amore di una nonna però certi limiti non li conosce!
Myrtilla

12 commenti:

  1. Che racconto pieno d'amore e tenerezza! I ricordi legati all'infanzia sono spesso riportati alla mente da sapori e profumi, così all'improvviso. Che felicità leggere questo tuo post.
    Anche io ho un ricordo legato allo zabaione... in campagna d'estate, quando il contadino ci portava le uova freschissime, preparavamo lo zabaione e c'era anche la nonna...
    grazie di questo tuffo nei ricordi :-) ♥

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    1. Ciao effe,
      fino a quando è stata bene ppovera donna avesse saputo cosa fare per me!
      Due figli maschi, solo una nuora e una nipote.. si perdeva sia per mia mamma che per me.
      Poi è subentrata la denenza senile e allora...
      Un abbraccio!

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  2. Hai fatto un bellissimo regalo a tutti noi nonni ricordando la tua , ieri era la festa dei nonni/angeli custodi e io ti ringrazio di questo bel ricordo come se fosse dedicato a tutti noi

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    1. Ciao Flo, io l'ho saputo ieri della festa dei nonni. Il post eraa programmato già da qualche tempo ed è aduto a fagiolo.
      I nonni sono la benedizione dei nipoti, se stanno bene. Li guardano li curano ci giocano... si perdono vicino ai nipoti.
      Oddio... non tutti. Qualche esempio negativo ce l'ho, però normalmente...
      In ritardo ma buona festa!

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  3. Anche mia nonna materna mi faceva sempre lo zabaione da bambino. Però a me piaceva mangiarlo senza biscotti.

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    1. Io all'epoca vivevo di aria...nel senso che mangiavo quasi niente. Latte e biscotti al plasmon... adesso non più! forse mangio troppo aahhahahahahh

      E' per quello che la nonna mi rimpinzava! Santa donna!

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  4. I ricordi legati alla propria nonna sono sempre i più belli.

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    1. Sì, Crilù. Delle mie due nonne sì. Dei nonni invece non proprio. Il nonno materno morì che avevo due anni e mezzo e non me lo ricordo proprio. L'altro era la cattiveria in persona e non è mai stato io nonno

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  5. Uh quanti ricordi ho anch'io di cucina, nonni, calore..w i nonni! Post tenerissimo :)

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    1. Ciao stella,
      allora aderisci anche tu all'iniziativa di effe del blog IOSCRIVODiNOTTE .
      Quando ci vengono in mente ricette che pprofumano di amore e affetto scriviamo il post e mettiamo l'hashtag #ricettedelcuore
      Bacione!

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  6. Bel ricordo! La mia nonna materna abitava con me, quindi ti lascio immaginare il forte legame (e anche lei aveva grave forma asmatica :P).
    Un abbraccio Pat!

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    1. Scusa il ritardo Glò ma avevo perso il commento. Visto e poi... non ricordavo più dove! ahia! La vecchiaia!!!!!
      La nonna materna abitava con noi anche perchè era vedova da tanti anni. Quella paterna invece no. Aveva ancora insieme quella bestia del marito che è sempre solo stato matìrito e padre padrone e nonno MAI!

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