sabato 31 ottobre 2015

Incontri col passato


Tac tac... tac tac... tac tac...
I suoi tacchi battevano sul marciapiede di cemento come due dita che continuano a pestare gli stessi tasti di una vecchia macchina per scrivere. Sempre gli stessi.
E sempre con lo stesso ritmo.
Non c'era dubbio che fossero i suoi. Erano le otto del mattino e a quell'ora, al cimitero non c'era ancora nessuno. Troppo freddo. Il freddo tipico dei Santi. Tanta nebbia.
Saliva dal torrente Borbore lì, a due passi, e si incuneava tra i corridoi che si snodavano tra le tombe di famiglia. Tombe antiche. Concessioni vecchissime ormai decadute e che aspettavano un rinnovo o la loro morte definitiva.
Le dicevano tutti che era matta ad andare al cimitero a quell'ora alla fine di ottobre. Non volevano capire che per lei era un'incombenza assurda. Lì, trovava solo lapidi. Niente altro. Nomi conosciuti ma che non le mettevano nemmeno malinconia. Come se non ci fosse nulla oltre al marmo e alla terra.
Poi, era un sistema eccellente per non incontrare nessuno e per nessuno intendeva quei parenti che si incontrano solo al cimitero in quell'occasione. Quelli, tanto per intenderci, che nel resto dell'anno non si sapeva nemmeno se erano ancora vivi e se per caso ci si incontrava per strada era facile non salutarsi neppure.
Si strinse nel giaccone.
E' freddo come un luogo senza vita!”. Questa era stata la battuta di sua madre per anni e anni, fino a quando si era veramente rotta e le aveva risposto un po' bruscamente “e che vita vuoi che ci sia? E' un camposanto! Solo morti!”.
Così, la madre aveva smesso di ripeterla. Quest'anno poi non l'aveva nemmeno portata per problemi di salute. Già che stava un po' meglio era preferibile non rischiare una nuova bronchite asmatica.
Dopo aver pulito la tomba del padre e cambiato i fiori, si diresse dalla parte opposta del cimitero. La borsa dei fiori in mano, la borsetta stretta a sé perché non era la prima volta che qualche donna veniva rapinata proprio in quel posto che avrebbe dovuto essere sacro, passò davanti a quelle che venivano chiamate “catacombe” perché costruite sotto il livello del terreno.
Erano tombe vecchissime, ancora del 1800, e facevano parte di quella piccola porzione di cimitero storico. La memoria della città. I nomi importanti. Nobili. Molti dei quali ormai scomparsi.
Improvvisamente si ritrovò bambina, in un pomeriggio di sole quando con la nonna e una marea di cugini erano andati dalla bisnonna materna.  Avrà avuto 6/7 anni. Più o meno. Non sapeva nemmeno perchè ma avevano voluto passare da quelle catacombe che anticamente delimitavano il cimitero verso sudovest.
Strette, basse. Lapidi lunghe. Freddo e oscurità. Odore di muffa.
Avevano avanzato, lei e i cugini, lentamente, timorosi, con ogni loro respiro che rimbombava nel lungo corridoio spettrale.
Fino a quando.... all'improvviso si erano trovati a passare a fianco di una tomba aperta. La lunga lapide era a terra, rotta. Nel loculo si vedeva una vecchia cassa da morto. Era spaccata. Scoperchiata.
Dentro, uno scheletro biancastro, le orbite vuote. Le ossa delle mani incrociate su quello che una volta era un petto umano.
Si erano bloccati tutti quanti, i bambini. A bocca aperta, avevano guardato quello spettacolo tra l'affascinato e il terrorizzato. Poi, qualcuno aveva urlato “Si muove!” e l'intera squadra di piccoli era fuggita urlando spaventata a morte.
Sorrise al ricordo. I bambini! Incredibili! Fanno di ogni ombra uno spettro. E poi, basta che uno abbia paura che tutti gli altri lo seguono a ruota.
Si chiese quanti anni erano passati da allora. Più di quaranta senz'altro. Chissà se la tomba era stata rimessa a posto? Chissà se....
Senza pensarci sopra un attimo di più, si diresse alle catacombe. Scese in quella semi oscurità gelida e si rese conto che niente era cambiato da allora. Stesse tombe. Stesso odore di stantio e muffa. Sempre il respiro che si condensava e pareva rimbombare nel lungo corridoio.
Giunta quasi alla scalinata che la riportava in superficie, sulla sinistra ecco la tomba di quel periodo lontano. Una strana luce giallastra pareva provenire dal loculo.
Sentì le gambe tremare ma si costrinse ad andare avanti. Non era più una bambina ora.
Poi, era come se una strana forza l'attirasse. Come se i piedi si muovessero da soli. In silenzio assoluto.
Gli occhi fissi su quel chiarore, proseguì. Quando fu all'altezza della tomba scoperchiata, ritrovò lo scheletro così come lo aveva vista allora. Biancastro. Quasi fosforescente. Mani incrociate sul petto, orbite vuote....
Si mosse. Il cranio si voltò verso di lei. Un ghigno. La mano destra si alzò in un saluto.
Myrtilla


34 commenti:

  1. avvincente questo tuo racconto ... sembrava quasi autobiografico .... ma lo sai anche tu che gli scheletri non si muovono .... non ci credo neanche se lo vedo ... perchè qualcuno lo muoverebbe con effetti speciali magari con fili ....ma mi piace ....brava brava e di più .......in tema più che m,ai col periodo ... bacio

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    1. Grazie Giusi!
      Diciamo che una parte autobiografica c'è. Le gite al cimitero con nonna e cugini, quella famosa "passeggiata" nelle catacombe.... anche la lapide rotta e la bara aperta con dentro lo scheletro a vista. (erano tombe vecchissime!)
      Che oi lo scheletro si sia mosso o fosse luminoso.... no! Solo per halloween.
      Bacio stella e buona serata!

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    2. Buona serata in che senso! !!!! Io sto a casa bona bona ! ♡♡

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    3. Di trascorrere una serata lieta in compagnia!
      Pure io sto a casa buona buona. E' dalle 7 di stamattina che corro e mi sono seduta poco faa. Basta! Chi ha ancora voglia di uscire?

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  2. Brrrr... racconto a tema con il weekend, che ti fa immedesimare.
    Molto bello sei proprio brava.

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    1. Grazie Anna Maria. Anche tu non scherzi però... :)

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    1. E domani ti sistemo.... prrrrrr
      ahahahahhahahahahahahahhhaha
      La mia torta grida VENDETTAAAAA!!!
      Stai un po' meglio?

      ps GRAZIE!

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  4. Lo scheletro le riconobbe dopo tanti anni... I morti hanno tutto il tempo del mondo, possono essere in attesa troppo.

    Un bel racconto per questi gironi,
    Un abraccio.

    podi-.

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    1. In effetti, Carlos, non hanno nulla da fare... ;)
      Ciao carissimo. Buona serata e buon weekend

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Da brividi cara Myrtilla. Viva la tua fantasia!
    A proposito, a quando il prossimo 'incipit' ?
    Buona giornata!
    Cristiana

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    1. Grazie Cristiana! Come ho scritto a Giusi, a parte lo scheletro luminoso e in movimento, per il resto c'è qualcosa della mia infanzia davvero.
      Quante volte sono andaa al cimitero con nonna e cugini vari!!!!

      Per il prossimo incipit il 20 novembre!
      Graditissima la sua voglia di partecipare!
      Bacio!

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  8. Ahaha, perfetto per Halloween! Bello ;)

    Moz-

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    1. Erra l'occasione giusta, vero Miki?
      Bacio!

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  9. Brava Patricia!!!!!! Sembrava un tranquillo racconto invece.... che finale!!!!!!
    un abbraccio

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    1. Ciao assurrocielo.
      In tema ocn la giornata ahahhhahah
      Bacione!

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  10. Complimenti cara Patricia, sei sempre molto brava!!!
    Ciao e buona domenica cara amica.
    Tomaso

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    1. Grazie caro Tomaso.
      Un augurio di una serena e lieta serata a te!

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  11. Però col saluto finale ho sorriso :) Forse è il mio cervello bacato, ma giuro che l'ho immaginato innocente e felice di avere compagnia, uno scheletro gioioso che saluta con la manina. Lei ovviamente fugge, ci sta xD

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    1. Si vede che era uno scheletro socievole!!!! ahahhahahah

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  12. Veramente bello!
    P.S.: Cervello mi ha steso col suo commento XD Ahahahahah! Forse ha ragione!!! :D

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    1. Grazie Glò!
      Ti confesso che ho riso anch'io col commento di CervelloBacato però sai come è... anche gli scheletri sono uno diverso dall'altro. Magari questo era stufo di star solo! :))

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  13. Che suspense!
    Mi hai tenuta incollata al racconto, rapita come una bambina...

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    1. Allora il racconto è riuscito :) :) :)

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