sabato 14 novembre 2015

Foglia

Si inoltrò nel bosco ormai autunnale. I rami quasi spogli parevano mani che volevano afferrarla. Lunghe dita adornate qua e là da rubini e topazi accartocciati e rinsecchiti.
Sotto ai piedi un tappeto variopinto. Opera di pittore pazzo che aveva gettato su una tela marrone scuro gocce di tempera in tutte le tonalità di rosso e giallo.
Radi e striminziti ciuffetti d'erba verde pallido quasi stonavano bucando incerti il tappeto frusciante.
Odore di muschio nell'aria. Di umidità. Di riposo eterno.
I raggi del sole, gli ultimi della giornata, filtravano placidi e timidi tra i rami. Come ospiti gentili che chiedono permesso prima di entrare e alla risposta avanti avanzano titubanti.
Non sapeva se avrebbe ritrovato la via del ritorno.
Poco importava. Era stanca.
Si raggomitolò ai piedi di un olmo. Aspirò a piene narici quegli odori forti e pungenti.
Si richiuse in posizione fetale.
Voleva diventare foglia
Myrtilla

8 commenti:

  1. Ciao, buon giorno;
    Da "follia" a "foglia" c'è soltanto una lettera... Perché quelli che si immolano non fanno dei versi come i tuoi?
    Vada benissimo a Torino e avete una bella giornata,

    podi-.

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    1. Ciao Carlos,,
      Perchè forse la vita sarebbe troppo semplice? Non so! Mia figlia ed io abbiamo saputo di Parigi una volta arrivate a Torino. E' stata una nuova bastonata!!!!!
      Per il resto è andato tutto bene e ci siamo anche divertite
      Bacio!

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  2. Bellissimo racconto. Che altro aggiungere, se non: buona giornata :)

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  3. come sempre ..bellisssssimmmmiii i tuoi "SCRITTI"!!!
    buona giornata e buon WE

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  4. Bellissimo *__*
    Un abbraccio a te!

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