domenica 20 dicembre 2015

Guardiani


Le avevano fatto squillare il cellulare. Stavano partendo dalla città. Entro mezz'ora sarebbero stati a casa.
Andò ad aprire il cancello poi si sedette sullo scalino d'ingresso come faceva sempre se non era troppo freddo.
Si accese una sigaretta. Tra il fumo denso per la bassa temperatura, spesso, quasi pesante, si incantò ad osservare quel piccolo lembo di muro della casa oltre la stradina. Una piccola porzione, l'unica che si vedeva nell'angusto spazio tra il suo garage e il fienile del vicino.
Era vecchio. Maltenuto. L'intonaco si stava sfaldando. Dove era già caduto si intravedevano macchie grigie, scure d'umidità che disegnavano strane figure.
A guardarle bene, quella più a destra era il viso di un uomo visto di tre quarti. Una zazzera nera e cespugliosa, spettinata. Due piccoli occhi simili a puntini e la bocca... Sorrise. La bocca era una virgola messa per traverso, identica a quelle disegnate nei fumetti. E forse comunque, non era nemmeno un profilo maschile. Poteva anche essere di una donna. Dipendeva dal momento in cui la guardava. Quella sera, era uomo.
Quella più in alto, rotonda, assomigliava ad un viso paffutello di angioletto. Una strana coroncina in testa. O forse... forse era di una bimba con un ornamento tra i capelli arruffati. Pareva sorridere.
Di certo, c'era solo che guardavano nella stessa direzione: verso l'inizio della strada che porta in paese.
Come se una strada avesse un solo inizio e una sola fine. In teoria ci poteva stare ma in realtà gli inizi e le fini sono molte di più. Dipende da che parte la si guarda. Quello che è inizio per uno è
fine per un altro. Già! Come la vita d'altronde. Ognuno di noi ha inizi e fini molto personali. Ogni volta che si cambia qualcosa c'è sempre un nuovo principio. Ma non per tutti è uguale.
Le due figure invece parevano avere ben chiara la direzione giusta. L'inizio era là, a quell'incrocio e la fine era lì, nel cortile di casa. Dove c'erano loro. I guardiani della strada.
Ed era una buona fine. La casa. La famiglia. Un luogo sicuro e sereno.
E finché ci sarete voi a tenerci sott'occhio, sarà sempre così” disse mentalmente alle figure mentre si alzava a chiudere il cancello.
Erano tutti a casa, adesso.
Myrtilla

12 commenti:

  1. Le umidità hanno dato vita a duo visi. Tutti abbiamo visto qualche volta un viso nelle pareti.

    Buona giornata,
    podi-.

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    1. Ciao Carlos, in effetti ad osservarle le macchie possono assomigliare a tante cose. Anche diverse ogni volta che si guardano.
      Buona serata

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  2. Bello immaginare gli angeli come anonime macchie d'umidità che segretamente vigilano sui loro protetti.

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    1. Una immagina poetica... o infantile????

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    2. I poeti non sono forse adulti che hanno mantenuto la capacità di stupirsi dei bambini?
      ;-P

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    3. Forse è per quello che riescono a vedere ciò che noi non vediamo più.... a capire ciò che a noi sfugge...

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  3. Cara Patricia, la sai che le immaginazioni spesso portano alla verità!!!
    Però non bisogna mai esagerare, altrimenti diventa un'ossessione.
    Ciao e buona domenica cara amica.
    Tomaso

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    1. Esagerare no, Tomaso!
      Deve essere anche una cosa divertente. Estemporanea.
      Bacio carissimo e buona serata.

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  4. Molto carino! Io invece fatico a "vedere qualcosa" perfino nelle nuvole :P

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    1. Daiii, Glò! Non vorrai dirmi che non hai uln pochino di fantasia???? :))))

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    2. Ne ho, ma non "visiva" XD Fatico davvero :D

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    3. Beh.. a qualunque campo sia rivolta..... purchè ci sia :)))

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