venerdì 22 gennaio 2016

Misure Piemunteise


Parliamo di misura di precisione. Tanto per ridere un po'... :))



Dunque dunque.... mettendo in ordine, nelle vacanze di Natale, il marito ha trovato un foglio, una brutta fotocopia di chissà quanti anni fa.
Riporta le

                                     MISURE PIEMUNTEISE
                          PER TRAVAJ ED MECANICA FIN-A

                                     (Misure piemontesi
                             per lavori di meccanica fine)

 

Le leggiamo insieme?

Na frisa (una briciola piccola) mm. 0,001
Na berlicà (una leccata) mm. 0,01
Un cicinin (un pochino) mm. 0,015
Na s-cianta* (????) *** mm. 0,03
Na barbisà (un baffo) mm. 0,035
Un pluch** (un pelucco) mm. 0,045
Na pladin-a (???) *** mm. 0,05
Un decimòt (un piccolo decimo) mm. 0,075
N'idéja (un'idea) mm. 0,1
Na fervaja (una briciola più grande della frisa) mm. 0,13
Na plà (uno spelone) mm. 0,15
Na làcrima (una lacrima) mm. 0,2
Na fersìa (???) *** mm. 0,3
Na flapà (???) *** mm. 3

* si legge metteno la s dura davanti alla c di ceci

** si legge pluc con la c di ceci

*** non conosciamo la traduzione

Di quanti anni fa sono queste misure? E chi lo sa! Forse inizio 1900. Forse sono anche solo locali, tipiche di una zona dell'alessandrino, visto che a distanza di venti chilometri la stessa parola italiana si dice in due maniere diverse.

Più che altro c'è da chiedersi se si capivano, se riuscivano a mettere a punto misure così piccine con gli strumenti che avevano a disposizione.
Credo di sì, però. Teste dure i piemontesi, soprattutto quelli proveniente dalle campagne.
Myrtilla

14 commenti:

  1. Bel documento! Ma perché fina si scrive con il trattino tra la n e la a?

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    1. Grazie Ivano!
      Ho finalmente aggiunto anche la foto ma è appena stata fatta da chi le fa meglio di me... :)))

      Parto col dirti che di piemontese non sono una esperta nonostante lo sia al 100%. Purtroppo ho sempre e solo parlato italiano.
      Poi, come dialetto è pieno di accenti circonflessi, dieresi, apostrofi, contrazioni, i e j unite tra di loro. Non so chi riesca a scriverlo veramente bene.
      Per la parola fin-a, il trattino credo stia a dividere le sillabe.
      Prima sillaba fin, seconda a.
      Come per s-cianta che si pronuncia separando la s da cianta.

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  2. Molto ma molto interessante cara Patricia...
    Buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso.
      Grazie! Come dicevo ad Ivano ho anche aggiunto la foto della fotocopia da cui ho preso spunto. Finalmente, gentilmente qualcuno mi ha fatto una foto più decente :))
      Buon pomeriggio e bacio!

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  3. A Roma è più semplice: basta dire "n'anticchia in più" (o in meno) ed è adattabile a ogni misura :-D (avrai capito che a Roma si da molto credito all'intuito individuale della persona).

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    1. Noi piemontesi invece siamo più precisi.. più pignoli.. più rompiballs ahahhaahahahahahahh
      Comunque, scherzi a parte, anche qui a volte le misure sono meno "precise".
      Quanto ce ne vuole? Una spanna!
      Bello vero? Peccato che la mia spanna sia 18 centimetri stendendo la mano fin quasi alla rottura dei tendini mentre quella di mio marito sia 22 anche senza farsi male... ahahahahahah

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  4. Na s-cianta si dice anche in Veneto e corrisponde ad: una buona dose!

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    1. Non lo sapevo Nick! Grazie dell'info.
      Non credo però che da noi abbia lo stesso significato. 0.03 mm non sono una buona dose.. ahahhahaah
      Bacio stella!

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  5. Un post curioso e ogni regione ha le sue misure.
    Salutoni a presto.

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    1. Ciao Vincenzo.
      La foto è fatta ad una vecchia fotocopia. Avrà quasi una trentina d'anni, Non so nemmeno da dove arriva.
      Le misure dovrebbero essere di inizio secolo scorso. Diciamo anni 20/30.
      Un abbraccio!

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  6. ...chissà come sono le misure lombarde...
    sono troppo ignorante in merito

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    1. Sono ignorante anch'io, Patalice. Questo è un foglio che aveva io marito in mezzo a tutta la sua "munnezza" ahhaahahh
      Comunque, probabilmente cambiano nome ma per il resto...

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  7. Spettacolari questi vecchi documenti *__* Io adoro la storia, ma soprattutto quella fatta di vecchi reperti famigliari, fotografie, fogli ingialliti...

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    1. Anche a me piacciono molto Glò. C'è tutta la nostra storia dentro, quella di cui non si parla mai o mai abbastanza.
      Ciao!

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