domenica 7 febbraio 2016

Castelbianco e vacanze

Per #lericettedelcuore di EFFE un ricordo di tantissimi anni fa.

Proprio scambiando due ciance con lei sugli hashtag, mi sono tornate in mente vacanze estive e merende di tanti anni fa.
Merende di una bambina che viveva a latte e biscotti al plasmon. Non mangiava altro. Era lunga lunga (allora non adesso :( ) e secca secca (idem).

Avrò avuto 7/8 al massimo 9 anni ed eravamo in vacanza a casa della zia di mia nonna, forse la sorella di suo papà. Chi se lo ricorda più dopo quasi cinquant'anni....
Ricordo però che la sua era la prima casa del paese di CASTELBIANCO nell'entroterra di Albenga, sulla destra. A sinistra la strada, oltre il Pennavaira il torrente e poi le Alpi. Verticali. Ai miei occhi di bambina, altissime.
Un paese con case sparse, raggruppate a una dozzina per volta. Vecchie case alcune restaurate, casa in pietra. Chissà come sono ora, dopo tutto questo tempo!
Noi andavamo su dopo la scuola e ci stavamo tutta l'estate. Noi... mia nonna ed io. In mezzo ad una miriade di cugini di ogni età: il Pierlu, la Manu, Silvietta, Lauretta, la Luisella... e giocavamo giocavamo tutto il giorno. Una banda di scatenati ma affiatati, uniti.
Alle sedici di ogni giorno, nemmeno mia nonna avesse avuto una pistola puntata alla tempia, ci chiamava per la merenda. Noi entravamo in casa correndo, facendo a gara a chi arrivava per primo.
Sul tavolo, una grossa pagnotta scura. La magna (zia) Angiulina andava tutte le mattine a prenderlo a uno o due chilometri di distanza. C'era il sacchetto col suo nome sopra appoggiato ad una mensola sul muro esterno di una casa.
Pane scuro, profumato, cotto nel forno a legna.
Solo il suo aroma faceva venire l'acquolina in bocca.
Mia nonna lo affettava, ne metteva una fettona per piatto e sopra un po' di sale e un filo d'olio ligure. Profumatissimo. Denso. Quasi verde. Io aspettavo sempre di veder scendere anche l'oliva insieme all'olio... beh.. ci avevano detto che chi trovava l'oliva era il più fortunato e noi bambini... come fare a non crederci?

Se eravamo stati bravi ma proprio bravi, sopra a tutto ci metteva una spolverata di tumolo, che credo fosse il timo selvatico.  Magna Angiulina lo raccoglieva attorno a casa dove nasceva in cespugli rigogliosi, lo faceva seccare al sole e lo conservava per condire le pietanze. Che profumo! Intenso. Forte. Aromatico.
Pericolso.... già! Perchè la magna ci raccontava a volte che per raccoglierlo aveva dovuto far scappare  un marasso e "se il marasso te va 'l mercou" (vai al mercato).

Immancabilmente, ogni giorno mentre facevamo merenda suonava la sirena e pochi minuti dopo si sentiva un boato. Veniva dalla cava di pietra, quel posto dove "rubavano" la pietra alla montagna.
E chi ci pensava che quella pietra servisse per costruzioni? Che quella cava desse lavoro a tanta gente del posto? Che fosse un lavoro pericoloso?
Non noi di certo. Mentre mangiavamo la nostra fettona di pane e olio, pensavamo solo che avevano fatto un altro buco nella montagna e che prima o poi lei si sarebbe arrabbiata.
Come? Non lo sapevamo.

Myrtilla

10 commenti:

  1. bel racconto Patty....
    E la montagna si è veramente arrabbiata e oggi se ne pagano le conseguenze, ma allora che bella quella vita estiva scandita da tanti piccoli riti e come sono dolci i ricordi!

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    1. Ciao Flo e grazie,
      Sinceramente non so nemmeno come mi sia venuto in mente. Si parla di così tanti anni fa....
      Sì! Ritmi scanditi da orari precisi, da regole ferree del tipo... se non mangi questo salti la merenda e mia nonna non scherzava affatto ahhhahahh
      Che strano però! Parlando dell'entroterra ligure mi sono venute in mente le merende, il tumulo, le sirene e le mine delle cave ma se ci penso... non ricordo ulivi. C'erano senz'altro ma non ne ho memoria....

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  2. Cara Patricia, interessante racconto, sai oggi tutti si arrabbiano per tante cose che vanno male,o per il tempo oppure le frane. Ecc.
    Purtroppo la colpa l'abbiamo tutti, io penso alle prossime generazioni, troveranno ancora più problemi.
    Ciao e buona domenica cara amica.
    Tomaso

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    1. Di certo il mondo che ci troviamo tra le mani nei ce lo siamo costruito noi. Estirpando, sradicando, stravolgendo il suo aspetto. Domani.... chi lo sa cosa vedranno le future generazioni!

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  3. Che bei ricordi, bellamente raccontati.

    Buona domenica,
    podi-.

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  4. Che bei ricordi Pat.
    Noi ci aggiungevamo pomodori cotti di sole caldo raccolti nell'orto.
    Bacio della domenica.

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    1. Ciao Mariella.
      SEgno di vecchiaia, sai... non ricordo cosa ho fatto stamattina ma cosa mangiavo da merenda cinquant'a nni fa. ohimè!!!! :)
      Pomodori a pranzo. TAgliati a metà con sale oliio e origano.

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  5. Io adoro pane e olio... quante cene facciamo col pane e l'olio profumato che produce un mio amico.
    Che bel ricordo hai condiviso, sembra di sentire i profumi e l'atmosfera.
    Sempre grazie per queste tue condivisioni.
    Un forte abbraccio
    la effe

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    1. Ciao effe.
      Figurati! E' un piacere! :)
      Comunque, mi capita sovente di mangiare una fetta di pane con olio e sale... magari a cena prima della frutta :))
      Bacio!

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