giovedì 25 febbraio 2016

La mia libreria di fiducia

Condivido con questo post quello di Michele il Menestrello pignolo sul suo blog http://lanostralibreria.blogspot.it
E' un post in tre parti intitolato LA NON UTILITÀ DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI

Praticamente Michele si chiede e ci chiede: ma le librerie indipendenti quelle piccole hanno ancora una loro  utilità di fronte alle  librerie  di case editrici e a quelle che vendono on line?

Diciamo che purtroppo le piccole librerie ormai stanno sparendo. Quelle che ancora esistono vendono anche cancelleria, biglietti d'auguri, bigiotteria alcune.

A vendere solo  libri  non si campa più. Colpa di chi? Del lettore che sta sparendo? Del web che fagocita anche questo mercato con la sua comodità?
E chi lo sa!

Nella mia città c'è una di queste librerie grandi, di una casa editrice famosa. Vende libri, cancelleria, borse da ufficio, zaini... ammennicoli vari. Ci si tengono incontri con gli scrittori (mai publicizzati e quindi quando lo si viene a sapere è troppo tardi per partecipare).

Ci sono entrata una volta e ho trovato, scusate, il venditore di sigarette. Non so se mi spiego. Avete presente chi va dal tabaccaio e chiede un pacchetto di xxx?
Il tabaccaio si gira, lo mette sul banco ritira i soldi e il cliente se ne va.

Non è questo che mi piace in una libreria Non è questo che voglio.

Compro on line infatti da quando la mia libreria di fiducia ha chiuso.
Era in una viuzza strettissima e pedonale che portava al vecchio ospedale, un cinema di fronte.
Bottega del Libro si chiamava.
Era... un buco. Un buco con un soppalco ma ci trovavo di tutto e quello che non trovavo al momento, entro 8/10 giorni c'era. Senza problema alcuno.

Ma Roberto, il titolare, era fatto così. Ormai c'era quasi un rapporto di amicizia più che il solito rapporto tra venditore e cliente. Sapeva quali libri mi piacciono e se gli chiedevo "è uscito qualcosa di nuovo della Guanda sui sudamericani?" lui sapeva subito darmi risposta oppure ... "no, però, forse ce n'è uno che potrebbe interessarti di un'altra casa editrice". E io entravo e curiosavo.

E quando il marito scopriva qualche titolo strano e mi dava il bigliettino col titolo, io passavo da Roberto. Lui sgranava gli occhi e ridendo mi diceva "ossignur! Ma dove l'ha stanato questo?".
Poi ci mettevamo al computer e il libro compariva magicamente sullo schermo. Quel libro e altri simili.
Senza contare che se gli chiedevi di un libro, non una recensione, un semplice parere, te lo sapeva dare. Che si poteva parlare con lui di questo o quel titolo, di questo autore o quest'altro.
A volte entravo anche solo per fare due chiacchiere e dopo i soliti convenevoli, se non c'era nessun altro cliente, a volte ci mettevamo al pc a cercare libri che rientravano nei miei gusti di lettrice e che magari non aveva in negozio.
Disponibilità. Passione per il suo lavoro.
Passione che purtroppo però non gli ha lo stesso permesso di tenere aperta la libreria. Chiuso il cinema di fronte, chiuso il vecchio ospedale,  il negozio si è ritrovato in una zona della città che stava morendo.
Traslocare impossibile con gli affitti dei locali alle stelle.
Restare lì.. e se non vendeva come la manteneva la famiglia?

Insomma... ha chiuso. Ed io dopo un giro turistico nelle altre librerie, ho finito per preferire ibs. Accumulo i titoli dei libri da una parte, i soldini dall'altra e poi faccio l'ordine. Una due volte l'anno però quando arriva il pacco è grande :)))

Certo che se fosse possibile trovare una libreria come quella descritta nel libro "La libreria del buon romanzo" di Cossè sempre aperta, dove vengono venduti solo i libri più amati (ma non è questo il punto più importante) e dove ci sono divanetti e poltrone per sedersi tra i libri e leggere, scambiare pareri e opinioni col titolare e gli altri clienti.. dove si può chiedere al libraio di quel particolare titolo oppure dirgli vorrei leggere qualcosa che mi faccia pensare a.... che stimoli la mia fantasia a... stavo cercando un libro in cui.... e trovare a colpo sicuro la risposta e il volume....beh... credo che potrei andarci a vivere
Se la trovo chi vuole l'indirizzo? :)
Myrtilla


18 commenti:

  1. Purtroppo le attività commerciali indipendenti in generale vanno a scomparire, le grandi catene hanno preso il sopravvento in ogni settore, compreso quello librario.

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    1. Verissimo! Ormai è così per tutto: abiti, cosmetici, telefonia....solo che ai libri normalmente ci si pensa di meno. Ho sentito dire che non sono indispensabili...
      ???????? Tutti questi punti interrogativi erano nel io sguardo quando ho sentito la battuta!

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  2. Io faccio parte di quelle "attività commerciali indipendenti" di cui parla Ariano qui sopra. In effetti in questi anni la grande distribuzione ha avuto la meglio, costringendo tanti a chiudere. Ma penso che la 'nostra' grande forza (e la gente lo sta cominciando a capire) è il contatto personale col cliente, la possibilità di poter sempre (o quasi!) cambiare idea sul prodotto acquistato e, soprattutto come dicevi tu, il contatto umano che va oltre il rapporto cliente-commerciante. Io ho clienti di cui conosco quasi tutto, che vengono in un certo orario perché sanno che non c'è nessuno e mi raccontano della famiglia, della salute; ci sono anziani che a volte mi portano a riparare piccoli oggetti perché hanno perso al mobilità piena delle mani a causa di artriti e malattie varie. E a proposito di libri, ci sono diverse persone che vengono a lasciarmi abbastanza spesso buste di libri letti, anche nuovi, perché sanno che poi io li regalo a quelli che vengono a comprare altri libri (ho quelli usati). E magari a loro volta ne prendono di quelli lasciati da altri.

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    1. Il rapporto cliente/commerciante è quello che fa andare avanti il negozio. Di qualunque genere. Un cliente insoddisfatto o trattato male o tacchinato come se fosse ARsenio Lupin sotto mentite spoglie, esce e non torna più.

      Anch'io di Roberto conoscevo molto, soprattutto riguardo alla bimba. Ridendo l'ho sgridato più volte perchè doveva rinnovare la foto della figlia.. E daii Robi, una foto nuova, papà!
      A parte questo però c'era altro. C'erano le chiacchierate sui libri, sugli autori. C'era il fatto di cercare insieme un titolo e scoprirne altri... C'era la possibilità di dirgli ok ci penso e poi, tornata a casa e controllato il gruzzolino telefonargli e dirgli lo prendo.

      Anche lui trattava qualcosa di libri usati ma io .... ehm... possessiva come pochi sono e non li mollo! ahahhah

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  3. Io ho sempre frequentato grandi librerie per il semplice motivo che non sono mai stato interessato a ricevere consigli per gli acquisti da chi gestisce l'esercizio. Per la mia natura, ho sempre trovato preferibile entrare, scegliere il libro, pagare e uscire.

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    1. Ma sai Ivano, non sempre si tratta di consigli. Direi più scambi di idee.
      Quando entravo in libreria io chedevo quel titolo o se quell'autore aveva pubblicato qualcosa di nuovo. Roberto non mi ha mai "costretto" a comperare un libro che non volevo. Al limite storceva il naso se me ne vedeva in mano uno che secondo lui non mi sarebbe piaciuto. Ed io mi sono sempre fidata visto che poi, spulciano tra le pagine di quel libro, ho scoperto che non mi interessava o proprio non rientrava nei miei gusti letterari, anche se sono curiosa e mi butto in letture varie.

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  4. Cara Patricia, non è solo in Italia che questo succede, i grandi centri commerciali schiacciano i prezzi, e i piccoli son costretti a chiudere, anche qui da noi.
    Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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    1. Sì, Tomaso. E così oltre ai negozi piccoli e indipendenti, si perde anche quel contatto umano che esisteva una volta. Tutto diventa più freddo, dìpiù distaccato.
      Ciao caro amico. Buona serata a te!

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    2. Anch'io mi reco nelle librerie Ibs o Feltrinelli! Sono le migliori anche se vendono anche loro un po' di tutto, come materiale di cartoleria. Io ho sempre scelto un libro senza ricevere consigli, lo compro e lo pago, ma doveva essere una bellissima idea quella degli scambi di idee sulla lettura! Buona serata!

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    3. Qui ad ASti Ibs non c'è. Feltrinelli sì ma non mi trovo assolutamente.
      Gli scambi di idee sono sempre piacevoli quando sono corretti e civili. Così come ci possono essere tra amiche, anche sui libri, e Flo ne sa qualcosa :))), ci possono stare anche col libraio.
      Ciao bella, Buona giornata!

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  5. Io lo voglio, l'indirizzo! :D
    Intanto ti ringrazio per averci citati, anche se il post è del Capo eh (preciso, sai com'è -_-)! Come ho già scritto nel commento sul blog, io sono fortunata perché ho i librai dei sogni: nonostante alcune difficoltà, anche dovute alla distribuzione, la libreria è ben gestita e offre moltissime CE, tra indipendenti e non, il personale è partecipativo - ma non assillante - e competente. Ultimamente la zona dedicata ai più piccoli ha fatto spazio a giochi educativi affatto male; rimane sempre, anche se ridotta, la parte del negozio dedicata alla musica colta. Una bella realtà, che mi auguro possa permanere!
    Grazie ancora Pat ^_^

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    1. Ok, Glò. Se trovo ti informo,..... immantinente! :)))
      Sono contenta per la tua realtà "libresca". Qui, non c'è granchè. Se chiedi di un autore o di un argomento, ti mettono davanti due titoli e scegli..... no! Non mi piace!
      Indubbiamente scelgo di testa mia però, uno scambio di pareri mi piace sempre.
      Prego ancora Glò! :*)

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  6. Una libreria di fiducia dove il libraio sappia quale libro ti interesserà quando finirai quello che stai legendo.

    Bravo!
    podi-.

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    1. Eh, sì! Purtroppo c'era ne non c'è più.
      Tutto sommato confesso che ne sento la nostalgia
      Ciao Carlos!

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  7. Carinissima a citarmi (^。^)
    Sono passato ad una catena perché altre indipendenti da me non ce ne sono e poi ho scoperto un ulteriore vantaggio che però non dico ora :D

    Chiacchierare con loro mai fatto, e nemmeno agli altri clienti ho visto parlare con le titolari. Le uniche persone che si fermavano a parlare tanto sono sempre state gli autori dei libri pubblicato con la casa editrice di una delle titolari.
    Comprando online non c'è il gusto di girare nel negozio (qualunque esso sia) però a me ricevere un pacco, anche se so cose c'è dentro, mi fa l'effetto di un regalo (^-^)

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    1. Figurati Michele :)))
      Ecco! E' proprio quello che mi manca. Le due chiacchiere sui libri e non fatte col libraio. La possibilità di curiosare ovunque ma anche il rapporto umano.

      Il pacco che arriva è sempre fonte di sorpresa. Sai quali libri hai comperato però la bellezza del pacchetto... eh, chi la paga? :)))

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  8. Anch'io come altri non mi sono mai fermato a ciarlottare con il titolare di una indipendente. Preferisco sempre avventurarmi negli scaffali alla ricerca di qualcosa che possa sorprendermi. E ci spendo interi pomeriggi. E se magari quello che vorrei si trova nascondo in fondo e non lo vedo, pazienza. Anche solo l'esperienza di una vaga possibilità di incontro casuale con il libro della vita è impagabile.
    Nelle grandi librerie di catena non c'è questa esperienza: quando entri e cominci a guardare tra gli scaffali sai già esattamente cosa troverai e dove lo troverai. Non c'è piacere nel trascorrere un pomeriggio interno in una libreria di vatena

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    1. Da Roberto avevo (ma non solo io, tutti i clienti) carta bianca nel senso che si poteva curiosare tra gli scaffali, prendere e posare un libro, leggiucchiarlo per farsi un'idea.
      Non era Roberto che lo impediva.
      Purtroppo il locale era molto piccolo e anche il soppalco sopperiva di poco. Però, nonostante questo, di scelta ce n'era parecchia.
      L'incontro casuale con un libro.... quello che io definisco richiamo. Dico sempre che sono i libri a scegliere me e non il contrario.
      Incontro impagabile!

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