martedì 9 febbraio 2016

Presagi


Credeva nei segni. Leggeva le nuvole. Le ammirava non solo per la bellezza ma perchè le parlavano. Le dicevano come sarebbe stata la sua giornata.
Di certo non lo poteva dire a nessuno. L'avrebbero presa per pazza. Per lei, però, la giornata iniziava sempre alla stessa maniera. Sveglia, caffè e fuori in cortile a naso in su. Ogni mattina aspettava che si schiarisse e poi usciva con la sigaretta.
Se era sereno e terso, l'accendeva e attendeva di veder spuntare almeno un segno. Spenta la bionda, se nulla era cambiato, rientrava contrariata.
Se al contrario il cielo era segnato da nubi, si dimenticava perfino di accenderla. Occhi in alto, cercava di valutarne la consistenza e lo spessore. Maggiori erano e più forte era il presagio. Problemi o soddisfazioni che fossero.
Strie sottili e bianche significavano contrattempi piacevoli. Grigie, problematiche. Se si intersecavano voleva dire che anche i contrattempi si sarebbero incrociati tra di loro.
Nuvole bianche e vaporose, quelle che tutti definivano banalmente come una coppa di panna montata, erano buon segno. La giornata sarebbe stata buona e proficua. E più erano luminose e meglio si sarebbero concluse le cose.
Se erano nere invece marcava male. Qualcosa sarebbe andato storto.
Quando poi erano veramente brutte, temporalesche, nere, ripiene di boati e lampi, avrebbe addirittura preferito non uscire di casa.
Se solo avesse potuto.... già! Se solo avesse potuto quella mattina non sarebbe proprio uscita.
Cielo grigio. Anzi! Niente cielo. Solo grigio scuro. Vapore condensato. Macchiato da carbone. Carbone attraversato da saette che non riuscivano nemmeno ad attraversarne lo spessore. Mostravano soltanto il loro bagliore. Imbufalite. La loro voce adirata però si sentiva bene. Forte. Scoppiettante come un vecchio motore poi rotolante per un tempo che pareva infinito.
La giornata sarebbe stata brutta. Darsi malata? Telefonare in ufficio e dire che stava male? Oltretutto si era messo a piovere a dirotto e di bagnarsi completamente non ne aveva voglia. Però.... però aspettava clienti importanti, di quelli che avrebbero potuto salvare l'impresa dove lavorava se avessero aperto il portafogli. Farli venire a vuoto... no! I suoi capi non sarebbero stati affatto contenti.
Sbuffò e si preparò a partire. Era sull'uscio quando le squillò il cellulare.
L'appuntamentto era saltato. Un incidente terribile a causa del temporale. I clienti non sarebbero arrivati. Mai più.
Myrtilla

6 commenti:

  1. descrizione bellissima ... altro bellissimo racconto
    .... nuvolopatia ..... certo che pure le nuvole ci si mettono ora !!! guardo fuori ... una cosa me l'hanno insegnata
    se non sarà seren si rasserenerà!!! buona giornata ... qui cielo grigio e nuvole grigie che corrono ...dove andranno poi ....
    bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nuvoloso, pioggia che sembra lì lì per arrivare, freddo... insomma, ancora inverno!

      Grazie stella Ciaoooo

      Elimina
  2. Bello, intenso e coinvolgente! sono stata lì in alto a rimirare le nubi. Anche qui il cielo è grigio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Annalisa. Nuvolo pesto oggi e che freddo di nuovo!
      GRazie del commento carissima.

      Elimina
  3. Anche qui il cielo è grigio, comunque dopo il tuo post non guarderò più le nubi allo stesso modo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahahahh Ciao Nick.
      Ero seduta in auto e aspettavo che mia figlia uscisse dalla palestra. Ho guardato in su e ho preso penna e agenda... :)

      Elimina