venerdì 18 marzo 2016

Il Maestro e Margherita


Il Maestro e Margherita
di Michail Bulgakov

BUR (2003)

 

Ho finito di leggere “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

Che dire? 
 
Un romanzo surreale, attuale e moderno nonostante sia stato scritto nella prima metà del secolo scorso. Una forte satira.
Un affresco sulla situazione della libertà di parola e informazione dell'ex Unione Sovietica. Sulla libertà in generale. Come se Bulgakov avesse dipinto la società in cui è vissuto.

Un affresco dove il contrapporsi tra il bene (quello stabilito dalla politica e che parla di tranquillità dovuta all'impossibilità di ribellarsi) e Woland, il diavolo, forse rappresenta proprio quel potere che priva della libertà, che censura, impedisce al libero arbitrio di agire secondo propria coscienza.

Il male tenta e corrompe gli uomini deboli per poterli punire. Ma sono solamente deboli o sono anche desiderosi di un qualcosa di più?

Quasi una metafora di quanto succede/succedeva in Unione Sovietica. Privandoli della libertà di dire e fare, il male li tenta a provarci lo stesso in modo da poterli schiacciare e dare il classico buon esempio.

Tutti i protagonisti sono così. Ognuno ha le sue pecche se non nell'amante nei desideri impossibili da realizzare.Vedi ad esempio la scena della rappresentazione di magia nera. O le bustarelle incassate con titubante cupidigia.
 
Come per il Maestro, colui che scrive un romanzo da vietare. In fondo quello che gli capita è ciò che successe a Bulgakov coi suoi romanzi, pubblicati postumi. Non è gradito al potere come quelli dell'autore. E' scorretto. Parla di religione in qualche modo, di dubbi di Pilato, di Gesù in un paese che pone la religione fuori dalla legalità.
Mette in luce i vizi e le debolezze dell'uomo comune e la forza bieca usata per schiacciarli. Gli uomini prima e i difetti e le debolezze dopo.
E tra questi c'è anche il libro del Maestro.

Però “l'arte non muore.

Infatti i suoi libri sono considerati capolavori nel mondo occidentale, soprattutto questo.
E allora... il fuoco che brucia il manoscritto del Maestro, brucia ma non distrugge grazie a Woland? Quel fuoco che brucia palazzi?
Forse un fuoco metaforico che illumina le parole per sempre, per non farle morire mai. Che sta a significare che se non oggi ma domani o dopo ancora, se non qui ma altrove, le parole troveranno la forza di farsi leggere e apprezzare. E le parole che non andrebbero dette risorgeranno.

Ho letto che voci di corridoio dicono che Bulgakov fosse ispirato quando scrisse questo romanzo. Se si tratta di ispirazione divina o diabolica no, non credo. Se invece questa ispirazione arriva dalla rabbia e dalla ribellione nei confronti di una società che non amava e lo osteggiava, sì. Ci credo.
In fondo poi, Woland, il diavolo, espressione pura del male per antonomasia, non è poi completamente negativo. Distrugge ma  salva, obbedendo a ordini di qualcuno più in alto di lui. 
Arrivando a Mosca smaschera favoritismi e soprusi. Riunisce due innamorati per l'eternità.

Non so! Questo è quanto ho capito leggendo questo libro e se sbaglio, chi lo ha letto a sua volta, può dire ciò che pensa. Ogni opinione è la benvenuta.

Myrtilla

4 commenti:

  1. Ciao Pat! Come sai questo è un libro che adoro *_* Per la sua complessità di piani, per le tematiche che ricorrono, per riferimenti di vario tipo (culturali, storici, religiosi...) è un testo che molto più di altri porta il lettore a un'interpretazione assai personale, che dipende dal proprio background in senso lato.
    Ad esempio, per come ho interpretato io il rapporto Bene/Male, non credo che Woland abbia un ruolo attivo nel romanzo: è l'Uomo che fa tutto da sé, l'agente effettivo che si barcamena tra i due aspetti, probabilmente imprescindibili l'uno dall'altro. Woland sta lì e raccoglie quello che l'Uomo ha determinato già da prima con le proprie scelte. Se ci pensi, anche lo spettacolo di magia nera non fa che portare in pubblico ciò che nel privato accade/va già.
    Per quello che riguarda la componente metaforico-satirica sulla società in cui visse l'autore, sicuramente è presente ma a mio avviso è il livello più "esterno" della grande cipolla che è Il Maestro e Margherita. Alcune interpretazioni vedono (e a me piace parecchio questa idea) il percorso del Maestro come una sorta di iniziazione, come il passare ad un altro livello dell'esistenza. Scrivo in modo riduttivo e superficiale, si tratta di questioni dibattute e a ben altri livelli, che non mi appartengono. Occorre "studiare" e approfondire XD
    Un'altra considerazione che aggiungo è relativa a Margherita: è un personaggio passivo, si fa soggiogare? Eppure Margherita è già per propria essenza una strega: lo si capisce che l'incontro con Woland non fa che risvegliare qualcosa di sopito. Anche nel suo caso, il percorso è semmai di riappropriazione di sé o di risveglio.
    Penso che ad ogni rilettura o semplice riflessione su figure ed episodi possano emergere nuove idee, basta spostare la prospettiva e ci si trova al livello successivo: forse il percorso iniziatico è dello stesso lettore, se riesce a calarsi completamente nella materia e farsi travolgere dal Maestro.
    Ciao Pat buon pomeriggio ^_^

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  2. Quindi Glo un viaggio interiore. Un percorso per scoprire il proprio intimo modo di vedere e percepire il bene e il male, se il destino ci guida e noi dobbiamo subire oppure se possiamo modificarlo,anche crearcelo.
    E tutto questo percorso conduce ovviamente ad un cambiamento,ad una crescita personale.
    Mi piace come idea! Noi costruttori del nostro oggi e del domani.

    Quanto a Margherita si,era già strega prima. Aveva già in sé capacità umane e non,metaforicamente parlando. Incontrando Woland riesce a tirar fuori grinta rabbia gioia desiderio di amore vero e libertà.

    Io penso che qualunque libro di un certo spessore riservi sorprese durante ogni rilettura. Non cambia il libro ma cambiamo noi.
    Ciao bella

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  3. Non ho mai letto questo libro, ma da quanto scrivi é molto interessante! Devo recuperarlo!😘 A presto!

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    1. Ciao stellina,
      è un libro molto particolare. Il diavolo non è poi così negativo. Non fa nemmeno paura. Forse fanno più paura i difetti degli uomini.
      BAcio!

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