mercoledì 9 marzo 2016

Rebus di mezza estate

Rebus di mezza estate
di Gianni Farinetti
Edizioni Marsilio (2013)




Un rebus.. un giallo.. due omicidi e un terzo mancato. Forse.
In questo libro, però, oltre al lato nero della trama, la cosa interessante e divertente è la descrizione precisa di una piemontesità profonda.
Ricordiamo che l'autore è piemontese, di Bra se non sbaglio e quindi parla con cognizione di causa.

Da una parte i nobili squattrinati ma pieni di "ghiga", di arie. Mobili tarlati, case in rovina, un unico abito di lino portato sempre. La rabbia e la gelosia che li consuma dentro.
Poco oltre, i parvenu, inetti e incapaci ma abili nell'arte della tentata sopravvivenza alle spalle altrui.
Poi, quelli che si tirano su le maniche e lavorano, nel mondo dello spettacolo, in cantiere o adibendo la propria casa ad albergo.
I contadini coi lavori lavori a ore sui terreni altrui oltre che a casa propria.
Infine gli immigrati rumeni, chiassosi, festosi, pacchiani in certe loro dimostrazioni  ma grandi lavorati. Fidati. E simpatici.
E in questo bailamme di personalità così diverse, sguazza come un pesce in acqua un maresciallo di CC meridionale ma così ben integrato nell'ambiente chiuso di queste Langhe da considerarsi a casa.
Lui, Buonanno, ormai li conosce bene, li sa capire, li sa prendere per il verso giusto. In un certo qual senso li ama.

Nella trama si intrecciano amori vari, odi profondi nati secoli prima e portati avanti con scrupolo e costanza come se a dimenticarli si facesse un torto agli avi dell'originario  litigio e come solo i piemontesi più caparbi sanno fare.
Da questo intrico di relazioni amichevoli e odi che risalgono più o meno ad Adamo ed Eva, infarcito di parole e frasi tipiche locali, si allarga un territorio diviso, come la gente; da una parte la pianura che si allarga e dall'altra l'impervio delle montagne, con paesi tra i boschi e cascine diroccate o rustici ristrutturati.

Ma è poi proprio un noir, questo romanzo? Sì ma non completamente. E' definito una commedia noir ed in effetti è giusto.
Oltre agli omicidi da risolvere, e credetemi per me non è stato affatto semplice capire chi era il colpevole, c'è anche molto da sorridere a vedere messi in risalto così bene i nostri difetti più ancestrali attraverso personaggi che tratteggiati meglio di così non potevano essere.

Sarà che io sono di parte essendo piemontese, sarà che in tanti difetti riconosco me e la mia gente, ma questo libro è stata una piacevolissima sorpresa.
Ringrazio Flo per avermelo consigliato.
Myrtilla

4 commenti:

  1. contentissima che ti sia piaciuto!

    RispondiElimina
  2. Oh mi pare un titolo adattissimo alla mia fase noir *__* In questo periodo mi sono appassionata al ciclo noir sull'ispettore Kajetan di Robert Hültner: un ispettore assai particolare, che indaga tra montagne bavaresi e Monaco negli anni '30 circa... con riferimenti alla storia del momento! Probabilmente ne parlerò in seguito, merita un post!
    Temo che, terminata la saga (4 libri tradotti finora), l'astinenza mi porterà verso questo Rebus di mezzanotte XD Mi piace moltissimo l'attenzione alla realtà locale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non conosco Hultner.
      Questo di Farinetti è un simpatico noir in cui i difetti piemontesi vengono messi a nudo senza vergogna. Soprattutto quei difetti di paese di cui ormai si sono perse le origini.
      Ma sono poi difetti? O sono soltanto un modo di vivere?

      Elimina