martedì 26 aprile 2016

I dispiaceri


Diceva mia nonna che “i dispiasì fan nen mori ma fan perì”.
I dispiaceri non fan morire ma fan perire.
Che consumano lentamente come un fuoco che poco per volta si rosicchia un ciocco di legno. Prima con la fiamma alta, forte. Poi, la abbassa ma continua nel suo lavorio incessante fino a ridurre il ciocco in cenere.

Così é per il dolore intimo, quello dell'anima. Passando il tempo ci si accorge che poco per volta si è affievolito fino a restare un'ombra.
Intanto però si è consumati. Impotenza, stanchezza, rabbia. Incomprensione. Senso di abbandono.
Ma solo quando diventerà una malinconia di fondo alla quale guardare con un triste sorriso e un po' di mestizia si potrà dire che è passata. Quasi.
Myrtilla

11 commenti:

  1. ...dispiaceri ..chi più chi meno li proviamo tutti per delle cazzate oppure per cose importanti ..molto importanti...questa cosa si chiama vita ..!!
    posso assicurarti che rodono e fanno male ..molto ..
    ma andiamo avanti...sempre respirando lentamente ...
    un abbraccio

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    1. Penso che nessuno ne sia immune, Tissi.
      E' proprio la vita che porta ad avere dispiaceri e gioie, grandi e piccoli.
      REspirando lentamente o.... sacramentando forte!
      Io il numero due :(
      Bacio!









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  2. I mali dell'anima o meglio della psiche sono i più terribili e temibili. I mali fisici sono tremendi, si sa, tuttavia se alla base c'è uno spirito o meglio una psiche forte, positiva, incoraggiante e speranzosa si possono affrontare, al contrario si può stare benissimo a livello fisico ma se l'anima o meglio la psiche è in sofferenza - per qualsiasi motivo o meglio per un ventaglio di motivi - non resta che prenderne consapevolezza e farsi immediatamente aiutare da specialisti, in primis con farmaci e poi con un dialogo aperto e sincero.
    Ciao Patricia
    sinforosa

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    1. Certo Sinforosa.
      I mali non fisii sono più dolorosi e più difficili da curare anche perchè troppo sovente c'è un forte riserbo nel parlarne. O anche la convinzionne di farcela da soli.
      Si possono avere tanti aiuti oggi. Dagli psicanalisti agli psicologi o anche tramite la scrittura, ad esempio, Un diario se scritto con la più disperata sincerità, riletto dopo qualche tempo può farci vedere una parte di noi che nascosta ma che vuole uscire allo scoperto.
      Se poi ci sono amici vicini, familiari disponibili e disposti a lasciar parlare è già un valido sostegno.
      Ciao stella.

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  3. Sai Patricia che sei una filosofa.
    Non è la prima volta che leggo tue giuste riflessioni, potresti aggiungere una nuova etichetta "punto di vista filosofico" o solo "la mia filosofia".
    Buona e serena settimana, io per ora sono chiusa in casa con Birba con febbre (influenza con vomito) e la BisnonnaUffa che non si vuole alzare... Ufffffff!

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    1. ahahhahah davvero Anna Maria?
      E se fosse Myrtilla's filosophy? Seeee.. voglio scrivere in inglese quando non lo conosco ahahah
      Diciamo che la filosofa era mia nonna. Classe 1911 si è vissuta la seconda guerra mondiale sulla sua pelle, tra fame e miseria e tanto dolore.
      Ma era un ariete. Di quelli che puoi spezzarmi ma non piegarmi. Mai!
      Un baione a te e a Birba con l0augurio che gli passi velocemente l'influenza.

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  4. Per fortuna anche i dispiaceri prima o poi vanno via.

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    1. Vero Nick, per viaggiano in modo strano. Quando devono arrivare usano il jet e quando devono andarsene l'automobile a pedali dei Flinstone. Chissà perchè?
      Bacio!

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  5. Per me i dispiaceri della vita finiscono quando eppure ricordi i fatti ma non i sentimenti...

    podi-.

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    1. ...oppure direi che sì ricordi i sentimenti ma non li senti con la forza da prima.

      podi-.

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    2. VEro! Quando ricordi certi fatti ma con precisione non rammenti più cosa hai provato i dispiaceri lasciano il posto alla malinconia.
      Quando non sono più forti come i primi tempi, e per fortuna succede sempre, lasciano l posto alla malinconia.
      Besos!

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