mercoledì 27 aprile 2016

I vuoti della vita


Sono tanti i vuoti nella vita. D'aria, di memoria, di stomaco per la fame. Buchi che paiono voragini, capaci di inghiottirci e non restituire di noi nemmeno le ossa.
Ma è quando si incontra il vuoto dell'assenza che si soffre maggiormente.

E' quel vuoto che riempie cuore e anima, polmoni e reni. Ogni fibra del nostro corpo. Ci opprime. Mostro invadente che si infila dentro come un esercito nemico. Formiche rosse che rosicchiano e mordono, feriscono e nessun balsamo sembra le possa curare.

E' un vuoto, l'assenza, che riempie di dolore non fisico ma insopportabile.

Poi, giorno dopo giorno, questo vuoto si colmerà a nostra insaputa. Arriveranno unguenti magici che leniranno il dolore e saneranno le ferite.
Non ce ne accorgeremo nemmeno subito. Neppure dell'aiuto di amici o amori ci renderemo conto. Non subito.
Ma il lavoro ci sarà. Sarà interiore, indipendente da noi. Autonomo. E' la vita che nonostante tutto cerca di autoripararsi. Non tornerà come prima. Sarà diversa. Segnata da cicatrici indelebili ma sarà di nuovo nelle nostre mani.
E tutto parrà più sopportabile.


Scusate questi vaneggiamenti pre senili. 
E' che a volte accadono cose che sono uguali anche se ufficialmente non si possono paragonare.
La morte di un gatto non è come la morte di una persona. Però è sempre morte.
Il discorso è che riporta alla mente altre morti ancora più dolorose e incomprensibili... dell'uomo che ti ha dato la vita, di quell'esserino che non hai mai potuto connoscere ma che amavi già alla follia, di quella donna che rimasta vedeva viveva solo per te...
E il dolore antico torna prepotente. Più sordo ma forte uguale. E pure l'incomprensione, la non accettazione di un fatto inevitabile.
E in questi giorni ci sono stati anniversari dolorosi
Myrtilla

26 commenti:

  1. Hai ragione; tutto diventa diverso dopo un tempo, si può dimenticare il dolore (dimenticare non è la parola giusta, forse attenuare fino a un livello bassissimo) ma non è possibile capire che quel che "esisteva" non ci sia più. A chi offrire il tuo amore, chi verrà a darti l'amore che ricevevi da loro?

    Buona giornata,
    podi-.

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    1. Ciao Carlos, sì, più che dimenticare si attenua il dolore e a volte si riesce anche ad accantonarlo per un po'.
      Accettare che le cose siano cambiate così, che quel che c'era ora manchi... è molto più difficile. Non credo si riesca a farlo completamente. Per tanto che ci si sforzi, un perchè se ne è andato/andata, da qualche parte in noi resta sempre.
      Bacio!

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  2. Hai ragione Patricia e quando leggi e ascolti dolori di altre persone vicine, ti si risveglia anche il tuo... quello che porti dentro ... che sembra passato ma invece è attaccato alle tue viscere...per non parlare degli anniversari che scandiscono il tempo ....Ti sono vicina cn affetto come tu lo sei giornalmente con me ... un abbraccio grande

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    1. Credo sia sempre così Giusina.
      Il dolore altrui, gli anniversari, le feste importanti fanno in modo che il nostro personale dolore torni a farsi vivo,
      Non più come all'inizio. E' più una dolorosa malinconia, una triste sensazione di vuoto e privazione.
      Un abbraccio a te stella!

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  3. in questi ultimi mesi si sono succedute delle fasi molto importanti nella mia vita ..molto dolorose ...in primis morte di amica /sorella ..dopo più di 2 anni di malattia condivisa ..alla fine l'ho lasciata andare ...e mi manca chi dice che più passa il tempo più passa il dolore si sbaglia ..sabato son andata a manifestazione fioristica in zona ..lo scorso anno c'ero stata con lei ..quest'anno mi son ritrovata da sola ..a girar tra i fiori ..poi in auto pianto tanto ..cosa di cui lei vedendomi mi avrebbe strigliata a dovere ..sto facendo ristruturazione cucina ed un giorno con marito me ne son uscita con : vedremo che dice Cristina quando viene ..poi rendendomi conto di ciò che ho detto mi son messa a piangere ..al che marito mi ha detto: lo stà vedendo e speriamo che le piaccia ....
    poi Patricia la scomparsa del micio ..alcuni diranno è un gatto! ..io ribatto NO! è un essere vivente con cui ho condiviso la vita ..per un periodo..che magari a volte mi avrà fatto arrabbiare ..spesso ridere...molto spesso mi ha dato AMORE ...e ne sento la mancanza ..MOLTO!...e naturalmente poi quando prende la malinconia ..prendono il sopravvento altri ricordi tristi..
    e allora che si fà : si accolgono ..e poi pian piano si lasciano andare ...magari arriva Papaya ..ti da un bacio /leccatina..ona ..e umore cambia ...ma penso che la Vita è questo...
    un abbraccio grande

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    1. Come ti capisco Tissi.
      Quando sto facendo qualcosa di manuale, così ccome son capace, piantare unn chiodo o spostare qualcosa e non ci riesco, chiunque mi può sentire esclamare dai, papà, dammi una mano.
      E non so perchè ma quel punto ci riesco. Di qualunque cosa si tratti. :)

      Sono d'accordo che gli animali sono esseri viventi e che tengono un grande posto intorno a noi e dentro al nostro cuore con tutto quello che ci regalano, arrabbiature, risate o coccole.
      Mancano anche loro e proprio questa mancanza porta alla malinconia che a sua volta di fa prendere quella strada che si chiama Via dei Ricordi Malinconici.
      Come se tutto fosse concatenato.
      Poi, sì, Papaya dà una leccat..ona, Myrtilla ti porta la carta perchè tu la faccia giocare e allora ti fai forza. C'è una casa da mandare avanti e marito e figlia che hanno anche più diritto del tuo dolore di ricevere attenzioni.
      Anche questa è vita!
      Bacione gioia!

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  4. Cara Patricia, mi piaci perché sei sensibile e ogni casa ti emoziona!!!
    Bravo, continua sempre così.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, a volte mi chiedo se sta meglio chi è cinico.
      O forse sta peggio perchè non vuole dimostrare l'uragano che ha dentro?
      Chissà!
      Grazie e un bacione grande!

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  5. Di quell'esserino che non hai mai potuto conoscere ma che amavi già alla follia...già...so di cosa parli..Sai Pat che quando dici una cosa tu, io ti credo? E se dici che si può superare tanto dolore, io ci credo e mi sento un pochino meglio. Un bacio.

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    1. Ciao Cara Malù, sì, credimi, passa anche quel dolore lì.
      Passa perchè comunque la vita va avanti.
      Passa perchè c'è poi stata una figlia con le sue necessità, il suo amore, le sue speranze.
      Ci vuole del tempo. Questo sì.
      La figlia è del 1989 e suo fratello era del 1988.... sì, passa! Non dimentichi anche se non vivi di ricordi, ma passa
      Bacio stella!

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  6. Detesto chi dice "era solo un cane, era solo un gatto".
    Queste tue righe mi hanno commossa profondamente; è vero che a volte ci assale il peso accumulatasi durante gli anni, ma credo che un'introspezione del genere che hai fatto, aiuti ad andare avanti con un dolce sorriso nostalgico.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana,
      infatti col tempo il dolore cambia. Non strazia più. E' una malinconia e un rimpianto per cosa avrebbe potuto essere e non è stato.
      A volte, in particolari momenti, punge come ogni anno il 21 aprile alle 22.... però la vita continua.
      Nostalgia sì, ma bisogna pensare ai vivi, a chi è con noi, a coloro che sono la nostra vita.
      Ciao Cris, grazie!

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  7. Be' io per la morte di un gatto c'ho scritto un libro

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    1. Potrei scrivere un'intera saga allora... :)

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  8. E poi sì una perdita ricorda subito una più grande e poi più grande...

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    1. E' quello Ferruccio. Ricordi che credevi assopiti tornano a risvegliarsi.
      Ma nella vita tutto è concatenato, soprattutto gli accadimenti personali, belli o brutti.

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  9. Forza! E come vedi ti sono tutti vicini, e non intendo dire fisicamente (come io e te che siamo della stessa regione), ma spiritualmente. :)

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    1. Ciao Marco, grazie anche a te! Il sostegno non è mai troppo. In alcuni momenti è essenziale per togliere il grigio dagli occhiali...
      Un abbraccio!

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  10. Io non ho mai parole da dire in questi contesti, però ti abbraccio.

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    1. Un abbraccio anche a te Glò e grazie del sostegno.
      Parole.. ce ne sarebbero tante nella mia mente ma come ho già scritto da qualche parte farei arrossire i gamalli del porto di Genova quindi è meglio che taccia.

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  11. Coraggio Pat. Abbiamo tutti qualche anniversario doloroso. Purtroppo le regole della vita le conosciamo bene, o ci si adegua o la vita stessa ti adegua.

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    1. Certo Ariano. Tutti quanti!
      E' cche anche quando sembrano spariti certi ricordi, basta poco a farli tornare in vita.
      Peggi degli zombies!

      La vita... maestra per eccellenza. Un po' egoista magari però....

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  12. Come ti capisco, io ci sono passata sei mesi fa circa, non sembrava avere grossi problemi, ma nel giro di cinque giorni dai primi sintomi abbiamo dovuto prendere la decisione di sopprimerlo il mio micio più grande, aveva all'incirca 8/9 anni. Conosco anche io molte persone che pensano siano solo gatti o cani, ma la sofferenza e la morte sono le stesse.
    Non credevo sarebbe morto a casa, non essendo castrato, è sempre stato in giro, lo si vedeva solo quando aveva fame o voleva riposare, ed invece nel momento del bisogno ti guardava e chiedeva silenziosamente aiuto e queste manifestazioni che molti non credono possibili perchè non le hanno mai vissute ti rimangono dentro.
    Certo questo è la vita, ci sono momenti felici ed altri no, purtroppo o si accetta o si perde la testa.
    Con affetto

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    1. Quindi sai cosa voglio dire....
      ne parlavo ieri col vet che è venuto per Papaya e gli altri due gatti. Ancora non si capacitano di cosa possa essere successo.
      Sì, ok è caduto senz'altro dalla credenza e con tutti quei punti non è riuscito a rigirarsi come fanno tutti i gatti, però proprio quella paralisi progressiva, quel peggioramento continuo, quel dolore in aumento...
      Una delle possibili spiegazioni, lla più sensataa forse, è che la frattura si stesse saldando nglobando però poco per volta le terminazioni nervoso che andavano alle zampette posteriori.
      Ma di neurochirurgia sugli animali non se nen parla. Non in ASti almeno.

      A me manca ma se ti dico che Myrtilla nacora lo cerca?

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  13. Il dolore è dolore... ognuno lo vive a modo suo.
    Un abbraccio.

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    1. Verissimo Romina. Ognuno di noi ha un metodo diverso.

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