mercoledì 13 aprile 2016

La mostra


Aprì la porta della galleria d'arte moderna. Esponeva un pittore di grido, l'ultima scoperta del 2016. Magico lo definivano tutti. E lei, incuriosita e spinta dagli amici aveva deciso di visitarla.
Chissà perché si chiese mentalmente guardandosi attorno. Grandi faretti illuminavano le due pareti laterali completamente spoglie. Non un quadro, un disegno, uno schizzo.
Si domandò se sarebbero state così anche le altre due stanze successive. Poi, in fondo, vide la parte posteriore di un cavalletto. Sopra, quella di una tela.
Incamminandosi, si accorse che anche le pareti della seconda stanza erano totalmente spoglie, illuminate soltanto da altri faretti. Bianco su bianco..... no! Giallo su bianco... verde su bianco... rosso su...
Beh! Bel gioco di luci senz'altro! Sarà questo il lato “magico” dell'esposizione?”.
Giunta all'ultima camera, girò intorno al cavalletto in legno.
Spalancò gli occhi. Sopra era appoggiata una tela completamente nera. Totalmente nera.
Ecchecavolo! Tutto qui? Dieci euro di ingresso per vedere questo?”.
Ma qualcosa le pareva si muovesse in tutto quel nero. Strinse gli occhi. Eppure sì! Qualcosa si muoveva. Una forma indistinta. Pareva un serpente, scuro su scuro. Difficile da intravedere.
Sì! Era proprio un serpente che percorreva la tela con sinuose spire ingurgitando piccoli aloni biancastri che comparivano d'improvviso.
Ed era un continuo. Il rettile si muoveva e inghiottiva le luci e di luci ne comparivano altre. Grandi e piccole, più o meno luminose, alternate.
Ne intravide una enorme, più luminosa delle altre ma subito sparì nelle fauci del serpente. Poi, altre ancora. Qualcuna spariva rapidamente, qualcuna percorreva più tela prima di morire.
Una di quelle luci la colpì in modo particolare. Ingrossava e rimpiccioliva secondo un ritmo strano, irregolare.
Si incantò a guardare quel quadro vivente. Quella macchia luminosa in special modo. Sembrava la metafora della sua vita in quel preciso momento. La paura, l'impotenza, la speranza....
Il serpente era l'impotenza. Era la paura di non risolvere la situazione. Le luci le sue speranze che nascevano e morivano giorno per giorno.
Però c'era quella più grande, quella che cambiava dimensione e intensità. E che continuava a sfuggire al rettile.
Che fosse un segnale? Che le volesse dire di non lasciar morire le speranze? Di continuare a lottare e a crederci?
Sì! Forse era così. E allora lo avrebbe fatto. Non si sarebbe arresa. Avrebbe continuato a lottare.

Che strano, però! La mostra, le luci sulle pareti, quel quadro... la forza che aveva sentito nascere dentro...
Magico davvero questo pittore! Si chiama....” .
Si chinò a leggere la targa sulla destra del dipinto.

Tu”, dipinto di Augusta Speranza, nata il 1° gennaio 2059 e morta nel 3005.
Myrtilla


18 commenti:

  1. Ciao Patricia! Gli anni scelti per datare l'opera avvolgono tutto in aura da fantascienza. Voluto?

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    1. Ciao Ivano.
      Tu sai che non mi piace affatto la fantascienza. Non riesco a leggerla.
      L'ho vista in maniera più intimistica. Voglio dire che è stato come un mantra mio personale, un raccontino per convincermi che la speranza non va perduta. Che un domani c'è senz'altro ma che bisogna coltivare questa speranza perchè ci accompagni.
      Che una volta in fondo al burrone non si può far altro che risalire la china. Con fatica e sudore, ferendosi ma che si deve e si può fare.
      Augusta Speranza = Regale Speranza. Perchè la speranza è quel tesoro degno di un re che lo fa vivere con lo sguardo proiettato verso il domani.
      E tutti possiamo essere re.
      La data dell'opera è semplicemente quel domani che deve ancora venire e che verrà, sempre e comunque.

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    2. Pensavo che avesse a che fare con lo psicovirus o qualunque cosa fosse quella roba descritta da Marco Lazzara nel suo finale a Insieme raccontiamo, quella che rendeva mobili le fotografie.

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    3. No no. Da me la fantascienza è lontana anni luce :)

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  2. Che bello Pat! un bacione, buon mercoledì cara.

    La Flò ♡ blog

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  3. Andavo a dirti se ti era piaciuta la mostra ma,... un racconto!
    Bello!

    podi-.

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    1. Grazie Carlos!
      Allora il mio raccontino ha funzionato! Se sembrava realtà... evvaiiiiii!!!!!
      Ola!

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  4. Poesie, racconti... qui si finisce con un romanzo, ci scommetto. Vai Patri, grande. Bravissima.

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    1. ahhahahahahah
      Sì, magari che incomincia così:
      C'era una volta un gigante di Zena che post inutili scriveva di lena....
      ahahahhahahahaahhh
      Smack!

      Grazie, Max. Un romanzo... qualcosa a dirti la verità avevo scritto... nauseanti! Per fortuna che quando mi si è rotto il pc e ho perso tutto, ho perso pure quelli così non mi viene la tentazine di sottoporveli e torturarvi!!!!! :))

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  5. Caspita, mi hai tenuto col fiato sospeso.
    Bravissima Pat!

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    1. Addirittura? Mi fa piacere! :)
      Ciao stella!

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  6. Suggestivo.
    Complimenti
    sinforosa

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    1. Grazie Sinforosa!
      Voglio continuare a coltivare la speranza e anche questo è un modo.... :)

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