domenica 15 maggio 2016

Cicatrici


A distanza di un mese ho guardato le mie mani. Mani che portano i segni di quel povero e sfortunato Pallino.
Le cicatrici. I segni dei suoi morsi e graffi ancora arrossati e dolenti.
Ma queste si vedono. E le altre?
Quelle che mi hanno segnato anima e cuore? Che fanno male giorno dopo giorno ma basta un sorriso, una battuta scema per nasconderle?
E vi garantisco che in 55 anni di vita, nella profondità del mio intimo, di ferite che ancoro dolgono ce ne sono tante. Troppe!
Ferite che sembrano chiuse ma che, come le fratture ossee che si rifanno sentire quando minaccia pioggia, tornano a farsi pungenti quando nuovi eventi o nuove paure le risvegliano.

Ma è la vita, questa. Nessuno è immune alla vita e alle prove a cui ci mette davanti. Contro le quali ci fa sbattere il muso.
Nessuno! Tutti siamo segnati, chi più chi meno.
E' il modo di affrontarle che è diverso.
C'è chi le seppellisce così in profondità che quando a fatica tentano di riemergere i massi che le ricoprono crollano e le schiacciano giù.
Chi le bastona appena si accorge che rialzano la testa.
Chi le subisce... come me.

Non so! Forse io sono la regina dei maneggi mentali ma a volte invidio chi è fuori di zucca. Non parlo degli psicopatici ma ci sono persone che vivono rinchiuse in un mondo solo loro il cui accesso è vietato a tutti tranne che ai loro personaggi fatti di irrealtà.
Come quello che ho incontrato pochi giorni fa in città.
Non faceva così freddo da girare con il piumone pesante, il berretto di lana, i guanti, gli stivali felpati. Eppure lui girava così come se fossimo in pieno inverno, sottozero.
E sorrideva. Di bocca e di occhi.
Chi era con lui continuava a chiedergli se non avesse caldo e lui scuotendo il capo rispondeva che stava bene così... che con tutta quella neve stava bene imbottito così.
Anzi, era pentito di non aver portato gli sci.
E sorrideva... era felice nel suo modo di vivere.

Ecco! A volte mi piacerebbe perdermi in quel modo in un mondo solo mio. Senza dolori o tristezze.
Poi... poi mi dico ma se vivessi in quel mondo quante cose mi perderei di questo? A quanto dovrei rinunciare? Emozioni, sentimenti, gioie, dolori....
E allora mi dico che va bene così. Che è giusto godere del bello e soffrire per il brutto che la vita ci offre.
Magari però... cambiando le percentuali.
Myrtilla

Qualcuna è guarita, qualcuna come quella sulla nocca del dito medio della mano destra è ancora gonfia e rossa...
Ma adesso almeno si possono guardare queste mani. Prima.... 
Ma non gliene faccio una colpa, poverino!
Patricia

14 commenti:

  1. credo che bisognerebbe avere la capacità di chiudersi alla cattiveriadi alcuni e alla poca delicatezza di chi ci sta vicino anche di coloro che ci amano ma che , a volte, non si accorgono di essere distratti poco sensibili un pò egoisti e ci lasciano lì la loro "unghiata perfetta" quella che lacera un pezzetto della tua sensibilità, della tua anima e ti fa diventare triste e con la voglia di mollare tutto e creare quella corazza che sappiamo non saremo mai capaci di portare
    No, le ferite del povero Pallino si cicatrizzeranno nel tempo ma quelle mai ......
    Forse è colpa nostra, chissà???

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    1. Sai, Flo, a volte penso che se dalle cicatrici non fisiche si guarisse sempre e in fretta, non si imparerebbe olto dalla vita.
      D'altro canto, avere un aiuto esterno come un sorriso, un abbraccio, a possibilità di parlare... magari anche una bonaria sgridata quanndo serve, aiuterebbe a soffrire di meno.
      La poca delicatezza di chi ci sta accanto... ma noi, ce l'abbiamo sempre quella delicatezza?

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  2. Cara Patricia, come dici bene tu tutti chi più e chi meno...
    Chi non ha sofferenze nella mente? Sì, perché tutto parte da lì, come osservi tu, tuttavia è molto meglio essere coscienti delle proprie sofferenze per poterle affrontare al meglio e magari superare. Non c'è cosa peggiore al mondo che non conoscere la causa di tale sofferenza o perché la si vuole negare o non affrontare o non riconoscere ecc. Prima la si riconosce, accetta e prima la si può affrontare e poi, diciamocela, la menopausa fa brutti scherzi, ne so qualcosa.
    Un abbraccio
    sinforosa

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    1. Certto! Se si conoscono almeo in parte le proprie sofferenze si può agire per guarirle. Si può cercare di scoprirne di più.
      Rifiutarle a priori perchè non le si vuole affrontare o peggo acora perchè non le si capisce è sempre peggio. Porta allo stress, all'esaurimento.
      La menopausa... problema naturalissimo ma imegnativo ::)))

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  3. Forza Patricia, le cicatrici rimangono ma rimaniamo anche noi e siamo più forti di quanto fossimo anche solo ieri.

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    1. Ciao Nick, vero. Cosa nnon uccide fortifica e le esperienze che lasciano cicatrici , pur dolenti, fanno di noi persone diverse.Bacio

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  4. Le cicatrici "fuori" prima o poi spariranno, quelle dentro no. Ecco, le cicatrici "dentro" sono ciò che da una forma unica alla nostra interiorità, quindi penso che sia impossibile farne a meno. E poi ci sono anche le tracce dei baci: anche quelli, quando ce li danno sulla pelle il segno rimane per poco e poi scompare Ma i baci ricevuti "dentro", beh, un segno permamente lo lasciano pure loro, per fortuna ;-)

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    1. Certo Ariano! Quelle fisiche prima o poi spariscono. Quelle dentro le facciamo sparire noi pensandoci sempre meno anche se ogni tanto rialzano la teste, ste fetentone :)
      Le altre tracce di certo sono più piacevoli eh... averne tante così!

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  5. Anche a me capita di fare i tuoi stessi pensieri: vorrei perdermi nell'oblìo.
    Non solo per il dolore passato...spesso anche per la paura dei dolori che verranno.

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    1. Sai Fortunata, a volte capita anche a me d pensare al futuro e averne paura. Però poi prendo il pensiero e lo affogo in un caffè o lo brucio nella sigaretta
      Non voglio vivere con la paura del domani, che sia riferita a qualunque cosa.
      E' anche vero che non sempre si riesce a liberarsene. Ci sono momenti in cui queste paure sono forti e si fanno sentire. L'importante è riuscire a metterle a tacere dopo un po' e non lasciarsi dominare

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  6. Le cicatrici rimangono per ricordarci chi siamo e il percorso che abbiamo fatto, cosa abbiamo affrontato e come ne siamo usciti. Che siano esse visibili o meno. L'importante è non vedere le proprie sofferenze come cose negative. In fondo se siamo quello che siamo è proprio grazie ai fiumi di lacrime che abbiamo versato, alle cose che abbiamo perso, a tutte le angherie che abbiamo subito e tutte le delusioni che abbiamo affrontato...
    Dobbiamo solo essere fieri di ciò che abbiamo vissuto e continuare a sorridere ogni giorno pensando che il passato è passato :)

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    1. Le cicatrici sono come le rughe. Indicano come abbiamo vissuto, cosa abbiamo affrontato. Diconno di noi che siamo vivi anche grazie alla nostra lotta per farcela a dispetto di tradimenti, ferite, malattie.
      Fieri sì. Anche se un poco stanchi.

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    2. Parole sagge... hai pienamente ragione! Ma a volte è proprio questo che caratterizza la nostra bellezza ;)

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    3. Già... :)
      Sarà per questo che certe botuliniche donne paiono senz'anima oltre che tutte uguali? :)

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