sabato 28 maggio 2016

Il mercante di luce


Il mercante di luce
di Roberto Vecchioni
Einaudi (2014)




Chi, meglio di un insegnante di greco e latino, poteva scrivere un libro come questo?
Chi meglio di lui poteva spiegare la vita, l'amore, il dolore, la forza delle donne citando e commentando amorevolmente e con profondità, brani delle opere più grandi della letturatura della Grecia antica?
Chi meglio di un poeta della canzone poteva spiegare gli antichi poemi?

Questo piccolo libro (piccolo solo come numero di pagine) è un capolavoro nella narrazione della vita del figlio del protagonista, malato di malattia rara e incurabile e dell'estremo regalo che il padre vuole fargli prima che muoia. 
Spiegargli appunto il significato di vita, dolore, amore... e il professor Stefano Quondam Valerio lo fa mettendo in gioco tutto il suo sapere. Si serve di Ecuba, di Andromaca, di Saffo, di Aiace. Li chiama a raccolta perché con le loro parole spieghino a Marco la vita intera.

Una lezione incredibile attraverso voci autorevoli proiettate nella mente del figlio come su una tela vergine.
E anche nella nostra mente. Una lezione di letturatura classica e di amore. Quell'amore paterno che nulla può di fronte all'ineluttabile ma che tutto sarebbe disposto a fare.
Non potendo far altro, cerca di “far luce” al figlio regalandogli la sua cultura. Perchè il cammino che gli rimane non sia tetro e oscuro.

Alla fine di questo libro, non solo Marco ha imparato tanto, non solo il lettore ha imparato molto; lo stesso padre ha fatto nuove e grandi scoperte Ha fatto luce in se stesso. Ha aperto gli occhi finalmente su quello che c'è oltre il suo lavoro.

Ecco che a questo punto il lettore si chiede ma il mercante di luce chi è? Il padre professore che regala il suo sapere al figlio morente? O è piuttosto il figlio morente con le sue domande e le sue risposte?

La risposta è chiara nelle ultime pagine quando Marco, un diciassettenne che a causa della sua malattia ne ha in realtà come fisico oltre novanta, dice al padre mentre sogna “Ora no ho più paura!”
E in queste parole sta la bellezza del libro. La riuscita del padre a fargli un ultimo regalo e a ricevere in cambio un regalo ancora maggiore. La consapevolezza!
Amo Vecchioni!
Myrtilla

6 commenti:

  1. Un romanzo attuale e molto profondo, soprattutto mette in risalto il rapporto padre - figlio.
    Saluti a presto.

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    1. Sì, Vincenzo. Soprattutto si parla di un recupero di un rapporto che prima era già bello ma non era così profondo.
      C'era sì ma il lavoro distraeva nonostante tutto.
      Per me. Vecchioni è un mito anhe come scrittore

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  2. Cara Patrizia, lo sai che sei veramente brava!!! trovi sempre dei validi motivi per fare che i tuoi post siano trai migliori!!!
    Ciao e buon fine settimana, cioè rinnovo il buon fine settimana con un abbraccio.
    Tomaso

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    1. Ma quanto bene ti voglio Tomaso???? Tanto tanto tanto!!!
      Bacio!

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  3. sicuramente bellissimo, ma troppo per me.....

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    1. Molto bello, Flo.
      Ti dirò che della malattia del figlio se ne parla poco. Quattro righhe per dire ciò che serve per capire di cosa si tratta. Anche se è il filo che lega tutta la storia non è mai opprimente, troppo presente.
      E al momento della morte, è tutto così rapido ed etereo che quasi subito non capisci cosa è realmete successo.

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