giovedì 26 maggio 2016

Proverbi e modi di dire


E se oggi parlassimo di qualcosa di più leggero oggi? Qualcosa di curioso eppure importante come possono essere le varie tradizioni locali, ad esempio.
Se parlassimo di alcuni modi di dire o proverbi?
Importanti perché sono le nostre radici culturali. Folcloristici perché dicono tutto e il contrario di tutto. Storici perché, almeno nel mio caso, mi riportano alla mente la voce di mia nonna che sovente parlava per proverbi.
Ma non solo lei. Anche i miei suoceri anni dopo ne citavano molti. Il periodo in cui erano nati, la vita di campagna... ecco! Credo che questo conti molto. La necessità di dare una spiegazione a cose incomprensibili. Di trovare nelle parole (probabilmente sentite dai loro avi) un qualcosa che ufficializzasse quel particolare gesto o momento. Che lo rendesse “legale”. Spiegazioni a cose di cui non si sapeva nulla.
D'altronde a cosa potevano appigliarsi? Nascevano che già stavano lavorando... o quasi. La scuola? La scuola era il padre con la cinghia che stabiliva i lavori per tutti, a seconda dell'età. Se imparavano a scrivere e leggere avevano già genitori illuminati.
D'altronde per coltivar la terra non serviva saper tenere in mano una penna. Una zappa sì, però.

Tornando a noi, sappiamo benissimo che ogni regione ha i suoi modi dire tipici, dialettali.
Regione... diciamo che a volte anche all'interno della stessa, a distanza di pochi chilometri, la medesima frase varia. Magari di un nonnulla ma varia.
Anche se poi in fondo il significato resta lo stesso.
Asti e Alessandria, tanto per dire due province che conosco bene, una trentina chilometri di distanza.
A volte questi modi di dire erano solo legati soprattutto ad avvenimenti tutt'altro che strani, come lo sternutire.
Mia nonna dell'astigiano diceva che se lo facevi “tra le undici e mezzogiorno era una notizia che faceva piacere” (tra undes e mes-dì na nova c'ha fa piasì)
Mia suocera, originaria del Monferrato ma cresciuta, sposata e invecchiata nell'alessandrino diceva per la stessa azione e le stesse ore “o pugni o baci o una notizia che piace”. (o pign o bas o na nova c'ha pias).
Indubbiamente era sempre lei a vincere la sfida!!! ahahahhhahhahah E per forza! Metteva il bello e il brutto insieme e così giocoforza. Era difficile sbagliarsi! :))

Anche a proposito del tempo avevano i loro proverbi.
Cosa fa a Santa Bibiana fa per quaranta giorni e una settimana” e questo è un proverbio con una diffusione più ampia sul territorio piemontese. Almeno due province le copre. Quelle sopra iìper intenderci. :)

“Natale col sole e Pasqua con la pioggia” (Natal solet e Pascua bisolet)
A Santa Lucia (la giornata) si allunga del passo di una formica, a Natale del passo di un gallo” (A Santa Lusìa sa slunga el pas di na furmija, a Nadal el pas d'in gal).

Poi c'era quella che metteva in comunione tempo ed economia (era una delle frasi preferite di mio suocero): “Spendere poco e piovere piano prende in giro il paesano (contadino). Spendi poc e piovi pian a cujuna el paisan.

Oppure quella che spiegava chiaramente quanta poca differenza ci fosse tra una cosa/persona e l'altra. “Tra marzo e aprile c'è poco da dire” (Tra mars e avrì, a jè poc da dì). Per forza! Sono due mesi consecutivi!!!!

La cosa divertente però era un'altra.
Dopo aver citato il suo solito proverbio, ne aveva uno per ogni occasione, mia nonna concludeva sempre così.... “Eh, però.. mort Napuleun i proverbi sun pi nen bun !”
Devo tradurre??? ahahahhahahahaaa
Morto Napoleone i proverbi non valgono più
Myrtilla


ps e voi? Conoscete modi di dire particolari?

23 commenti:

  1. Ciao, buongiorno,
    c'è uno tra quelli che hai detto che anche si dice qui, ma un po' diverso: in catalano "per Santa Llúcia, un pas de puça, per Nadal un pas de pardal i per Sant Esteve un pas de llebre" che viene a dire per Santa Lucia un passo di pulce, per Natale un passo di passero e per santo Stefano un passo di lepre.

    Un altro: "al maig cada dia un raig", in maggio ogni giorno un rovescio

    podi-.

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    1. Ciao Carlos, per il mese di maggio no ma per marzo il proverbio nostro dice marzo pazzerello se c'è il sole prendi l'ombrello.
      Ciao carissimo!

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  2. Ciao Patrizia,
    Belli questi proverbi. Uno molto famoso da me è: "trovare un vero amico è così raro, come un giorno senza vento a Catanzaro" (che non traduco perché la mia conoscenza del dialetto locale è pari a zero XD).
    Baci baci

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    1. Ciao Poiana, che saggezza profonda! Ed è anche molto vero purtroppo!

      ps non sapevo che a Catanzaro ci fosse tutto questo vento :)))
      La Trieste del sud! :)))

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    2. E anzi negli ultimi anni è migliorato, però quando tira il vento ti fa volare.

      Dai ci provo a tradurlo, per rispetto alla mia città: "Trovara n'amicu è accussi raru, comu nu jornu senza ventu a Catanzaru"

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    3. No crederai mica che io sapia parlare o tanto meno scrivere il piemontese eh... giammai! Lo rovino ahahhaahha Il mio piemontese scritto è solo una messa su carta del suono orale,,, i puristi mi ucciderebbero però...

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    4. Grazie del supporto morale :D

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    5. Poiana... mica siamo nati "imparati" no? ;))))

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  3. ahahahaha...quanto mi piace questo post! Venivo a recuperare l'incipit per "insieme", ma la fermata è stata d'obbligo...
    Allora, sullo starnuto da me non c'è troppo da dire, a parte che la frase d'obbligo ad ogni eeeetciuuuuuuu è sempre stata: Sant'e riccu! (un auguro indirizzato alla persona che ha starnutito, in particolare ai bambini); invece, inveeeeeceeeeeeee, il ruttino s'è sempre curato un pò di più:

    "zunzareda mu ti cundi e lu beni mu ti cumpundi"

    che dovrebbe significare, sempre a mò di augurio: "che questo ruttino ti contrassegni in modo che il bene ti riconosca e ti sommerga con la sua essenza"

    In questo periodo io invece uso tanto:

    "Cu na manu curta e n'autra longa", per indicare gli avari e gli opportunisti...

    Ma quello che mi piace più di tutti e che mi ripete sempre nonna è:

    "Non ti picciari ca non spuntaru li rosi u tempu è patruni di li cosi", per dire, non preoccuparti, andrà tutto bene, il tempo sistema sempre tutto...

    E con questa, corro a recuperare quello che cercavo...

    Grande Patty un bacio!

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    1. Belli!!! E saggia tua nonna. A tempo e ora ogni cosa si sistema. Basta aver pazienza!
      Noi diciamo daji temp al temp cioè dai tempo al tempo.
      Mi hai fatto morire col tuo siciliano ahahhahaha difficile!!!!!
      Peccato che queste cose vadano sparendo, mannaggia!

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    2. Ciao Regina.
      Belli belli, soprattutto quello della tua saggia nonna.
      Un abbraccio

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  4. Dalle mie parti ce ne sono tanti, ovviamente e come in tutta Italia:
    chi no cianze no tetta - chi non piange non prende il latte, ovvero per ottenere bisogna far casino, imporsi;
    poi anche il proverbio che caratterizza i vecchi genovesi, a moi e pagà gh'é longo tenpo- per morire e pagare c'è sempre tempo.
    Al'è cumme u can du Leccia, u piggia in tu cù e u dize cu beccia- questa non la traduco hahahaha (le z si pronunciano come la s di rosa)

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    1. ahahahhahahahhahhahahahhhahaahah
      Capito beccia ma il resto???????? ahahhahahahahahahah
      Scherzi a parte che vuol dire beccia? Per il resto usiamo la fantasia ahahahhah

      Sempre a proposito di cu, noi diciamo che cuij sold e l'amicisia a t'lu biti 'nt'el cu a la giustisia (con soldi e amicizia lo metti ***** alla giustizia) :)

      E poi dii a me che son tremenda!!!!! P)

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    2. Gh Gh Gh beccia da becciare = Tr...bare

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    3. Della serie, mi sun custa e vuiatri balè cosa vori ahhahhahha
      Io suono questa e voi ballate cosa volete.... ahahahahhaah

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    4. Si dice ai fanfaroni e bugiardi: Al'è cumme u can du Leccia, u piggia in tu cù e u dize cu beccia- sei come quel muso di cane del sig Leccia, immancabilmente viene fatto oggetto di atti di sodomia ma va in giro a vantarsi di intrattenersi spesso con giovani. pulzelle hahahahah, frase omofoba e politicamente scorretta, però non possiamo farci niente la dicono da secoli.

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    5. di omofobo e scorretto c'è tanto altro e tanto di peggio! :)

      Noi per i malpensanti (e peggio facenti) diciamo "sun cume cuij là 'd Valensa, che mal a fan e mal a pensa"
      Sono come quelli di Valenza che male fanno e male pensano.

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  5. Cara Patrizia noi abbiamo sempre da imparare dei nostri nonni, la loro saggezza è sempre da valutare. ciao e buon pomeriggio cara amica.
    Tomaso

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    1. Ciao carissimo!
      E' vero! Io sto cercando di ricordare più cose possibili d quelle che mi raccontava la nonna proprio per dare loro nuova vita. Perderle è un peccato!
      Bacio!

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  6. Io sono campana di origine e riconosco che i detti così come i suoni variano da città in città e sono diversi persino all'interno della stessa provincia.
    Fammi riflettere sui detti che si divertiva a citare mia nonna.
    Li scrivo come me li ricordo, certo non come si dovrebbe scrivere correttamente il dialetto.

    " A lavà a capa a u'ciucciu ce pierde tiempo acqua e sapone"
    A lavare la testa all'asino si perde tempo, acqua e sapone.

    "Chi s'è magnate a carne se spollichea pure l'uosse".
    Chi ha mangiato la carne ripulisce pure le ossa.

    "M'para l'arte e mittila 'a pparte"
    Impara un mestiere e mettilo da parte.

    Mi sono divertita pure a costringere il correttore a scrivere come dicevo io. Ahahah e con abbondanza di consonanti che da noi danno corpo alle parole!
    Buona serata!

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    1. Ciao Mariella, anche noi parliamo dello shampoo agli asini :))
      a lavè la testa a j'asu sa sgherìa temp e savun.
      Come vedi, cambia il dialetto gistamente ma poi il significato è uguale dovunque. :)
      Eh, il correttore a volte lo butterei el wc!!!!
      Ciao bella

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  7. Stavo pensando da un po' di fare un post di modi di dire anche io, ma per lo spagnolo e l'inglese. Sono due lingue piene di sorprese e frasi piuttosto ridicole ma carine :)
    Poi vabbè io sono cresciuta con mia nonna che continuava a dirmene di tutti i colori in piemontese, tipo ''esse ant la bagna''(se si scrive così) per dire che si è nei pasticci, o la sua preferita "gavte la nata" per farmi furba... poi ce n'erano molti altri...

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    1. Ciao Anna, interessante come post. Fallo dai!!!
      Io non conosco nulla di inglese, ma lo spagnolo un poco lo comprendo. Mi piacerebbe davvero leggerlo

      Sì, gaute sa nata, esi 'n tla bagna... dipende da paese a paese. A volte 5 chilometri bastano già a fare la differenza ahahahahh
      Ad ASti si dice al pian dad zura (al piano sopra, scritto più o meno così).
      In una frazione di Castello d'Annone dove abito io si dice al pian ad ciuri! 14 CHILOMETRI!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Ciao carissima!

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