domenica 22 maggio 2016

Vino rosso sangue


Vino rosso sangue
di Fabrizio Borgio
I Tascabili Fratelli Frilli Editori (2014)




Sinceramente temevo che avrei sentito la mancanza di Stefano Drago e del suo DIP (dipartimento indagini paranormali) con masche e spiriti maligni tipici della nostra tradizione.
Invece, già dalle prime pagine, l'investigatore privato Giorgio Martinengo ne ha preso degnamente il posto.
In questo libro che più piemontese, anzi astigiano di così si muore, niente di sovrannaturale, niente folclore magico. Qualcosa di molto più prosaico e purtroppo reale. Vino. Sofisticazioni. Omicidi. Con quel tanto di macabro che serve a rendere più accattivante ancora, se possibile, il noir.

Come mi ha scritto Nick Parisi in un commento nel post sul Salone del Libro 2016 Fabrizio Borgio non delude mai. Sia che parli di fatti tangibili, sia che si addentri nel mistero.
Questo libro è scorrevole. Ci si ritrova in un'atmosfera “alcolica” tra cantine sociali, enofila e vini. Barbera grignolino dolcetto... tutto locale.

Fabrizio ci guida in un tour sulla vinificazione senza appesantire il discorso così come ci guida in un tour tra le vie cittadine e le nostre Langhe fatte di colline, paesi arrampicati su cocuzzoli, feste enogastronomiche. E vigne. Tante vigne.
Per un'astigiana doc come me è una piacevolissima passeggiata sotto un cielo che ben conosco ma che Borgio descrive alla perfezione nel colore e nella pesantezza autunnale; tra colline morbide eppure ripide, strade sterrate e cascine con i tabuj che abbaiano furiosamente da dentro la cuccia ma senza uscire perché magari piove.

La sconfinata cultura e la memoria degna di Pico della Mirandola di Giorgio Martinengo fanno da contraltare al carattere chiuso e un po' schivo di noi piemontesi, disposti ad aprirsi soltanto agli amici più stretti, più intimi. Amicizie forti, antiche come forti e antiche sono le nostre tradizioni vinicole che mal sopportano violazioni in fatto di qualità e tagli dei vini.
E pensare che tutto nasce a causa di una bottiglia rubata.... da lì, poi si snoda un noir a tutti gli effetti che pagina dopo pagina prende i colori foschi del sangue versato e ormai rappreso. Violenza, vendetta, amore....

Interessante non solo come libro ma anche come viaggio nel carattere di quei piemontesi di una generazione o due fa, forti e silenziosi; disponibili a dare una mano senza dire una parola.... come le foglie di vite che cercano inutilmente di proteggere il grappolo se non fosse che vengono tolte a mano in un certo numero per lasciar maturare l'uva.

Sì, ha ragione Nick. Fabrizio Borgio non delude mai e i suoi personaggi sono persone nelle quali noi piemontesi possiamo quasi vederci, coi nostri difetti e pregi
Myrtilla

12 commenti:

  1. Buona Domenica
    un abbraccio

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    1. Di nniente, Fabrizio. Grazie a te per la visita.

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    2. Comunque Drago non è sparito, ritorna il 6 giugno con un nuovo editore. Prossimo romanzo: IL SETTIMINO per Acheron Books ;)

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    3. L'ho visto sul tuo blog!
      Già che ci siamo mettiamo qui il LINK

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  3. Bravissimo Fabrizio Borgio, sempre. Un minimo di campanilismo consentitemelo, ha un editore con i controfiocchi. Bella presentazione Pat.

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    1. Grazie Max. Credmi, il libro di Fabrizio merita veramente, come gli altri d'altronde.
      Campanilismo? E il mio cosa è? Devo sempre solo parlare dei genovesi????? P) aahhaahahahhahahah
      Bacio

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  4. partirò dalla lettura dei primi, mi affascinano, poi arriverò a questo.
    già ordinati ........

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    1. No resterai delusa! Poi se ho capito bene a te piacciono le storie locali, quelle di una determinata zona. Tranquilla che tra boschi, colline e tradizioni piemontesi ne trovi fin che vuoi!
      E ben presentate,

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  5. Ho scoperto che una piccola libreria indipendente aperta da un po' di mesi qui da me, ha CE interessanti, tra le quali questa che ha pubblicato Borgio... ehm, ci vado nè! XD
    Buona domenica Pat ^_^

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