mercoledì 8 giugno 2016

Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone


Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone
Maurizio De Giovanni
Einaudi (2015)



Cuccioli... ma quali? Di uomo? Di animale?
Sì, anche quelli. Sono loro i protagonisti di questo nuovo ed eccellente noir di De Giovanni. Due storie che si intrecciano e portano a galla la grandezza di quelli che son considerati i peggiori poliziotti di Napoli e che vengono parcheggiati in un commissario destinato alla chiusura.
Il loro modo di essere così diversi, così all'opposto eppure così in sintonia da formare una vera grande squadra.

Ma non sono solo quelli i cuccioli per loro. Sono anche quei problemi professionali per i quali son stati puniti, quelle problematiche intime che fanno della loro vita privata un labirinto pieno di insidie e contraddizioni che dovrebbero col tempo passare. Invece loro se le tengono strette, come una mamma fa col proprio piccolo. Quasi come se a lasciarli andare poi si sentissero orfani di una parte del loro essere. Come se temessero di soffrire della sindrome dell'abbandono.

La storia può essere benissimo reale. Quante volte abbiamo letto di neonati abbandonati vicino ai bidoni dell'immondizia quando non dentro. Quante volte abbiamo sentito parlare di omicidi di donne. Quante volte di rapimenti di animali.
Quante volte di maternità... no, questo non ve lo dico. Non voglio rivelarvi un particolare importante, quello che è alla base del romanzo. Anche se, già dall'inizio un piccolo dubbio in proposito viene. Ma la realtà insegna....

La storia è come sempre narrata con uno stile inconfondibile. Pieno di pathos e velato di un sottile triste e cupo romanticismo.
De Giovanni è un grande del romanzo moderno italiano, a mio modo di vedere. Crea storie plausibili. Semplici eppure contorte in una Napoli dei bassifondi che si intreccia con quella benestante. Dove non c'è un confine limpido tra bene e male, povertà e ricchezza perchè tutto si infiltra nel terreno della sua controparte Il bene nel male. I soldi con la miseria e viceversa
I personaggi poi sono unici, di un'umanità sofferente che a volte si abbondona al dolore, altre tira fuori gli artigli e graffia per sopravvivere.
Uomini, non personaggi di carta.
Bellissimo!
Myrtilla

17 commenti:

  1. Cara Patrizia, purtroppo oggi è ritornata la pioggia!!! Pazienza spero torni il sole.
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Qui sole stella ma sono previsti temporali e piogge da stasera a domani,.... uffa!!!!!!
      Bacio!

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  2. È da un po'di tempo che sento parlare di Maurizio De Giovanni. Se non altro perché ha l'identico nome di un mio carissimo compagno di classe al liceo stavolta voglio vedere come scrive, visto che tutti ne parlano bene.
    Grazie del suggerimento.

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    1. Cioa Vincenzo,
      per me De Giovanni è un grande, sia quando parla della Napoli attuale come in questo libro come quando parla della Napoli degli anni trenta con camicie nere, bordelli e un commissario tutto particolare.
      Riesce a farti vedere oltre le parole quello che descrive.
      Ha uno stile unico eh... però... però è un grande.

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  3. De Giovanni è una garanzia, lo definirei il moderno cantore di una umanità sofferente, la sua Napoli è lontana da ogni descrizione agiografica, la ama ma in certi momenti odia il suo squallore e soprattutto la volontà di quelli che la vogliono tenere lontana da ogni possibile redenzione.
    Scrittore che non si lascia costringere in un genere letterario e che ogni volta ci regala piccoli gioielli

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    1. Vero Flo. Ti do ragione. Sa andare a fondo nella descrizione dei luoghi e dei personaggi. Nell'intimità proprio e rivela segreti e malesseri profondi.
      Mi piace molto. O l'ho già detto? ahahahahh

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  4. Romanzi come questi descrivono molto bene la mia Napoli, una città in cui la distanza tra bene e male e tra ricchezza e povertà è sempre molto flebile.

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    1. Vero Nick!
      De Giovanni rende la Napoli che descrive viva, come se si proiettasse sulle parole. E non solo in questi libri che sono ambientati ai giorni nostri ma anche nella serie del commissario Ricciardi ambientati negli anni trenta con camice nere, bordelli eccetera...
      Per me è e resta un grande!

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  5. Non conosco questo libro. Durante l'anno ho letto poco, causa lavoro e relativo stress. Spero ora di avere un pò di tempo in più per leggere, Ciaoo

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    1. Come ti caisco! Io vado a fasi alterne. In questo momento riesco a leggere di più ma nei primi mesi dell'anno... poco poco.
      Ciaooo

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  6. Un libro che fa riflettere.
    Saluti a presto.

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    1. Argomento attuale Vincenzo.
      Ciao e buon pomeriggio

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  7. Sì, devo proprio decidermi a leggere il De Giovanni, in salsa contemporanea, che quello anni '30 mi ha già conquistato.

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    1. Lo stile di scrittura è quello. E' il suo e basta. Le storie sono diverse ma la grandezza di De Giovanni e anche de suoi personaggi è la solita.
      Certo che in questa serie, chiamiamola così, le vicende personali che si intrecciano all'indagine sono più numerose visto che i protagonisti sono i poliziotti di Pizzofalcone e non solo un Commissario.
      Mi dirai poi cosa ne pensi di questa squadra che sembra sorteggiata dal cilindro della malasorte, raccogliticcia, e invece si rivela grande

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  8. Questo è uno dei titoli che mi sono appuntata per il primo approccio con l'autore, non ho ancora letto nulla, e ne dite tutti benissimo :O

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    1. Che mi piace forse non te lo devo dire Glò, vero? :))
      I personaggi di questo libri li ritrovi nel primo, I bastardi di Pizzofalcone. Non sono libri a "puntate", questo no, perchè ognuno di essi ha la sua/le sue indagini. Si ritrovano però gli stessi personaggi che a lngo andare diventano amici.

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    2. ho spedito troppo presto :))

      Amici del lettore intendo. Come per la serie del commissario Ricciardi. Stessi personaggi ma in ogni libro una indagine diversa. E' soltanto la vita del protagonista che va avanti come è naturale che sia d'altronde.

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