giovedì 16 giugno 2016

Identikit - Il disegnatore di incubi


Identikit -Il disegnatore di incubi
di Maurizio Lorenzi
Imprimatur (2016)






Ma si disegnano gli incubi? O è da folli?
E chi farebbe mai il disegnatore di incubi?
Un disegnatore non regala al suo pubblico fumetti e strips e vignette?
Sì, moltissimi! Ma ci sono quei disegnatori “speciali”, quelli che armati di carta e matite, acume e intelligenza, doti di empatia e di buona psicologia, lavoravano per la Polizia di Stato.
Erano coloro che preparavano gli identikit basandosi non solo sulle descrizioni fisiche fornite dai testimoni, ma anche sui loro ricordi più nascosti. Quelli, per intenderci, che la psiche sotterra sotto cumuli di polvere nell'io più profondo perché la persona non impazzisca di ricordi.

Ecco! Maurizio Lorenzi in questo libro ci racconta la storia di uno di loro, ormai pensionato, uno dei migliori disegnatori d'Italia. Un uomo capace non solo di instaurare con i testimoni quella fiducia necessaria a farli rilassare ed aprire ma di scavare senza darlo a vedere nei meandri più segreti dell'anima per scovare informazioni che gli stessi testimoni non sapevano di avere.
a la vita di un uomo così non finisce timbrando il cartellino in uscita. La sua mente continua a lavorare, a porsi domande, a ricostruire gli identikit, a rivedere le scene del crimine, le lacrime delle vittime. Il suo stomaco continua a ribellarsi alle atrocità viste o sentite.

Come sempre, Maurizio con uno stile pulito e semplice riesce a farmi entrare nel suo libro, tra le parole e nei personaggi. Farmi capire gli stati d'animo dei “protagonisti” (tra virgolette perchè non si tratta di romanzo).
Riesce a farmi partecipare al dolore che in un certo senso accomuna disegnatore e vittime. A comprendere i suoi dubbi, le sue paure, i momenti di sconforto.

Un viaggio nella psicologia umana dove a far domande non è uno psichiatra ma una persona che disegna. Disegna il tuo malessere, il tuo dolore incarnati in volti che vorresti non aver mai visto.
Myrtilla

15 commenti:

  1. un saluto veloce per augurati una...

    Buona giornata ;))

    RispondiElimina
  2. Cara Patrizia, ti auguro una buona giornata sperando che smetta di piovere!!!
    Ciao con un abbraccio e un sorriso:) Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tomaso, qui oggi ha già fatot di tutto. In questo momento non piove ma due minuti fa sì e tuonava. PPerò sembra sia notte talmente è scuro!
      Bacio stella

      Elimina
  3. già altre volte hai parlato di questo autore che mi sembra viva in prima persona molte vicende narrate.
    Mi incuriosisce molto e penso che prima o poi lo leggerò

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Flo, sì, per lavoro vive in prima persona molte delle vicende che narra.
      E' un grande Mauri.

      Elimina
  4. Ci ho provato. Io sono un eccellente disegnatore e se qualcuno loda i miei quadri, e sono tanti anche chi in rete ne ha visti alcuni, io quasi ci rimango male e subito aggiungo che meglio vedere i miei disegni e poi i quadri. Capito come la penso? Non sono un ritrattista perché secca più a me che alla mia modella -o modello che sia- star lì immobile, che poi non è quello il metodo, bensì chiacchierare con la persona che si deve ritrarre e contemporaneamente fissare su carta le sue espressioni mentre che parla, mentre che cerca le parole, mentre che le pensa e le esprime. Io non ho il tempo e la pazienza di aspettare e allora preferisco inventarmi i miei soggetti per il disegno. Un po' come faccio coi quadri: non copio mai paesaggi o che so io, me li invento.
    Però una volta mi è venuto il prurito sull'uzzolo di vedere se potevo disegnare un identikit. Si comincia da persona ben nota ma assente, mio fratello nel mio caso, che stava a Roma, ben distante da me che stavo a Francoforte. Quando ho finito il disegno me lo sono guardato e mi sono detto che quello fosse mio fratello profondamente incazzato. Ma sono andato avanti. Ho disegnato facce di persone che di solito incontravo. Poi me li sono andati a rivedere e a confrontare. Fino ad arrivare al massimo: chedere a mia moglia di descrivermi il volto di una sua conoscente, che io quasi non avevo mai vista. Alla fine lei dice: no, questa non è lei. Finì così il mio esperimento, ma ora capisco che non avevo saputo porre le domande nel modo giusto oppure forse AnnaMaria non si è prestata al giochino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eccellente? Beato te! Io sono la classica persona che non fa una O rotonda nemmeno col bicchiere ahahahahahha
      Hai presente essere negata? Ecco, io sono negata.

      Sinceramente non so nemmeno da che parte si inizia a disegnare però il Rossi protagonista dle libro è undisegnatore professionista con alle spalle tanto di scuola specialistica in Polizia oltre agli studi all'istituto d'arte.

      I tuoi disegni dove si vedono su internet?????

      Elimina
    2. vai qui:
      zioscriba.blogspot.com/2013/02/oggi-vi-parlo-di-vinvenzo-iacoponi.html
      Ci sono alcuni miei quadri.

      Elimina
    3. razie. Ci vado subito perchè sono curiosa... :))

      Elimina
    4. ahhahaha ho dimenticato una g... Grazie!
      Epperò! Non immaginavo che tu fossi così bravo. Uno stile molto personale, una visione un po' cupa forse ma veramente belli i tuoi disegni.... Complimenti!

      Elimina
  5. Cioè, Patricia, fammi capire: è un romanzo autobiografico? E dove si trova il diario di questo disegnatore di incubi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. No, Sfinge. Maurizio Lorenzi è un poliziotto che ha conosciuto questo disegntore di identikit e n e ha parlato nel libro
      Su g+ sul suo profilo o sul suo blog QUI trovi più informazioni

      Elimina