domenica 26 giugno 2016

L'altro capo del filo


L'altro capo del filo
Andrea Camilleri
Sellerio (2016)




Eh, sì! Ho sospeso ogni altra lettura per Camilleri. Anzi, mi scusi, Andrea, per Salvo. Ma non ho potuto farne a meno.
Non sto qui a ripetere quanto ami il Camilleri che scrive questa serie. La sua genialità nell'aver creato questi personaggi; nell'aver dato loro caratteri così significativi e diversi; nell'aver inventato addirittura paesi e un dialetto che forse col siciliano vero e proprio a poco a che fare e che proseguendo nelle avventure poliziesche del commissario diventa sempre più una lingua a sé, forte e caratteristica.
Non ripeterò quanto ami quel personaggio. Scorbutico, sanguigno, insopportabile a volte ma sempre carismatico per i lettori. Per me, carismatico.
Dico soltanto che quando esce un nuovo libro lascio perdere tutto il resto perché è come se un vecchio e caro amico mi avesse suonato il campanello per una visita.
Ed io, da padrona di casa, mi precipito ad aprirgli la porta per accoglierlo con abbracci e strette di mano e cicaronate di caffè.
Poi, seduti su divano, ce la contiamo, io ansiosa di aver notizie di quella Vigata che non esiste ma che conosco alla perfezione e chiedo di tutti, da Fazio a Catarella, da Livia a Mimì Augello, lui ansioso di farmi partecipe del suo lavoro, problemi e rogne compresi. Come uno sfogo.
 
In questo libro poi c'è un dolore profondo che solo chi vive in prima persona lo sbarco dei migranti riesce a capire fino in fondo. Un dolore che attanaglia anche una scorza dura come Salvo. Profughi, bambini, violenze, morti feriti.... diversi dai soliti cadaveri sui quali è abituato a indagare. Povere anime in cerca di ossigeno, malviste e disprezzate dai più.

Quando un amico arriva inatteso è una grande gioia, una grande festa e allora festa sia!
Tra chiacchiere e pettegolezzi, curiosità e pensieri, tanti pensieri, quelli che derivano dal lavoro e gli altri, quella dell'età che avanza, di quella vicchiaglia che non piace a nessuno ma Salvo proprio odia.
Ma nonostante tutto, Montalbano non invecchia come personaggio. Resta sempre lo stesso solo più scontroso e con i difetti più accentuati. Più umano però.
L'ammirazione che provo per lui, l'affetto si fanno sempre più forti anche perché certi suoi ragionamenti sono i miei e non parlo delle indagini. Lì, lascio fare a lui perché io sono negata. Parlo di quelli sull'attualità che se pur infilati in un giallo sono sempre presente e purtroppo reali.
Mitico Salvo! Grazie Andrea!
Myrtilla

10 commenti:

  1. Buon giorno ^_^ e
    ti auguro una serena domenica ;)

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  2. Cara Patrizia, ti auguro una buona e serena domenica, un abbraccio e un sorriso:)
    Tomaso

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    1. Ciao carissimo Tomaso, contraccambio di cuore!

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  3. l'ho comperato da pochi giorni e mi sto imponendo di terminare il libro di racconti ( tra l'altro molto bello ) che sto leggendo......
    E' difficile resistere....anche perchè questo ultimo Montalbano, scritto da Camilleri ormai non vedente, credo che abbia tanto dolore dentro di sè da essere non solo un amico che viene a trovarci ma un amico che porta con sè parte del dolore di questi anni tristi

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    1. Infatti Flo, il dolore di Camilleri credo proprio si riversi nel personaggio Montalbano. Dolore che non ha mai requiem ma è sempre attizzato con nuovi sbarchi, nuove morti, nuove tragedie.
      Devo dirti sinceramente che questo ultimo romanzo è forse più doloroso in assoluto per il protagonista e anche per il lettore
      Un abbraccio

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  4. Anche mia moglie apprezza moltissimo Camilleri, certo lei apprezza Montalbano però secondo me vi potreste fare delle bellissime chiacchierate insieme.

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    1. Ciao Nick, niente gelosia i mariti????? ahhahahaha
      Perchè no? Qualcosa in comune abbiamo mi pare. Amore per gli animali se non sbaglio, Salvuzzo..... :))
      Un abbraccione Nick a te e a Venusia!

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  5. Mio padre è un fanatico di gialli e Camilleri. Di sicuro sarà nella sua collezione, magari appena torno glielo rubo :)

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    1. E' appena uscito ma se ama Montalbano di certo lo ha già preso

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