domenica 12 giugno 2016

Limiti


Qualche giorno fa, sul blog di Sfinge http://chaos-lasfinge.blogspot.it
ho trovato un post molto interessante sui limiti che le persone hanno o credono di avere. Eccovi il link http://chaos-lasfinge.blogspot.it/2016/06/spazio-dimensioni-e-limiti-la-mente-e.html

Ho letto, commentato e poi ho incominciato a pensare.
Siamo alle solite direte voi ma, ecco, quello è un limite che proprio non ho :)))
Il mio pensiero non conosce confini né rimane mai a secco di carburante. Va...imperterrito va! Sbaglia... si inciampa... cade e si rialza ma va...

Mi sono chiesta prima di tutto cosa sono questi limiti, se sono reali o fasulli e poi perché ce li poniamo. Naturalmente sono esclusi i limiti etici e morali. Quelli devono sempre esistere altrimenti saremmo all'anarchia.

Partiamo dalla prima domanda. Cosa sono...
Sono insicurezze nostre, paure di non farcela. Timori atavici che magari ci hanno inculcato da bambini. Mia nonna ad esempio era maestra in questo... :(
Anche paura di fare brutta figura di fronte agli altri. Di sentirsi dire lo sapeva che sarebbe finita così ma ha voluto provarci lo stesso!

E sono reali o no? E chi lo sa? Se non buttiamo per aria quei timori e non tentiamo come facciamo a saperlo?
Non parlo ovviamente di mettersi a fare il sub o come dice Sfinge nel suo post a lanciarsi da un grattacielo per tentare di volare. Parlo di limiti ben diversi come osare a confrontarsi con gli altri attraverso disegni, quadri, ricami, lavoretti handmade o poesie e racconti. Un libro magari....
O ancora, mettersi a studiare una materia che ci è sempre piaciuta ma ci hanno sempre detto non è per te. Ecco! Magari iscriversi alla facoltà di biologia perché ci piace sapere cosa è la vita, come nasce, come cresce.
Come facciamo a sapere se continuerà a piacerci? O se riusciremo a laurearci se non proviamo mai?
E questo discorso vale per tante cose.. prendere la patente, imparare a nuotare, dedicarsi al giardinaggio solo per fare alcuni esempi sciocchi.

Perché ce li poniamo? In parte ho già risposto prima ma aggiungo ancora per la nostra insicurezza. Per la poca fiducia che riponiamo in noi. Per vigliaccheria. Per pigrizia. Per educazione.O forse per non aver mai sconfitto quel lavaggio del cervello tipico di un certo periodo (della mia vita) che recitava "è così perchè è così"?

Resta solo il fatto, che tutti quanti abbiamo dei limiti, Solo l'universo per come lo conosciamo noi è infinito ma non ci giurerei :)

La cosa che conta è cercarli, scovarli e analizzarli. Capire insomma se sono invalicabili o se almeno si può tentare di superarli. Certo non di corsa. Un passetto alla volta.
Se non tentiamo di sicuro sono e restano insuperabili ma se piano piano prendiamo coscienza di noi stessi, di cosa ci piacerebbe fare o dire, e troviamo il coraggio di dar loro corda... chissà! Magari questi nostri limiti una volta oltrepassati ci daranno soddisfazione.

Allora? Che facciamo? Ce li godiamo così come sono a denti stretti o proviamo a dimostrare prima di tutto a noi stessi che niente è totalmente impossibile?
Tutto al più, se il risultato ci sfugge, possiamo sempre batterci benevolmente una pacca sulla spalla e dirci: però... almeno hai dimostrato coraggio e ci hai provato.
Myrtilla

10 commenti:

  1. credo che molti dei nostri limiti dipendano dal grado di autostima che abbiamo, spesso sono solo resistenze alla nostra paura di metterci in gioco, ma mi chiedo in alcuni casi e per certe persone il senso del limite non è invece un valore sconosciuto che dovrebbero invece cercare di conquistare?

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    1. Sacrosanto, Flo.
      Chi ha troppa disistima nei propri confronti non si lancia mai in imprese nuove perchè "sa"già che andranno sicuramente male. E' ancora da vedere se è esatto però appunto l'insicurezza totale dà quell'idea.
      Per certe altre persone invece la parola limite non esiste. Si buttano a capofitto senza mai respirare. Senza mai chiedersi se quello che stanno facendo è giusto o no. Se bisogna modificare qualcosa o tanto o niente.
      Da un estremo all'altro....

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  2. Siamo accomodati nella nostra tipica strada e fare una cosa di diversa vuol dire che dobbiamo cambiare strada. È più facile aggiungere fattori nuovi nella nostra quotidianità che ribaltare tutto.

    podi-.

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    1. Già... cambiare comporta lavoro fatica rischi...

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  3. Cara Patrizia, come è bello leggere ciò che scrivi!!!
    Ciao e buona domenica con un abbraccio e un sorriso:)
    Tomaso

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  4. Grazie per la cit. Patricia: esistono a mio avviso dei limiti oggettivi della nostra individualità, che è tale proprio perché definita in precisi limiti spazio-temporali. Lo spazio occupato fisicamente dal nostro corpo, il tempo che segna l'inizio e la fine della nostra vita: senza limiti non c'è individualità, noi senza limiti non esistiamo. Per andare oltre questa prima considerazione del tutto speculativa, nel linguaggio comune la parola "limite" viene spesso utilizzata in una accezione negativa, per intendere qualcosa che non possiamo fare o raggiungere: in questa accezione credo che esistano in ciascuno di noi tanto limiti quanto potenzialità inespresse che non conosciamo per non avere avuto l'opportunità di sperimentarli nella nostra esperienza, né di analizzarli nel nostro pensiero. Nessuno conosce interamente se stesso. Un bacio!

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    1. Infatti Sfinge. Ogni giorno, esperienza dopo esperienza impariamo qualcosa di nuovo anche su noi stessi.
      Impariamo anche che forse questi limiti sono più psicologici che reali e ch emagari un tentativo per superarli si può fare.
      Il risultato non è garantito ma intanto la soddisfazione di aver provato c'è e si ritorna pure al tuo discorso di imparare un'ulteriore cosa su di noi.
      I limiti ci devono essere soprattutto in campo etico civile e morale. Non tutto può e deve essere concesso a noi stessi o agli altri specialmente quando questo tutto può danneggiare gli altri. Ma forse questo limite ha un nome preciso: coscienza, buonsenso, onestà, senso civico...
      Ciao stella. Buona domenica

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  5. Non so se hai mai letto niente a proposito di legge di attrazione e simili..Non sto a tediarti con i dettagli (anche perchè sono tutt'altro che esperta) ma una parte dello studio di questa legge riguarda le "convinzioni limitanti". Quando noi ci diciamo di non poter fare una cosa (o semplicemente ci riteniamo essere in un modo piuttosto che in un altro) sicuramente dall'Universo non riceveremo altro che la conferma di questo nostro pensiero. Appena laureata mi convinsi che non avrei potuto diventare magistrato, che era troppo per me; sono dovuti passare anni per superare questa convinzione limitante e non è che ancora oggi non senta quella vocina nella mia testa che mi dice che "è troppo bello per essere vero". Però oggi ne sono consapevole e la combatto.

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    1. Che gli oposti si attraggono l'ho sempre sentito dire. D'altronde per preparare un buon piatto in cucina ci vogliono buoni ingredienti anche in contrasto... dolce e salato, dolce e agro... Dio che fame!!! ahahahaha

      Sul resto sono pienamente d'accordo. Convincendosi che non si potrà mai fare una cosa ci si taglia ogni possibilità da soli. Pensare che sia difficile, difficilissimo, quasi impossibile però buttarsi e tentare invece è coraggio, è voglia di agire. Di tentare.
      E' tutto sommato una bella iniezione all'autostima perchè si potrà sempre dire almeno ho tentato, almeno so di avere gli "attributi".

      Magistrato???? E cosa aspetti? Però però... parlavi di esami sul tuo blog... ti riferivo a questo in particolare?
      Daiiii forza!!!!! Io tifo per te! Tu studia e combatti!

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