sabato 4 giugno 2016

Lolita


Lolita
di Vladimir Nabokov
Gli Adelphi (1996)





In mezzo ai libri più “leggeri”, ho finito anche un libro che più classico non si può.
Un libro che diede scandalo. 
Lolita di Nabokov.

Difficile da leggere per l'argomento scabroso.
Difficile perchè ti incatena alle pagine e ai personaggi.
Difficile e sublime per la prosa usata da Nabokov.
Descrizioni paesaggistiche e non solo permettono di vedere quello che viene descritto, panorami e motel o hotel.
Quando poi, queste descrizioni riguardano l'intimità dei personaggi è quasi come se si fosse in un confessionale ad ascoltare i peccati di Humbert. Peccati che si ampliano quando racconta delle bugie e dei sotterfugi di Dolores, come se facesse la spia.

Attraverso la sua narrazione, attraverso il viaggio geografico in gran parte del Nord America, si viaggia proprio all'interno di questi due protagonisti.
Qui, il vizioso pervertito che è Humbert Humbert; là, la ninfetta che non è poi così indifesa come vorrebbe sembrare.
Di certo, è un libro in cui la passione è padrona della scena. Non trascende mai in volgarità, però. Sfiora soltanto l'atto sessuale e poi lascia all'immaginazione del lettore ma subito ne distoglie l'attenzione dovendo egli (il lettore) seguire i sogni ed i pensieri di Humbert.

Certo! E' una storia sulla pedofilia. Una storia di perversione. Anzi... di amore perverso che porta alla perdizione il protagonista Ma è tratteggiata con tanta classe e tanto stile da passare quasi in seconda linea.
Si può non aver in simpatia Humbert ma non lo si potrà mai odiare a morte. Lo si disprezzerà ma mai all'estremo.
In un certo modo si è quasi costretti a non detestarlo più di tanto ma anzi a provar pena per quest'uomo così succube delle sue perversioni. Vittima suo malgrado di una Lolita che rappresenta una gioventù sfacciata e perduta.
Di sicuro Nabokov con la sua prosa così poetica e coinvolgente dà una gran mano ad Humbert. Lo fa perdere nella sua passione per la ninfetta ma cerca di risollevarlo agli occhi del lettore facendoci capire la sua schiavitù personale a causa della quale a volte si odia da solo.

Altro non so dire. Ho già pensato molto a questo libro ma mi vengono in mente solo banalità più... banali di quelle che ho scritto sopra.
E' veramente complicato per me scrivere di più, quindi chiudo qui.

Aggiungo solo che l'arte di saper narrare non è da tutti. 

Nabokov la possedeva.
Myrtilla

16 commenti:

  1. Cara Patrizia, credo proprio che sia un buon libro, e interessante.
    Ciao e buon fine settimana cara amica.
    Tomaso

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    1. Ciao carissimo!
      E' effettivamente un ottimo libro certo che ha un peso notevole. Non si può leggerlo tutto d'un fiato. Io almeno non ci sono riuscita.
      Bacio!

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  2. Hai detto bene tu nel tuo finale: l'arte di saper narrare non è da tutti. Nabokov la possiede. Certamente si tratta di pedofilia ma all'incontrario, è la ninfetta a sedurre il maturo signore, a dominarne la volontà a farne uno schiavo. Straordinaria idea. Scriverlo poi in quel periodo storico letterario americano, con tutti i falsi pruriti dei perversi americani significava aver coraggio da leone.
    Tanto di cappello per Nabokov.

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    1. Sì, idea straordinaria. Soprattutto ben congeniata perchè non è così semplice capirlo. La figura del pervertito (lo è, ovviamente) è sempre di Humbert. Lolita la si scopre poco per volta e tutto sommato non ho provato pena per lei.
      Tanto di cappello a Nabokov davvero.

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  3. é vero non è da tutti raccontare con tanta maestria un tema così delicato! Personalmente ero molto interessata al carattere dei personaggi e la debolezza umana..

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    1. Ciao Biljana.
      La letteratura era in lui profonda e potente. La padronanza del linguaggio e il ritratto che fa dei personaggi è notevole veramente.
      Oltretutto possedeva un bel coraggio in quell'epoca a parlare di un simile argomento.

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  4. che dire? mi hai fatto venire voglia di leggerlo, lo avevo iniziato tempo addietro ma non era riuscito a sucitarmi la voglia di andare avanti, lo lessi distrattamente e lo lasciai dopo poco
    Riproverò

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    1. Ciao Flo.
      Indubbiamente le avventure di Luciani o di Petri si leggono tutte d'un fiato. Questo libro no. Ci vuole una piccola pausa ogni tanto per riflettere e riprendere fiato.
      Sono convinta che sia davvero un capolavoro ma come tale... ha un certo peso! :)

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    2. amo Nabokov ma credo che tutti conoscano Lolita perchè a suo tempo fece scandalo, io consiglierei invece " Fuoco pallido"che, a parer mio, è il suo capolavoro assoluto

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    3. Fuoco pallido.... grazie del suggerimento!

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  5. Ciao Patricia,
    mi ricordo che nella mentalità ancora ristretta degli anni 60, questo libro a noi adolescenti era quasi interdetto e il sapore era quello delle cose proibite, come succede a quell'età, e lo leggevamo di nascosto per poi dire: "non c'è niente".In effetti non c'è niente di esplicito e a quell'età non si colgono pienamente sfumature e significati.Ne nacque un mito trasgressivo alimentato anche dalla versione cinematografica, di grande qualità, peraltro.
    C'è voluta una seconda lettura, in età più matura, per cogliere i risvolti drammatici e conflittuali della vicenda e l'indiscutibile grandezza letteraria: mi sono ritrovato pienamente nella tua chiara e puntuale analisi.
    Saluti e buon fine settimana:-)
    Marilena

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    1. Ciao Marilena,
      sì, questo era un libro "all'indice" nelle famiglie.
      Prechè poi? Avevano forse paura che le ragazzine aprissero gli occhi su un serissimo problema che esiste anche ora? E chi lo sa?
      Tutto questo ha decisamente alimentato un mito e infatti mi sono messa a leggerlo preparata a cchissà quali pagine di sesso o violenza su una bambina.
      No! Tutto tratteggiato. Lascia solo spazio all'immaginazione ma nei particolari scabrosi non scende mai.
      Non lo avevo mai letto prima ma alla mia età... tendente all'abbondante ahahahah, ha rivelato sui personaggi particolari unici. La debolezza di Humbert che è carnefice ma non soltanto. La forza astuta di Lolita che non è vittima, non inconsapevole comunque.
      Scabroso il tema, forse... al giorno d'oggi siamo abituati a cose ben peggiori putroppo e la pedofilia di questo libro non ci spaventa più di tanto.
      Ciao Fata. Buon weekend

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  6. L'ho comprato e non ho ancora avuto un attimo di tempo per iniziarlo (e attualmente ho finito tutti i libri che stavo leggendo). Sono disperata! Regalatemi del tempo D:

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    1. Oh, cara Anna... se mi avanzasse lo dividerei con te volentieri ma... ci vorrebbero giornate di 200 ore... forse!

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  7. L'ho letto al liceo, non mi aveva esaltato, ma sono quasi certa che non fosse il momento adatto. da rileggere assolutamente, per me :P
    In effetti la tematica all'epoca doveva aver scosso abbastanza, oggi la "morale" è decisamente differente, non che si accetti ma siamo molto più disincantati! Grazie per la riflessione e per aver rispolverato questa lettura dai miei ricordi ^__^

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    1. Brava! Il momento adatto. E' quello che ci vuole per mio conto.
      A volte sull'onda di suggerimenti che mi colpiscono o al salone del libro acquisto libri che però una volta a casa non leggo subito.
      Ci vuole lo spirito giusto... il momento giusto, appunto!
      Per questo ne ho alcuni che stanno stagionando come il vino buono ahahahah

      Effettivamente la morale è diversa oggi rispetto all'epoa in cui è stato scritto il libro. Inoltre le informazioni che riceviamo ci hanno in un certo senso abituato a certe notizie. Ci danno fastidio ma appunto le ascoltiamo con orechie diverse
      Ciao bella

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