venerdì 3 giugno 2016


Ho pensato tanto prima di scrivere questo post.
Pensato al valore intrinseco delle parole e a quello che ognuno di noi dà loro.
Pensato all'incapacità di comprenderle, di accettarle, di soffrire ma accettarle.

Mi pare che il mondo stia andando alla deriva. Che niente abbia più un significato chiaro e univoco. Ognuno ormai, omaggia quello che preferisce a qualunque parola,
Anche al no.
E pensare che è una parolina corta corta. Così corta da non poter nemmeno essere suddivisa.
E' anche una parola chiara. Significa basta, finito, non si può, non voglio.... ed ecco che il “gioco” di cui parlavo sopra ricomincia.
Alcuni pensano che questo no invece significhi “voglio fare la preziosa, voglio scherzare...”
Altri addirittura che non debba esistere.

Ed è a questo punto che vengono fuori i problemi. Prendere questo no per il verso sbagliato. Interpretarlo come più o meno anziché come una decisione chiara. Quasi un'offesa personale.

Però ora mi domando una cosa... come può bastare la cattiva interpretazione di una semplice parola a causare tanto dolore, tanta sofferenza? Come può scatenare la follia allo stato puro?

Beh.. credo che ora abbiate capito a cosa mi sto riferendo... gli ultimi fatti di cronaca, gli ultimi omicidi efferati....
Perchè prendere l'alcol e cospargere una ragazza per poi darle fuoco è un omicidio efferato. Femminicidio se volete chiamarlo così. Per me è e resta un delitto orrendo.
Uno dei peggiori crimini che un essere umano possa commettere. E lo dico da quasi atea, senza pensare al peccato contro Dio o chi per lui
E' un peccato mortale contro l'uomo stesso, contro chi ne è vittima e chi lo commette.

Ecco.. io adesso non so con precisione come si sono svolti i fatti. L'unica che potrebbe dircelo con chiarezza è Sara ma ormai, povera stella, non può più farlo.
Sapremo solo quello che ci verrà riferito dagli inquirenti, riportato dai giornali... dall'eventuale confessione del colpevole.
Ma la verità della diretta interessata non la sapremo mai. La vittima non ha più voce in capitolo oramai.
Si farà giustizia... il colpevole verrà punito... forse sì, forse no.
Ci sarà chi invocherà la pena di morte... io stessa come ho saputo quello che era successo ho chiesto alla tivù di darmelo tra le mani cinque minuti perché cinque minuti mi sarebbero bastati. Sull'onda del dolore di pancia e di cuore l'ho fatto. Non lo nego. Da mamma mi sono messa nei panni di quella mamma.... e sì, se lo avessi avuto tra le mani non lo avrebbero più processato dopo.

Passato quel momento però non so più cosa vorrei.
Forse vorrei solo sapere..... vorrei solo domandare al colpevole cosa gli è passato per la mente, cosa ha provato, quanto ha pensato a quel gesto disumano, come lo ha programmato, dove ha trovato il coraggio e la forza per spingersi così oltre.
Parlagli della libertà di scegliere se continuare o no un rapporto d'amore, libertà valid
a per lui e per la giovane. Spiegargli che le decisioni altrui vanno rispettate; che per tanto che facciano soffrire sono sacrosante come le proprie. Che sentirsi dire è finita può bruciare ma non è un'onta da lavare col fuoco.
Ma forse dovrei anche spiegargli il vero significato della parola no.
Myrtilla


40 commenti:

  1. Patricia, hai scritto ciò che direi io.
    E' un gesto tanto "oltre" qualsiasi cosa, comprensione o spiegazione, che dargli un senso rasenta l'impossibile.
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Dani, immagino quello che tu puoi aver provato al momento della notizia. Hai una figlia anche tu.. impossibile non immedesimarsi nella mamma di Sara... nelle mamme di tutte le vittime di atti simili.
      Atroce!
      E forse trovare una spiegazione diventa veramente arduo. C'è follia, egoismo, cattiveria, noncuranza per gli altri... c'è di tutto e di più in un simile gesto.

      Elimina
  2. Arrivo diritto dal post di Mariella dove ci siamo incontrati. Avevi parlato di un nuovo post che oggi avresti scritto. Ora l'ho letto. Come mi aspettavo.
    Uccidere una donna significa uccidere una madre, già tale o potenziale poca differenza, la donna -scusatemi donne- è soprattutto la madre del mondo. Punto.
    Scusatemi nel senso che naturalmente la donna non è solamente questo, ma soprattutto questo. La donna è grazia, è bellezza, è stupore, è il meraviglioso meravigliarsi di tutto -e io mi sono innamorato di mia moglie proprio nel vedere sta stupenda ragazza meravigliarsi di piccoli insetti e di minuscoli fiori- ed è contemporaneamente anche godimento dei sensi e del sesso, perché sottovalutare questo aspetto non si può né si deve.
    Io ho una moglie maravigliosa, due figlie bellissime e tre nipoti una più carina e migliore dell'altra. Tutte con mille difetti, ma quanti ne ho io? Tutti quelli immaginabili ed esistenti. Allora? Perché nessuno ha mai cercato di ammazzarmi? E perché nessuna della tante cui, alla fine, ho detto no, basta, finisce qui, perché nessuna ha preso un coltellaccio ed ha tentato di tagliarmi la gola? Non è quindi solamente una questione di civiltà, ma anche -come temo- una questione di intelligenza. Purtroppo, chiedi conferma a Mariella, io da sempre sostengo la suprenazia intellettuale delle donne sugli uomini.

    PS. Tutti i femminicidi fanno schifo, ma quello di Sara è orribile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vincenzo, benvenuto innanzitutto.
      Capisco quello che vuoi dire. Donna è comunque sempre madre, sovente anche nei confronti del coniuge.... ma siamo fatte così. E' nella nostra indole, nella genetica... è tra le altre cose una di quelle "doti" a cui non rinunceremmo mai per niente al mondo.
      Questo purtroppo non significa che anche le donne non sappiano macchiarsi di crimini atroci. Uccidono il marito o l'amante o i figli, questi ultimj prima di suicidarsi. Come a non volerli abbandonare. Gesto estremo e incomprensibile anche questo, per me.
      Mamma, sì, tre volte anche se con una figlia sola. E' andata come è andata e bon.. destino forse. Però questa figlia, questa donna di quasi 27 anni è la mia anima, la mia vita. Lavora, ha amiche, esce con loro, va in ferie ma resta dentro di me quella bambina in fasce che aveva necessità di tutto.
      Forse è per questo che la prima reazione è stata quella di stringere i pugni e di immaginare il mostro tra le mie mani. Perchè ci ho visto la figlia in quella ragazza.
      Ma penso che sia stato così per tanti.
      Così come sono o possono essere tanti i mostri che circolano.
      Consolazione è però che ci sono ancora Uomini degni di tale nome. Uomini che rispettano senza sentirsi per questo sminuiti. Uomini che tendono una mano col sorriso senza coltello.
      Certo che stanno forse diminuendo ma la colpa è di chi non insegna ai bambini a rispettare tutti, che siano bianchi o neri, maschi o femmine, italiani o stranieri.
      Solo quando il rispetto sarà ad ampio spettro e verrà tolto soltanto nel momento in cui la controparte dimstrerà effettivamente di non meritarlo potremo dirci che stiamo andando nella direzione giusta. Forse.

      Elimina
    2. Sottoscrivo. Ho solo da aggiungere qualcosa, anzi due cose.
      La prima. Esistono uomini che hanno bisogno della mamma anche a 70 anni. Sono in fondo quelli che considerano la moglie come un prolungamento nel tempo della propria madre.
      Esistono poi altri -è il mio caso- cui non è mai stato reciso il cordone ombelicale, nemmeno dalla morte. Resta un amore infinito, che aumenta col passare degli anni proprio perché sempre più grande si avverte il distacco. Mia madre era una donna come tutte. L'ho immediatamente capito fin da tenerissima età quanto fossero importanti le donne in questo nostro Universo. E le ho sempre rispettate, prima ancora di amarle.

      La seconda questione.
      Nella dolorosa e tristissima storia di Sara c'è una cosa che fa veramente schifo ed è la decisione del giudice che ha stabilito sì che il suo assassino rimanga in carcere -e meno male- e che è stato particolarmente crudele, ma ha ESCLUSO la premeditazione.
      Santa Madonna! Uno che lascia a casa il telefonino per non lasciare tracce del suo cammino (lo sanno anche i deficienti adesso con tutte le trasmissioni TV in circolazione sull'argomento), per crearsi un alibi, uno che porta in macchina un bottiglione pieno di alcool perché lo avrebbe fatto, signor giudice dei miei stivali?
      Questo cancro della giustizia del cavolozzo fritto dovrebbe essere estirpato dalla nostra società.
      Lo condanneranno. Ma dopo tre o quattro anni lo ritroveremo in libertà, permessi speciali, poi riabilitazione e tutte queste belle stupidaggini. Il falso buonismo ci sta massacrando, Patricia.
      Ciao

      Elimina
    3. parlando di far la madre ai mariti non mi riferivo solo ai cosiddetti mammoni ma a quelle che sono sempre in apprensione perchè tardano ad arrivare, perchè sono nervosi per lavoro e non i si può aiutare, perchè non stanno bene e spedirli dal medico è difficile.
      I mammoni... sono terribili! Fanno fare una vita d'inferno alle mogli, poverette!
      Quelli a cui ti riferisci tu sono uomini sensibili e non è un difetto, tutt'altro! D'altronde, il legame con la madre è troppo forte. La gravidanza, l'allattamento, il fatto di trascorrere con lei la maggio parte del tempo quando si è piccoli... sono cose che restano! E quand le mamme diventano vecchie e ritornano per malattie varie bambine, magari anche capricciose, ecco che quel legame esce prepotente. Ma è "solo" Amore. Vero Amore.

      Sulla seconda parte stendiamo un velo pietoso. Io infatti ho scritto forse andranno in galera,
      Ho letto anch'io che non c'è premeditazione. Ma se uno è colto da raptus, picchia, rende a caci, strangola,, colpsce con la prima cosa che si trova a disposizione... no ha alcol benzina accendino lì, nel bagagliaio tanto per... ma stiamo scherzando?????
      Vorrei vedere però se fosse stata figlia sua. Avrebbe detto le stesse cose secondo te?

      Elimina
  3. Cara Patrizia,in questo post, troviamo la realtà, e purtroppo per le prossime generazioni non troveranno una vita facile!!! Ciò nonostante la speranza rimane viva in tutti noi.
    Ciao e buona giornata cara amica, cercando sempre un sorriso:)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La speranza non ci deve mai abbandonare Tomaso ma dobbiamo anche rappropriarci dell'educazione familiare... dobbiamo di nuovo insegnare ed imparare che tutti hanno diritto al rispetto. Almeno fino a prova contraria.
      Bacio stella!

      Elimina
  4. E' stata la gelosia che lo ha fatto impazzire. "Sei mia e non sarai di nessun altro" avrà pensato. Purtroppo molti uomini considerano la donna" merce propria". Sta a noi madri di figli maschi di educare al rispetto delle bambine, delle ragazze e poi delle donne.
    Bellissimo post, Patricia. UN bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può anche darsi Verbena, però una gelosia così potente e orbosa non è amore. E' senso di possesso e basta. E si possiedono le cose non le persone.
      Noi abbiamo solo una figlia che ormai è donna adulta però abbiamo sempre cercato di insegnarle quello. Il rispetto innanzi tutto. Dai e pretendi rispetto.
      Grazie stella. Bacio!

      Elimina
  5. Hai centrato il punto: perchè l'omicidio, efferato e schifoso, è solo la punta dell'iceberg. I fatti sono diventati quasi giornalieri negli ultimi anni, deve esserci un motivo profondo e terribile. educativo in generale e, oserei dire, sintattico e culturale. Il NO!
    E' un lessico che uccide, per cultura diffusa un coito, possedere una donna, significa ipso facto che la donna è tua ( il verbo fa parte del vocabolario erotico sentimentale, sta lì come una mina pronta a esplodere).I preliminari sono la gelosia (stimolata devo dire anche da molte donne) quindi il senso di possesso feroce...la mia donna, mia moglie, la mia fidanzata. MIA aggettivo possessivo, fare l'amore uguale possedere il resto è una conseguenza facile da immaginare. E' assolutamente necessario intervenire su questo tipo di cultura animalesca alla base altrimenti ci saranno sempre più maschi "giustificati" dal raptus, dalla gelosia, dalla proprietà rubata o negata. Mi rendo conto che è una strada lunghissima e ardua educare entrambi i sessi all'amore uguale libertà al sesso con te ma resto mia...difficilissima ma essenziale. Certo se qualcuno avesse ascoltato le urla di quella povera ragazza, se qualcuno quando vede scene di un certo tipo per strada, se chi fa quotidianamente stalkin fosse messo alla berlina, fosse ridicolizzato ovunque (cinema tv libri, talk show) sapete la vergogna il non sentirsi confortato psicologicamente da nessuna scusa anche dai maschietti spesso complici e dalle femminucce che dicono è geloso perchè mi ama può essere un gran deterrente. Io lo stronzo criminale che ha strangolato e bruciata viva Sara lo esporrei sulla pubblica piazza con un cartello sopra la gogna con scritto meno di un animale. Qualche giorno così a prendere gli sputi di chi passa e nel mentre leggi adeguate e veloci.. forse sarebbe utile. Ma le donne alle prime avvisaglie devono denunciare e i giudici incarcerare a lungo, dopo la gogna, buttare la chiave non sarebbe una cattiva idea.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Enzo, benvenuto.
      Hai ragione a dire che la lingua italiana "aiuta" questo stato di cose. Il "mia" viene preso troppo alla lettera.
      Si dovrebbe invece spiegare, già in famiglia ai bambini, che nessuno è padrone di nessuno e che ognuno è libero di fare la sua scelta.
      Non torniamo all'epoca del "io sono mia" con lo stesso spirito però rendiamoci conto che il mio uomo/marito (da quasi 32 anni ormai, poverino :) )è comunque un individuo a sè stante come lo sono io. E che dopo trentadue anni ognuno di noi ha ancora i suoi gusti e le sue idee. E giustamente! Non siamo omologati. Ma forse siamo di un'altra epoca....
      Oggi invece, il maschilismo riprende vigore e nella versione peggiore. Mancano le basi nelle famiglie, quell'educazione di cui abbiamo parlato prima entrambi, e si eccede negli esempi negativi.
      Così come manca lo spirito di partecipazione quando è urgente, quando serve veramente, non dopo quando ormai è tutto finito.
      La gogna... non credo che durerebbe molto alla gogna.. però si risparmierebbero i soldi di processo e galera, ammesso che in galera ci vada.

      Elimina
  6. L'omicidio è e rimane un crimine odioso. io non parlo di femminicidio, non distinguo: perché quando un essere umano toglie la vita ad un altro è sempre un gesto riprovevole, il male fatto è incalcolabile.
    Non difenderò mai e nemmeno giustificherò mai le persone che compiono gesti simili, anzi mi auguro che vengano puniti come meritano.
    Una vita tolta rende sempre il mondo più povero e schifoso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nick, ora è di moda parlare di femminicidio però io la penso come te.
      Uccidere è un reato abbietto, che la vittima sia uomo o donna, anziano o giovane, bianco o nero.
      Forse, il termine femminicidio è nato per par condicio... uxoricido (per la moglie) infanticidio (per i bambini)... genocidio (per le stragi)...
      E il delinquenticidio a quando? E non intendo con questo orribile neologismo solo l'omicidio del delinquente ma anche di quelli che prove alla mano lo difendono, di quelli che dicono che uno che gira con l'alcol in auto non voleva mica uccidere nessuno...
      Mondo schifoso? Di merda!

      Elimina
  7. Se non ci si abitua fin da bambini a sentirci dire dei bei NO, è difficile impararlo da grandi, e questa è una delle tante orribili conseguenze, purtroppo.
    I genitori devono imparare a responsabilizzarsi, altrimenti è meglio che non mettano al mondo figli.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E tu di bambini ne sai molto più di me che ho una sola figlia mentre tu sei maestra d'infanzia.
      Tu vedi i risultati di questo eccessivo lassismo. Perhcè troppo spesso di quelo si tratta. Lassismo dovuto al fatto che si sa insieme poco tempo e allora per compensare si risponde sempre di sì.
      Un no al momento giusto, quando sono piccoli, magari anche motivato con parole chiare e semplici non mortifica un bambino. Lo educa. Però....

      Elimina
    2. Eccome, Patricia, eccome se educa.
      Ciao
      sinforosa

      Elimina
  8. Non credo che si tratti di parlare all'assassino del rispetto, del dialogo, di quello che vuol dire NO, nemmeno credo che le punizioni più elevate bastino per reprimere questi orrendi fatti... È uno slancio che possibilmente non possa controllare nè l'assassino, poiché loro lo sanno benissimo che saranno catturati, che altri prigionieri non gli faranno facile la prigione, ...ma lo fanno lo stesso. Come facciamo a trovare una soluzione??
    In Spagna nemmeno si è parlato dell'omicidio - io l'ho sentito nella radio italiana -; qui abbiamo, purtroppo, i nostri propri femminicidi, anche giornalieri. Davvero non si può fare niente??

    podi-.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti Carlos non intendevo parlarne con l'assassino, Intendevo chiedere cosa ha pensato, cosa ha provato. Perchè sono io che vorrei capire, ammesso che sia possibile.
      Di questo caso se ne è parlato di più proprio per la crudeltà del gesto. Normalmente se ne parla meno tanto purtroppo sono all'ordine del giorno.
      Cosa fare? Non lo so! Intanto educare meglio i figli quando sono piccoli e più ricettivi e poi ppunizini esemplari e certe! Non che con la buona condotta dopo qualche anno son fuori e ripetono i loro atti criminosi.

      Elimina
  9. Pat, concordo su tutto. Tanto tempo fa, quando eravamo bambini noi, ci spiegavano molto bene il significato del "no". Semplice e breve, come dici tu. Ci insegnavano i valori della rinuncia, dell'attesa, del fare un passo dopo l'altro senza rincorse. E se, qualcosa andava storto, dovevamo prendere quel no quale stimolo di crescita. Per diventare persone migliori, i no erano necessari.
    Oggi è tutto così difficile. Non si nega nulla, tutto è possibile, ogni richiesta esaudita.
    Un mondo di immaturi e fragili, che davanti ad un solo no, non riescono ad indietreggiare.
    Sto parlando per similitudini, ma ritengo che la nostra società sia completamente allo sbando.
    Vedo tutto nero? Può darsi, e questo mi preoccupa parecchio.
    E ti dirò, mi interessa poco sapere il perché quello "stronzo" di Roma ha agito così. Ci saranno fiumi di parole sull'argomento nei prossimi giorni. La cosa grave è che un'altra ragazza, l'ennesima, non c'è più e anche questa volta non siamo riusciti a salvarla. E' solo questo quello che dovremo cercare di fare: proteggere e proteggerci.
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E quanti no ho ricevuto! E sono cresciuta lo stesso. Magari non in altezza ma dentro.
      Un no se motivato con motivi validi e spiegazioni chiare e semplici aiuta ad afferrare certi concetti basici come quello che nella vita non sempre si può avere tutto ciò che si vuole, Che a volte si deve rinunciare a qualcosa ma che questo non significa dar di matto così.

      Il problema è proprio quello. Un'altra vita bruciata (nel vero senso del termine questa volta) e senza che si sia potuto far nulla.
      Ma è mai possibile? Parliamo di andare su Marte e poi non siamo in grado di proteggerci dal fidanzato?
      Un bacio stella

      Elimina
  10. Io sono disgustato. Giustizia sommaria.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Della serie occhio per occhio, Max... giuro che è la prima cosa che ho pensato.....

      Elimina
  11. Purtroppo il male esiste e da sempre, sta noi la volontà di arginarlo o tentare almeno di controllarlo. Mi sembra che cattivi costumi abbiano degenerato e quasi incentivato comportamenti odiosi, fino ai fatti gravissimi. Abbiamo sbagliato a intendere la Libertà, prima di tutto, come componente di narcisismo e menefreghismo totali. Poi è un attimo. Tutelare Caino non ha mai significato perdonarlo senza che ci fosse la volontà dello stesso di redimersi, pagando in base alla legge cui è soggetto. Trovare giustificazioni inverosimili al Male è una deriva, e se mi guardo indietro poco prima della metà del secolo scorso, beh...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutelare Caino per me significa che deve avere un processo equo, che non deve subire torture per confessare anche perchè sotto tortura si die qualunque cosa purchè smettano di farti soffrire.
      Bisognerebbe però che bisogna anche tutelare Abele! Non dimentichiamoci di lui. E chi dice che il delitto non era premeditato perr me se non è complice... quasi eh....
      Spiegazioni a questo tipo di male... difficile trovarne.
      Sapere cosa gli passava nella testa in quel momento, cosa stava provando potrebbe invece aiutarci.. confermarci la sua totale assoluta pazzia lucida e satanica. Non intendo che fosse indemoniato ma che si sia comportato anche peggio del diavolo

      Elimina
  12. Diciamo che nonostante tutto il progresso tecnologico, civile ed etico degli ultimi secoli, l'uomo è ancora profondamente legato alla sua natura bestiale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aggiungo che riesce a tirarla fuori e a dimostrarla ogni giorno di più!

      Elimina
  13. La pena di morte è troppo buona. Persone del genere devono vivere a lungo, pagare il loro conto con la giustizia umana e con la propria coscienza, sempre che l'hanno. Devono convivere con il ricordo e spero il rimorso delle loro azioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma tu pensi che il rimorso li accompagnerà? A volte ho dei dubbi. Se si arrivare a girare con l'alcol in auto perchè l'intenzione di commettere quella follia c'è, che rimorso può venire dopo?

      Più che altro, 100 chili di piombo legati alle caviglie perchè non possa correre e poi a lavorare 20 ore al giorno. E intendo lavori pesanti, faticosi eh....

      Elimina
    2. almeno ci spero che qualcuno provi rimorso....

      Elimina
    3. almeno ci spero che qualcuno provi rimorso....

      Elimina
    4. Vorrei avere la tua speranza anche perchè significherebbe pentirsi, provare dolore per il gesto... mah... non sono così "ottimista"

      Elimina
  14. Cara, è una riflessione davvero intensa. Capisco il terrore, lo sdegno e la paura come mamma, solo le madri capiscono tanto dolore. Il no ha un significato, appunto, troppo forte e che spesso viene sorpassato dall'egoismo e dagli impulsi, per questo storie di ragazze che fanno una tale fine se ne sentono in continuazione (tempo fa sul mio blog ho scritto un articolo proprio sulla mia esperienza con certi uomini). Che posso dire io personalmente se non che tutto ciò mi fa solo uno schifo e una tristezza indescrivibili?
    Ma il mondo va così e purtroppo in certi casi è impossibile controllare la mente delle persone ed evitare tali tragedie... che rabbia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna, schifo tristezza e paura.
      Sembra che questa sorta di follia sia in aumento, che la stupidità umana sia in aumento.

      Vengo a cercare quel post.

      Elimina
  15. Condivido la tua paura e la tua rabbia. Io però non sono così d'accordo sulla responsabilità da addossare alle "madri di figli maschi"..siamo naturalmente d'accordo tutti che il sapere accettare i "no" e il rispetto per il prossimo debbano essere trasmessi ai propri figli, maschi e femmine che siano..però non dimentichiamoci che questi vanno trasmessi da entrambi i genitori soprattutto con l'esempio. Cosa può fare una "madre di figlio maschio" se poi il padre la tratta come una serva, come quella che "sei madre, moglie, punto"? Se si continua a portare avanti questa convinzione per cui la colpa è sempre della madre che non educa abbastanza e non ci si sofferma sull'esempio paterno e sul modo che ha questo di rapportarsi ad una donna, si farà ben poca strada. E poi non è nemmeno detto che questo basti, non è detto che, nonostante tutti gli sforzi possibili, il proprio figlio decida di commettere atti del genere (o la propria figlia di subire la schiavitù di una storia d'amore malata). Insomma, io credo che, più che nell'educazione materna, il moltiplicarsi dei femminicidi sia legato all'indipendenza femminile che porta a dire dei "no" che forse un tempo non venivano detti e questo non stia andando di pari passo con una reale parificazione dei ruoli tra uomo/donna nella famiglia/lavoro/società. Rimane di fondo un problema culturale, insomma, a parer mio, oltre a quello educativo (che ricade su entrambi i genitori...). Un bacio Pat.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti io non parlavo delle madri di figli maschi. Io ho una femmina tra l'altro. Parlavo della famiglia nella sua interezza. Padre e madre, eventuali fratelli/sorelle maggiori.
      Diciamo che se alla base c'è una buona educazione e come dici tu un buon esempio un risultato decente è più facile da ottenere. Nel caso di cui tu parli invece... penso proprio di no. Se manca il rispetto reciproco tra i genitori, se uno soverchia e prevarica l'altro le basi non possono assolutamente esserci o al limite sono fragilisssime.

      E' anche di fondo un problema culturale. Una cultura atavica. Qui da noi nelle campagne della prima metà del novecento se un marito non picchiava la moglie non era considerato un uomo. Poi le cose sono cambiate per fortuna anche se ci sono ancora troppi casi di violenze domestiche.
      Ultimamente poi, con tutto quello che si può vedere anche sul web, hanno addirittura chiuso un sito perchè un imam o pseudo tale spiegava come e perchè si deve picchiare la moglie, le menti già non proprio sane finiscono col bacarsi del tutto.
      Per le figlie che si abbandonano ad un amore malato... altro bel discorso!
      Forse non è stato loro insegnato o non hanno recepito cosa significa la parola rispetto. Forse sono convinte di cambiare il partner e renderlo diverso.
      Non so.. spero di non trovarmi mai in un caso del genere con la figlia.
      Ciao stella! Bacio a te!

      Elimina
    2. L'ho letto in vari commenti sparsi sul web, non nel tuo post direttamente. Pensa che io conosco i genitori di uno dei ragazzi che tempo fa picchiarono un poveretto sul bus perchè creduto omosessuale..ora io non so se l'abbiano viziato o meno, può essere che siano stati deboli, non so..ma posso dirti che sono due persone tranquille e oneste. La fonte di tanta violenza e stupidità l'ha trovata altrove. Stessa cosa per i genitori di un ragazzo arrestato per spaccio. Che poi anche un'educazione molto rigida può avere effetti distorsivi e provocare rabbia nell'adolescente..io credo che ci voglia tanto culo oltre alla volontà di educare! E spero davvero di non dovermi trovare un giorno al posto di uno di questi genitori..

      Elimina
    3. Hai pienamente ragione Malù! Culo!!! La cosa che serve di più nella vita.
      Tu te lo faai quadrato per educare bene i figli e poi loro incontrano cattive compagnie e può succedere che non riescano a liberarsene.
      Ci sono anche ragazze che si prostituiscono per la ricarica del cellulare eh.. non solo maschi!

      L'educazione dovrebbe anche comprendere una buona dose di dialogo, di sincerità, apertura mentale, voglia di capirsi e magari anche accettare che il figlio o il genitore la pensi diversamente.
      Certo che non è semplice con la vita frenetica e i mille impegni però bisogna riuscirci.... e tenere le dita incrociate appunto contro le cattive amicizie

      Elimina
    4. Sì infatti..la realtà è sempre troppo complessa per generalizzare..

      Elimina
    5. Purtroppo si. La faccenda non è semplice. Se partiamo dal principio che nessuno è perfetto né genitori né figli....
      Però resto dell'idea cheinsegnare il rispetto e ad accettare un no si può
      Bacio

      Elimina