lunedì 18 luglio 2016

Riflessioni durante la lettura









Nel suo libro “Con parole precise, breviario di scrittura civile” Gianrico Carofiglio scrive che le parole sono l'essenza della vita.
Usate da tutti per comunicare e scrivere non sempre sono però usate con sapienza. A volte sono vuote. Sterili. Vedi il discorso di certi politici. Quasi tutti, diciamo.
Usate giustamente invece sapranno dire il “tutto” perché diventeranno espressione scenica del pensiero e delle idee di chi parla o scrive. Anche della sua fantasia se si tratta di scrittore.
Devono quindi essere giuste, veritiere perché solo dietro alla loro ”giustezza” (parola di Carofiglio) e verità renderanno chiaro il concetto senza deridere e/o comportarsi come imbonitore da piazza.
Che poi con parole giuste e veritiere, Carofiglio prendendo spunto da Leopardi e dal suo Zibaldone intende dire “evitare la trascuratezza, l'approssimazione”.

E a me, quest'immagine è piaciuta.
Mi sono immaginata queste parole con gli abiti di scena interpretare ognuna il suo esatto ruolo e tutte insieme dare forma e corpo alle mie idee.
Se qualcuna di loro sbagliava “passo” in questa danza virtuale la buttavano fuori. Via! Esclusa dal gruppo.

E' vero che in proposito devo ancora fare parecchia esperienza, che ancora faccio e ripeto errori però saperlo mi pare già buona cosa perché così so di dover rimediare.
Anche perché le parole sono miliardi ed ognuna ha la sua sfumatura.
Poi, possono essere usate in mille modi diversi. Unite, separate, arricchite di aggettivi o trasformate in metafore.
Danno forza al pensiero. Lo rendono ricco, carismatico. Riempiono l'anima di emozione e fanno sentire parte di un tutto immenso.
Oppure al contrario lo impoveriscono rendendo un discorso o un romanzo una accozzaglia di lettere dell'alfabeto mescolate senza costrutto alcuno. Nè costrutto né significato. Vuoto, sempre. Attira babbei sovente.

Il problema umano è sempre solo quello di capire tutto questo. Di rendersi conto dell'importanza delle parole e di usarle con quella “giustezza” auspicabile da Carofiglio.

Quante volte però le usiamo a sproposito? Quante volte ci sfugge quel particolare termine e allora ne adoperiamo un altro, simile ma non uguale. Non intercambiabile per le varie sfumature?
Io.. noi... tutti... chi più e chi meno qualche errore lo commettiamo o lo abbiamo commesso e non è da escludere che ne commetteremo in futuro. Però, prendere atto di questo necessità è già qualcosa vero?
Myrtilla


13 commenti:

  1. Patri sfondi una porta aperta! Io ho una sorta di venerazione per la nostra lingua e ritengo che lo studio della stessa non sarà mai tanto approfondito per renderla parte di sé. E' come se sentissi la nescessità ogni volta di crescere e apprendere ancora! E così come tu stessa ammetti, ci saranno sempre degli errori comprensibilmente commessi dall'inesperienza, benvenga partire dalla presa di coscienza di essi non può che portarci a migliorare! Concordo! :)

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    1. Ciao Robi, anch'io venero la nostra lingua, così ricca di sfaccettature, così musicale eppure ruvidi a volte.
      Parlarla perfettamente credo sia da pochissimi ma parlare (e scrivere un buon italiano, credo sia possibile. Certo ci vuol impegno e magari l'aiuto di aque bel librone sconosciuto a molti che si chiama vocabolario.
      Usarlo per scrivere correttamente o anche solo per togliersi un dubbio non è assolutamente peccato mortale ma fallo capire a certe persone :)

      Lo stesso si può dire per l0uso di aalcune parole un po' fuori moda che in ceti discorsi vengono buttate lì, a casaccio, come se servissero a far assaporare la propria cultura ricca e corposa e invece assomiglia più a quel vino che è irrancidito e non si può bere.

      Umità! Ci vuole umiltà anche in questo. Non siamo tutti docenti e non potremo mai sapere tutto ma darci da fare per arrivarci quasi vicino, sì!

      ps curiosità per farti ridere. Sai come certi piemontesi chiamano in uno pseudo dialetto il vocabolario? La vaca 'd balari... la vacca di Ballario :))) Che matti!

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  2. Cara Patrizia, io passo per augurarti una serena e felice settimana, con un forte abbraccio e un sorriso:) Tomaso

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  3. Che bella riflessione. Grazie
    sinforosa

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  4. Le parole sono fili tessuti nella mente e nel cuore di chi le usa per esprimersi: una poesia, un racconto, una riflessione sono come indumenti che calziamo al nostro pensiero e... se lo vogliamo compreso da altri, dobbiamo tesserlo e cucirlo di misura adatta anche ad altri, magari una contaminazione tra il nostro gusto e quello che conosciamo degli altri cui ci rivolgiamo. Un po' come un regalo, il regalo della nostra intimità emotiva e mentale, perciò per scrivere bene bisogna conoscere se stessi e gli altri.... Un bacio Patricia: riesci spesso a stimolare riflessioni interessanti!

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    1. Ciao Sfinge.
      Il libro di Carofiglio ce l'ha principalmente con il linguaggio burocratico e legislativo ma dice che il discorso è valido anche in letteratura.
      In un libro bisogna togliere il superfluo ma quando una legge o una sentenza o un'arringa è composta da una frase di 300 parole,senza mai un punto o una virgola, piena di riferimenti a leggi, di sigle e di parole ormai desuete non va bene. È comprensibile a malapena agli addetti ai lavori quando invece dovrebbe esserlo per tutti.
      Io non discuto il linguaggio burocratico perche non ne so nulla anche se gli esempi che porta sono chiarissimi nel loro modo di essere incomprensibili, ritengo però che in un colloquiare "normale" o in un romanzo sia inutile fare sfoggio di grande sapienza se poi non si conosce il significato di un vocabolo.
      E conoscere alla perfezione una lingua bellissima ma impegnativa come la nostra non è da tutti.
      Io sono la prima ad ammettere di non conoscerla troppo. Non come vorrei.
      Si può lavorare su questo però, quello sì,in modo da riucire ad essere semplici e comprensibili a tanti.
      Ciao ricambio il bacio

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    2. Ho dimenticato un aggettivo, Sfinge.
      Semplici, comprensibili ma anche eleganti

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  5. Che bell'articolo, questo, Patricia! Che verità essenziale, che gioia, che senso di compiutezza immensa... Ecco, questi sono i post che vorre conservare per sempre, per leggerli e rileggerli.
    Tutti dovrebbero leggere questo post, tutti quelli che come me e te amano le lettere e la forma che le parole riescono a dare alla vita...

    Straordinaria te! STRAORDINARIA

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    1. Troppo buona, stella!
      Le parole sono i nostri sogni che prendono corpo, vita.
      Bisogna saperle rspettare però perchè da sogni non diventino incubo
      Bacione!

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  6. Bellissimo post, Patricia!
    E la nostra bella lingua sempre più bistrattata!

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    1. Ciao Fede, già... bistrattata e presa a calci nel didietro...
      quando vedi h dove non dovrebbero esserci, non le trovi dove servirebbero o quando senti usare il congiuntivo al posto del condizionale.... brrrrr.... vidi!!!!

      Grazie!

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