lunedì 8 agosto 2016

8 agosto 2016



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8 agosto 2016
Ore 5.20 sveglia. Caffè, sigaretta, altro caffè
Ore 6.20 partono, entrambi per Torino ma il padre si ferma al Lingotto e va a lavorare; la figlia scende a Porta nuova  e cambia treno.
Ore 8.04 sms sono sul Freccia Rossa per Milano
Ore 9.24 sms sono sul Freccia Rossa per Venezia Mestre
Ore.......

Destinazione finale Udine. Le sue vacanze. Vuol visitare Udine e poi vedersi Trieste, Pordenone Gorizia.... se dovessi scommettere che già che è lì, si fa un giretto oltre frontiera... naaaaaa! Vincere facile non è così divertente. :)


E io son qui, disfo il suo letto, pulisco e mi chiedo come sia mai possibile essere in quattro e sentirsi soli, ognuno a suo modo, perchè manca un membro della famiglia.
E notare che è appena partita! Sarà più dura stasera, soltanto noi tre.

Mi chiedo anche perchè i genitori devono essere così "fessi" e vivere per i figli.
Chi di figli non ne ha mi ha detto che è sbagliato e non si deve fare.
Chi invece ne ha mi ha detto che è sbagliato e non si dovrebbe fare ma...
Perchè quel ma è sempre lì, a portata d'occhio.

D'altronde, pensiamoci sopra  un momento.

Quell'esserino tanto desiderato e amato già prima del concepimento, quello che abbiamo cullato in pancia e fuori, coccolato e sgridato, col quale abbiamo riso o ci siamo arrabbiati è cresciuto. Questo lo sappiamo benissimo.
Ormai lavora, ha una certa indipendenza, soprattutto ha quasi 27 anni e deve farsi la sua vita.

Giusto! Deve essere così. Non possiamo obbligare i figli a vivere la nostra vita ma spronarli a vivere la loro.

E che ci mancano già, appena partiti di casa, non glielo diremo mai.
Un po' per non sentirsi dire mammaaaaa, ma mica vado sulla luna! e un po' perchè non è giusto farglielo pesare.

Che viaggino, si divertano, si godano le loro meritate ferie.

Certo però che è in questi momenti che capisci cosa sono i figli per un genitore.
Il bastone della vecchiaia, si dice in Piemonte e una volta intendevano quelli che ci guarderanno quando saremo vecchi e più rimba di ora.

Io però lo intendo in un altro senso.
Sono sì il bastone della nostra vecchiaia, lo saranno quando saremo vecchi,  ma ora come ora sono il pilone portante della nostra vita.
Sono lo stimolo a mantenersi vivi e giovani per cercare di capire gusti diversi dai nostri. Modi di vivere diversi. Per cercare di stare al passo col mondo che cambia.
Sono la nostra forza per affrontare giorno dopo giorno una vita non sempre facile ma che loro ci rallegrano anche solo con la presenza. (Lasciamo perdere i casi problematici che purtroppo esistono)
Sono la rappresentazione del nostro essere nel futuro. Il nostro domani. Le loro riuscite saranno le nostre perchè li avremo aiutati ad imparare a lottare. Ad organizzarsi e guardare in faccia il mondo a testa alta, senza scendere a compromessi.
Sono il noi che si perpetua anche se le scelte potranno essere discordi. Non piacerci.

E devono essere liberi di fare, agire, viaggiare, scoprire. Al di là delle nostre paure.
Nessuno però ci tolga la facoltà di preoccuparci per loro. Nessuno ci tolga il diritto di sentirne la mancanza.
Siamo genitori o no?
Patricia


ps tanto per.... è pure partita da sola, con uno zaino più grosso di lei in spalla.
Quanto all'organizzazione, niente da dire. Albergo, treno, itinerario suo personale dei monumenti da vedere, le città da visitare che nemmeno una guida turistica ahahahahahah

pps ah.. lunedì pomeriggio probabilmente non ci sentiremo. Sarò impegnata al... cinema...  Dopo 7 giorni a Bologna due anni fa, 7 tra Pisa, Livorno, Lucca, Pistoia lo scorso anno.... sempre circa due ore di fotografie da vedere.... :))

10 commenti:

  1. Non si smette mai di essere genitori...

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  2. Ti capisco. E l'età dei figli non conta, anzi forse le ansie aumentano col passare degli anni. Soltanto che credo di essere diversa. Di paure ne ho, tante, ma per sopravvivere il mio cervello si disconnette, smette di pensare a pericoli, problemi e cose varie e si concentra su altro o comunque pensa in positivo. Forse potrò sembrare una madre poco attenta e premurosa, ma credo sia l'unica maniera per non impazzire, viene spontaneo. La Nina è fuori con gli scout...
    Ti abbraccio
    Francesca

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  3. Francesca anch'io sai. Stamattina ho buttato all'ria la sua stanza. Tendoni, lenzuola.... preparato il pollo per cena... ne ho fatte per non pensare
    Non si tratta di essere poco attente ma di sopravvivenza!
    Bacio

    Ps pensa quando esce la sera... e noi non abitiamo in città

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    1. E ti credo. Anche noi non abitiamo in città... Quando penso a quello che dovrò passare... mi dico che cambierò casa.
      Ti dico soltanto che ci sono volte che il cervello non si scollega... allora sì che i pensieri si fanno tremendi... e ha soltanto 11 anni. Allora anche lasciarla davanti alla palestra mi fa stare in ansia.
      Ti abbraccio forte forte
      Francesca

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  4. Ma guarda te se riesco a rispondere sotto ai commenti... uff!
    Esatto Francesca. devi tenerti tutto per te ma con i tempi che corrono e i pazzi che ci sono in giro la paura e i pensieri ci sono sempre.
    Prende l'auto del padre ed esce. E giustamente! Ci mancherebbe altro. Lo faccia visto che io non ho mai potuto prima di avere il fidanzato ed uscire con lui
    Però fino a quando non è a casa.... tranquillità è morta.
    Adesso è a Udine, lei e il suo zainone in spalla.
    Beata gioventù.
    Almeno che si diverta.

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  5. Chi non ha figli non può capire cosa vuol dire aspettare il rientro di un figlio, per una serata o un viaggio come nel tuo caso ... le ore di sonno perse nell'attesa di sentire la chiave girare nella serratura della porta ...
    Ricordo bene quando ero ragazzetta, ed erano altri tempi, il fastidio che provavo nell'ascoltare tutte le raccomandazioni, che inevitabilmente ora riverso sul figlio.
    E' che vorremmo sempre averli al sicuro nella pancia, ma crescono e devono avere le loro esperienze, anche negative per poter "crescere"

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    1. Annalisa, li ricorda anche io! E ogni volta erano sbuffate mie alle raccomandazioni dei genitori.
      Oggi si sono invertiti i ruoli. E' la vita che va avanti.
      Aspettare il loro rientro.. guardare l'orologio in continuazione, i cellulare vicino vicino e il libro in mano...
      provare per credere! :)

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  6. Quanto ti capisco...il mio ragazzo è in America per studiare...ed io guardo la sua camera e sento il vuoto...però sono anche felice per la sua vita...Bisogna lasciarli andare.
    però abbiamo anche il diritto di dire che ci mancano,Da morire!
    Un abbraccio

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    1. L'America è ancora più lontana :)) immagino cosa tu possa provare.
      Certo che bisogna essere felici per loro. Bisogna anche spronarli a lasciare anche temporaneamente il nido perchè il mondo è soprattutto fuori. Quello che c'è in casa è solo una parte infinitesimale.
      Non bisogna assollutamente ostacolarli. Piuttosto morire dentro ma permettere loro di vivere la loro vita.
      Sul fatto che manchino... lasciamo perdere :)))

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