giovedì 25 agosto 2016

C'è il giorno


C’è il giorno del prima e quello del dopo. Ci sarebbe anche quello in mezzo ma non si ha tempo a viverlo. Troppo terrore, troppa paura. Troppo dolore.
Il giorno del prima è quello che al momento ci sembrava anche solo passabile ma a distanza diventa meraviglioso perché ci riporta in un mondo nostro dove tutto era al suo posto o quasi.
Il giorno del dopo è quello invece in cui tutto è sottosopra, a soqquadro. Dove ci si senti violati nella propria intimità di persona… dove ci si sente privati anche del respiro sociale, quello della nostra casa, degli amici, le cene insieme, le serate a discutere su cosa vedere in tivù.
E’ il giorno in cui esplode quella disperazione rabbiosa perché ormai ci si rende conto della situazione. Perchè ormai, a botta fredda, si capisce che cosa si è perso non tornerà più.
E non parlo solo delle persone o della casa. Dei ricordi. Parlo della propria serenità interiore. Di quella stabilità che ci si era costruita in tanti anni e che improvvisamente l’ira del territorio e l’incuria degli uomini hanno distrutto, ridotto in macerie come le abitazioni.
E’ il giorno in cui non si vogliono sentire promesse che si sa già non verranno mantenute. Pietà che puzza di falsità lontano un miglio.
E’ il giorno in cui si ha bisogno di una mano. Di un aiuto anche silenzioso ma reale. Per cercare, portare in salvo… tentare di ricostruire dentro di noi e intorno a noi. Non le case perché per quelle ci vorrà tempo. Ma la nostra esistenza fatta di routine e sicurezze.
Che dire altro?
Avrei voluto scrivere degli sciacalli, di quei bastardi, tutti insieme, che approfittano delle disgrazie altrui per farsi belli, popolari… magari anche far soldi ma non scrivo niente a proposito. Ha già detto tutto e meglio di me Sfinge su questo POST

Myrtilla

14 commenti:

  1. Oggi è il giorno del pianto, interrotto dal ritrovamento di qualcuno ancora vivo, le polemiche oggi non servono a niente.....

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    1. Sulle polemiche hai perfettamente ragione ma non si potranno mai evitare perchè ci saràsempre qualcuno che sapŕà far le cose meglio.
      Sulle lacrime dipende. Per chi è capace a piangere sì. Per chi come me non piange la disperazione si sfoga in rabbia. Contro il destino, il fato, gli dei, Dio o chi vuoi tu.
      Ciao Verbena, buona notte

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    2. Io non ho voluto dire di evitare le polemiche, ma davanti ai morti ieri era il giorno del pianto e del rispetto, la rabbia è in tutti noi è ovvio. Ciao

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    3. Di fronte alle vittime,morte e vive perche anche chi è sopravvissuto è vittima, il rispetto non deve mai mancare,soprattutto da parte dei rappresentanti delle istituzioni.
      Per il piantote l'ho detto. Io non ci riesco a piangere fisicamente. Sto male diversamente ma piangere no! Non escono lacrime dai miei occhi

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    1. Grazie Sinforosa. Ognuno ha il suo modo di sfogare il dolore

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  3. I vigliacchi approfittano sempre delle disgrazie degli altri, aggiungendo strazio e dolore ad altro strazio e dolore.
    Come scrive Verbena, oggi è il giorno del pianto e della speranza di trovare qualcuno ancora vivo, non c'è spazio per le speculazione. Oggi è il giorno del rispetto!
    Un abbraccio

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    1. Il giorno del rispetto non dovrebbe essere solo oggi ma sempre. La speranza non dovrebbe mai morire anche se spesso viene delusa.
      Le speculazioni nondovrebero esistere in questi casi ma invece sono all'ordine del giorno
      Ciao e buonanotte

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  4. Brava Patricia. Non aggiungo altro, mi hai tolto le parole di bocca.

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  5. Da quando mi ricordo io, ogni volta che c'è stata una catastrofe è stata subito strumentalizzata in senso politico. Da qualche anno sono state utilizzate anche come vetrina mediatica. Squallore.

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    1. Sì, squallore puro.tutte faccia di menta che usano il dolore altrui per mettersi in mostra.
      E ci fossero solo loro! Ho letto che il terremoto è una punizione divina perchè abbiamo s elto le unioni cibili (firmato da un sedicente gruppo cristiano che e tanto cristiano da provare odio verso chi la pensa diversamente. Ma guarda un po')
      E poi, a nome di non so più chi è stato detto che la colpa è degli immigrati che arrivano coi barconi
      Squallido? Peggio!

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  6. Sono con te Patricia! Non ho parole per quello che è successo! Mi è tornato alla mente il terremoto che scosse nel 2012 in Emilia Romagna, che si sentì anche a Mantova dove vivo io! Un abbraccio!❤

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    1. Ciao Vanessa, bentornata dalle vacanze!
      Purtroppo i fatti di questi giorni sono terribili. Il dolore è tanto e la fine... si vedrà
      Bacio

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