venerdì 12 agosto 2016

Il giovane Holden


Il giovane Holden
di J. D. Salinger
Einaudi (2008)



Tre giorni di forzata libertà dopo l'ennesima espulsione da una scuola. Libertà dettata dalla mancanza di voglia di confessarlo ai genitori.
In questi tre giorni, Holden Caufield vive mille incontri alla ricerca di qualcosa ma soprattutto di se stesso.

E' un giovane, un minorenne che naviga a vista nella sua sconfinata confusione. Odia le regole e quelle che ritiene essere convenienze che non fanno per lui; un adolescente che tale non vuole essere ma adulto non è ancora.
Non sa cosa fare della sua vita e del suo domani e in contorti ragionamenti a volte infantili si perde restando spaesato e incapace di comprendere.

E' un personaggio quanto mai attuale perché il disagio giovanile è ancora forte. Oggi alcuni ragazzi cadono nella rete della droga o dell'anoressia. Lui in fantasie strane che costantemente ingigantiscono la sua ribellione e le sue insofferenze. La sua rabbia Contro cosa? E chi lo sa.

Durante questi tre giorni gli incontri che fa non lo aiutano ma aumentano la sua confusione interiore. Cerca persone intelligenti per fare discorsi intelligenti ma cosa significhi l'aggettivo intelligente è un mistero anche per lui. Forse solo quello che piace a lui lo è. E non sempre.
Sembra un disadattato ma più  che altro è solo insicuro e per questo ce l'ha con tutto il mondo. E' schifato da tutto e rabbioso contro tutto. Non sta bene in nessun posto e cerca uno shangri-là che potrebbe trovare solo in se stesso se avesse voglia di cercarlo. Come in fondo facciamo tutti prima o poi. Per Holden il poi però deve ancora arrivare.

Leggendo questo libro, seppur datato, sembra di leggerne uno scritto ai giorni nostri.
Sia la prosa che la vicenda sono molto attuali. Il modo di parlare di Holden lo è anche se a differenza del slang giovanile odierno è privo di parolacce.
Salinger è scrittore di ieri e di oggi, abilissimo a mettere il dito nella piaga di un disagio profondo comune a tutte le epoche.
Non credo che lo rileggerò però devo dire che mi è piaciuto. 
 
Non credo che lo rileggerò però devo dire che mi è piaciuto.
E' una pietra di paragone tra il passato e l'oggi. Nell'adolescenza i problemi c'erano e ci sono ancora. E continueranno.
Myrtilla
 

12 commenti:

  1. Cara Patrizia, vedo che stai leggendo un bellissimo libro, il tuo tempo passerà così più in fretta, e arriverà il fine settimana, che io auguro ha te con tutto il cuore.
    Ciao con un abbraccio e un sorriso:) Tomaso

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    1. Sì, Tomaso, è davvero un bel libro!
      Smack!!!!!!!!

      ps stasera il marito è in ferie.. evvaiiiii si dormeeeeeeeeeeee!

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  2. Questo è uno dei libri che ho nella lista di quelli che mi piacerebbe leggere e grazie al tuo post mi è venuta ancora più voglia

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    1. Ciao stella.
      Ti confesso che ci pensavo già da un po' a questo libro poi ne ho letto su un blog, la figlia mi ha passato l'ebook e... ho "dovuto" leggerlo per foorza ahahahahah
      Sai che sacrificio! ahahahahhahaha
      E' bello davvero. Attuale senz'altro. I problemi della gioventù degli anni 50 del secolo scorso non sono poi tanto diversi da quelli della gioventù di oggi...

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  3. Molto attuale hai ragione.
    Saluti a presto.

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  4. Molto bello, è il classico testo che considero di tipo generazionale. Ci son cose che vanno lette in gioventù, ci si identifica meglio. Lo lessi da ragazzo con veramente tanto piacere. Hai fatto bene a parlarne.

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    1. Scusa il ritardo... problemi di connessione
      Sì,un bel libro. Attualissimo anche se forse andava letto qualche anno fa enon ora che... insomma..l'adolescenza è finita proprio solo da 5/6 ... minuti😆

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  5. bello, rappresentativo ma non quel capolavoro che alcuni critici vogliono farci credede, a mio parere, esprime molto bene le ansie i disagi generazionali che tutti noi abbiamo creduto essere nostri e basta ma che sono eterni

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    1. Infatti Flo ho scritto che probabilmente non lo rileggerò
      Le ansie e i disagi giovanili comuni a tutti sonodescritti in modo realistico e bene.

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  6. Anche a me è piaciuto, neanch'io credo che ritorni a leggerlo.

    podi-.

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    1. Bene, Carlos, allora non sono l'unica.
      Bel libro ma dopo averlo finito non ne ho sentito troppo la mancanza. Ci sono altri libri invece che, quando li finisci, ti senti quasi orfana. Non questo.
      Ciaoooo

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