mercoledì 12 ottobre 2016

Le scale

Coricata accanto al marito che russava rumorosamente, era in attesa.
Tra poco sarebbe nuovamente successo.
Ogni sera o quasi, sempre alla stessa ora. Aveva paura ma non poteva parlarne con nessuno. L'avrebbero presa per pazza.
La prima volta che era successo aveva svegliato lui ed erano scesi entrambi, impauriti ma assieme per farsi coraggio l'uno l'altro.
Passi su per le scale  e in corridoio.. ladri avevano pensato. Non c'era nessuno. Niente fuori posto. Porta chiusa, tutto in ordine... solo il cane che uggiolava ma anche fuori tutto come sempre.
"Te lo sei sognato" le aveva risposto irritato. Ma lei era sveglia e leggeva. Per di più leggeva un libro di Smith, un romanzo ambientato in Sudafrica. Non un horror.
La notte successiva si era ripetuto tutto. I passi, lo svegliare il marito, il suo nervosismo per il sonno interrotto per nulla.
"Smettila di leggere quei libri che poi fai impazzire me! O prenditi un sonnifero"
Così, nelle notti seguenti era rimasta immobile nel letto ad ascoltare quei rumori inquietanti, incapace quasi di respirare.
Poi, improvvisamente, le era venuta un'idea strampalata. Si stava preparando a fare le tagliatelle quando il pacchetto della farina le era caduto.
Si era seduta  un secondo guardando la polvere bianca sparsa a terra. L'idea era davvero folle ma poteva provare. Al limite se non avesse risolto niente come era probabile avrebbe preso davvero quel sonnifero.
Scopa e paletta e aveva  raccolto la farina mettendola in un secchio. Le sarebbe di nuovo servita.
Quella sera, aveva atteso che il marito andasse nel bagno a fianco della camera da letto e poi velocemente aveva sporcato le scale con la farina recuperata.
Ora era  in attesa tremante nel letto. Il tempo sembrava essersi fermato. Era lì, immobile come se non esistesse. O come un fermo immagine.
D'improvviso, il cane...il suo uggiolio... e quei passi...  pesanti, ben calcati sugli scalini.... Poi in corridoio, oltre la loro camera
Avrebbe voluto scendere, andare a vedere ma le gambe non reagivano. Erano come bloccate. Attese. Cosa, non avrebbe saputo dirlo.
Si era appena assopita quando suonò la sveglia. Il marito si alzò, si stirò ed aprì la porta della stanza.
"Oh, porca...
"Che è successo?
"Credo... credo che abbiamo avuto ospiti stanotte....
Si alzò tremante, Sul pavimento del corridoio si vedevano chiaramente impronte infarinate di scarpe. Scarpe da uomo.
Myrtilla


                     https://pixabay.com/en/stairs-old-wood-brown-staircase-932168/

16 commenti:

  1. bello ..molto bello ..da paura ..quando lo leggi sembra che stai lì nel letto sentendo i rumori ,..
    bravissima
    un abbraccio
    P.s. non hai mai pensato di metter tutti 'sti racconti brevi in un libro , magari te lo stampi da te ...e noi del web sicuramente lo prenderemo.. ed anche molti altre persone ..magari lo porti in giro da te nelle librerie li della zona .. sarebbe una bella soddisfazione e magari(sicuramente) diventi famosa ...e noi potremo dire ; l'abbiamo letta ed apprezzata .molto prima ^_^ veramente ..pensaci :X

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    1. Me ne hanno già parlato Tissi. Prima o poi magari mi deciderò.
      Grazie e un abbraccio

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  2. E poi? Non puoi lasciarmi così .. però bello, l'ho letto tutto d'un fiato. Brava Patricia, è sempre un piacere leggerti.
    Felice giornata.
    Marina

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    1. Bello, bello. E poi...? e poi lei disse "stai scherzando? io non vedo niente, devi prenderti il sonnifero!"

      podi-.

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    2. Marina, ahhahaha e poi... poii se vuoi credere ai fantasmi...
      Bacio!

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    3. bravo Carlos! Occhio per occhio ahhahhahahaha

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  3. Cara Patrizia, ripeto pure io! Bello bello tutto va con un sorriso:)
    Ciao e buona giornata, con un abbraccio e un sorriso:) sorridere fa bene!
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, grazie Sei sempre gentilissimo.
      Bacio!

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  4. Letto tutto d'un fiato, mi ha ricordato quei tuoi racconti sulle masche.

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    1. Ciao Nick.
      Diciamo che mi è tornato in mente un racconto di una vecchia conoscente e ci ho lavorato unpo0' sopra.
      La tradizione piemontese delle masche c'è nel racconto. Poi, ognuno è libero di crederci o no :)

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    2. Mi intrufolo per dire che la Pat mi ha ricordato una fonte illustre: la leggenda di Tristano e Isotta (colpa di studi di filologia romanza XD), episodio del "fior di farina" :D Anche se in quel caso il tranello ero ordito per scoprire il tradimento :D
      Carinissimo il tuo racconto! ^^

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    3. Filolo che???? :)
      Scusa Glò ma devo andare a vedere cos'è la filologia.
      Mai fatto studi classici... ehm..mai studiato molto a dire la verità :))

      Come ho detto a Nick, mi è tornata in mente una vecchia storia che mi raccontavano quando ero ragazzina e che spacciavano per vera. La farina era sparsa sulle scale e al mattino si vedevano queste impronte di scarpe mescolate ad alcune orme di capra. Le masche piemontesi forse? Mah...
      Grazie e ciaooooo

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  5. Ecco, così i mariti imparano a non dire più " te lo sei sognato " alle mogli.
    Bel racconto!

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    1. Ciao Sciarada :)
      Eh, sì! Ma forse a loro è meglio non raccontarle nemmeno queste cose ahahahahahah

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  6. Fantastica Patricia!!!!!! Adoro questo tipo di racconti!!!!

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    1. Grazie!
      Lo so che ti piacciono. Ne scrivi anche dei belli!

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