mercoledì 9 novembre 2016

Norwegian wood - Tokio blues

Norwegian Wood - Tokio blues
di Haruki Murakami
Feltrinelli (2008)


Sono giunta a questo libro dopo aver letto KAFKA SULLA SPIAGGIA e mi ha spiazzato.

L'atmosfera onirica e surreale di Kafka qui non c'è.

Questo è un libro molto più intimistico, più profondo. E' quello che io chiamo scavo nella propria intimità. In questo caso in quella passata dell'adolescenza visto che Murakami adolescente non è più.
E' una storia di ricordi che provengono da un periodo difficile per il protagonista: un amore non semplice da affrontare, uno nuovo che sta nascendo ma  che fa paura in un certo senso, le contestazioni  studentesche all'università, amici non proprio perfetti.
In questo bailamme di cose e sentimenti e di accadimenti  e incontri vari, Toru Watanabe diventa adulto. Contento di diventarlo e suo malgrado. Lasciare l'età dell'irresponsabilità è doloroso e al contempo piacevole.
Ma la vita è questa. Prendere o lasciare e sono già troppi quelli che conosce e che hanno "lasciato", che si sono arresi.
Toru, nonostante tutto, è più forte e non lo farà.
Due incontri poi lo segnaranno per sempre. L'incontro con due donne che lo aiuteranno ad affrontare una grave perdita e a diventare un uomo nuovo.
Incontri importanti quindi, capitati per caso ma utili alla sua crescita personale, al passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
Due donne con un passato triste e doloroso alle spalle ma che riescono comunque ad affrontare la vita. Una solo alla fine del libro, l'altra già dal primo incontro.

Un libro affascinante e coinvolgente. Pieno di amore. Quello doloroso e impossibile e quello più solare e possibile. Quello che sconvolge il sistema nervoso con la paura e le rinunce e l'attesa e quello che sconvolge i sensi con la vicinanza tangibile.

Un romanzo che in fondo parla di solitudine, quella interiore, cercata, voluta ma a volte odiata e quella subita a causa di una malattia.

C'è una cosa che mi stupsce molto in questo romanzo. Non sono riuscita a trovare antipatico e ad odiare neanche l'amico di Toru, Nagasawa, anche se il suo comportamento maschilista e da rubacuori porterà male alla sua fidanzata.
Beh.. nemmeno lui sono riuscita ad odiare. Non so perchè.
Forse perchè i personaggi di Murakami sono autentici? Umani nei pregi e  nei difetti? Nelle fragilità come nei punti di forza?

E che dire di Naoko, Midori, Reiko, Mitsumi per quel poco che appare?
Tutti personaggi femminili dotati di grande profondità. Fragili Naoko e Mitsumi, più forti Midori e Reiko. Tutte però ugualmente grandi e uniche.

Bellissimo libro d'amore, di sesso ma non solo, come  ho detto. Nella prosa di Murakami si legge molto di più e di più importante. Si legge la vita autentica, reale.
Myrtilla










21 commenti:

  1. Interessante e appassionata recensione! [Ti ho detto già che sai scrivere?]
    Dopo quest'ennesimo post penso che sul tuo biglietto da visita, puoi aggiungere senz'altro blogger/mitragliera
    Buona giornata, Pat.
    .
    .
    .
    .
    .
    ^____*

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    1. Non importa se me lo hai già detto :) Tu fa finta che io non abbia memoria :) :)
      Qualcuno mi chiama prezzemolo perchè sono infilata dovunque; poi blogger mitraglietta ora blogger mitragliera.
      Ma lo sai che io mica mi offendo? Anzi! :) Mi piace!
      Ciao e buona giornata a te!

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    2. > Ma lo sai che io mica mi offendo?

      Infatti. io non l'ho detto per offenderti, ma per scherzare com'è mia consuetudine.
      Buona serata, blogger-mitraglietta
      .
      .
      .
      ^___*

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    3. Leggendo i tuoi post lo avevo capito 😊 e poi,sinceramente se non scherziamo un po' guai! Dobbiamo mica essere sempre seri 😚

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  2. ogni volta che leggo le tue recensioni su Murakami mi viene voglia di leggerlo, poi prendo in mano il libro ma non ce la faccio proprio........
    Brava Patty

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    1. Questo libro Flo è completamente diverso da Kafka. E' un'introspezione attraverso ricordi del passato di un giovane uomo. E' stupendo!
      Graazie e buon pomeriggio

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  3. Ciao e buona giornata cara Patrizia.
    Tomaso

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  4. Ho letto il libro, l'unico commento in merito è questo: bello, bello, bello.
    Lo consiglio a chi non ha paura di scavare nella propria intimità.Ottima recensione!
    Un abbraccio

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    1. Brava Ofelia! Hai perfettamente ragione. Il viaggio dentro di sè che fa il protagonista attraverso i ricordi è un viaggio che chiunque di noi può fare. O magari ha anche fatto soffrendo più che divertendosi. Ma anche questa è crescita personale.
      Bacio

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  5. Anch'io l'ho letto e per la stessa ragione che l'hai fatto tu: prima avevo letto "Kafka sulla spiaggia". Non ho un buon ricordo, non mi è piaciuto molto e lo ricordo confusamente.

    Ma debbo dire che questo libro mi ha datto un altro che si mi è piaciuto: "il giovane Holden", che il protagonista leggeva nella sua stanza che condivideva con altri studenti.
    Anche ricordo che pure Toro leggi in un altro momento "la montagna incantata" di Thomas Mann, un capolavoro senza dubbio.

    Due grandi libri ma il proprio Tokio Blues al mio avviso no...

    podi-.

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    1. Ciao Carlos, su qualcosa non siamo d'accordo allora ahhahahaha+niente di male però :)
      Ecco io ho oetto e non rileggerò Il giovane Holden. Bello sì ma non mi ha fatto impazzire.
      Di Mann ho adorato I Buddenbrock ma il libro che dici tu non l'ho ancora letto.
      Tokio blues invece mi è piaciuto parecchio anche se completamente da Kafka sulla spiaggia.
      Adesso di Murakami ho ancora Dance dance dance.

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  6. Sento sempre parlare molto bene nella blogosfera di Murakami. Forse un giorno gli concederò una possibilità.

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    1. Ah... io non c'entro. Tutta colpa di Glò! ahahahahhaahha
      Scherzi a parte ho fatto bene a darle retta. A lei e ad un'altra blogger che ne avevano parlato. Forse Luz.

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  7. L'unico libro di Murakami che ho letto fino ad ora. Mi ritrovo nella tua recensione.


    PS: uno dei racconti di "Insieme Raccontiamo" è finito sulla pagina "Vanity Social" di Vanity Fair!
    Abbraccio e buona serata.

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    1. Io mi sono ritrovata spiazzata per un momento dopo aver letto Kafka sulla spiaggia. Sinceramente mi aspettavo altro però... non sono stata affatto delusa. :)

      Ho letto! Bravissima! Hai fatto bene!
      Bacio

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    2. Io l'ho trovato splendido nella sua oscurità. Allo stesso tempo sento la necessità di far passare del tempo prima di prendere in mano nuovamente un suo romanzo.
      L'hai letto su Vanity? Mi fa piacere, ogni tanto capita che mi pubblichi il dir. Dini! Bacio.

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  8. Sono una grande fan di Murakami, e questo è uno dei suoi romanzi che ho amato di più. Anch'io ne avevo scritto una recensione sul blog. Grazie per le tue parole, il romanzo in effetti è molto toccante.

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    1. Allora vengo a cercare Cristina
      A me è piaciuto molto. L'ho trovato decisamente tenero per certi versi. La crescita di un ragazzo attraverso esperienze anche dolorose... la solitudine più cercata che forzata...
      eh.. i vent'anni!

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  9. Mi piace molto quello che hai scritto su questo libro, che per me ha rappresentato il primo incontro con Murakami.
    C'è un altro tema, cui probabilmente non hai accennato per evitare spoiler, che è legato a quella foresta rappresentata dall'autore e che quasi sicuramente corrisponde a un luogo reale (Aokigahara): non dico altro :P
    Molte altre tematiche torneranno nelle opere successive di Murakami, ad esempio la solitudine o le figure femminili assai complesse. Si tratta di un romanzo cui sono particolarmente affezionata *__*

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    1. Ciao Glò.
      La foresta in fondo può essere la metafora della vita. Come in Kafka rappresenta un passaggio: ad un'altra età, un'altra visione delle cose.. insomma una sorta di maturazione personale e intima.
      Rappresenta anche per me tutte le vicende che il fato ci fa incontrare, le difficoltà, le gioie le speranze.
      Sì,effettivamente le figure femminili sono complesse. Ognuna diversa. Un po' folle per non soffrire troppo Midori. Troppo chiusa e sofferente Naoko. Debole anche, poverina.
      Ma Reiko... che stupenda donna!

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