giovedì 3 novembre 2016

Ricordi di un tempo

Sono in ritardo rispetto alla festività dei Morti, il due novembre, ma in casa ne abbiamo parlato solo ieri
Portate pazienza! :)
Ieri sera, parlando appunto di queste ricorrenze, mio marito mi ha fatto una domanda difficile. Premetto che lui è della provincia di Alessandria ed io di quella di Asti, vicine ma distanti. " A casa vostra si usava fare...?"
Già! Perchè una trentina di chilometri possono essere distanze irraggiungibili se non ci  si vuole incontrare e astigiani e alessandrini sono un po' come pisani e livornesi.

Questa volta invece, l'incontro c'è stato.
Tra i ricordi di  Alex, il marito,  e quelli di mia mamma.

Entrambi hanno rammentato aneddoti raccontati dalle loro nonne su usanze delle festività di questi giorni.

La sera del primo novembre si cenava normalmente, il che vuol dire con quello che c'era, poco. Però, contrariamente alle altre sere non si poteva sparecchiare il tavolo.
Bisognava dare una passata alla tovaglia per togliere le briciole ma poi si rimetteva e si ripreparava il tavolo.  Chi era ricco, imbandiva una vera e propria cena. Chi non lo era come dalla parte di mio marito e dei miei, poneva sul tavolo un piatto di minestra e del  pane.
Era la cena per le anime che nella notte sarebbero tornate sulla terra. I defunti che tornavano a casa.
Poi, si andava a dormire con la raccomandazione di non alzarsi qualunque rumore si fosse sentito.

Naturalmente nonna Paulin-a a mio marito  e nonna Milia a mia mamma dicevano che quello che sul tavolo non c'era più era stato mangiato da queste anime di ritorno a casa per una notte.
Con la scarsità per non chiamarla mancanza di cibo che c'era... stento un po' a crederlo. Più facile pensare che tutto fosse tornato nella madia e sul camino.
La tradizione però... così raccontava.

In più, il giorno dei Morti, il 2 novembre, bisognava alzarsi presto presto al mattino, perchè bisognava lasciare il letto caldo a queste anime perchè si riposassero e fossero pronte a ritornare nell'aldilà.
Anhe in questo caso, era vietatissimo andare in camera da letto prima di mezzogiorno.

Valide per tutto l'inverno ma ancor di più in questo periodo, erano i "sospiri lamentosi" dei ciocchi di legno nel camino e le caldarroste che scoppiavano.

Quando un ciocco di legno nel camino sembrava soffiare, quasi gemere, erano i lamenti delle anime dei defunti che avevano bisogno di una preghiera particolare e quindi si recitava il rosario.
Per le castagne invece quelle che scoppiavano (perchè tagliate male prima di essere messe sul fuoco) non si potevano mangiare. Erano sempre manifestazioni di queste anime alla ricerca di una preghiera e quindi si recitava un altro rosario.

Credenze antiche, popolari, di un periodo in  cui il culto della famiglia comprnedeva sempre anche coloro che non c'erano più.
E poco importava che fossero morti magari da anni; se loro facevano in una determinata maniera chi sopravviveva doveva per forza di cose continuare nello stesso modo.

Solo con il passar degli anni, l'aumento dell'istruzione, la vita che cambiava perchè in molti erano andati a lavorare nelle fabbriche e  curavano l'orto solo al ritorno dal lavoro salariato, queste tradizioni si sono perse. Dapprima affievolite poi scomparse del tutto.
Lo scetticismo è diventato via via più importante delle tradizioni senza rendersi conto però che queste tradizioni una validità importante ce l'avevano.
Era un modo di onorare i defunti. Ma non solo. Misto di religiosità e superstizione, erano anche un'ancora di salvezza. Un qualcosa in cui credere.
Una boa in un mare di miseria.

Ecco! Ora vi ho raccontato qualcosina del mio Piemonte tradizionale e arcaico.

Per chi non è piemontese o comunque viene nè dall'astigiano nè dall'alessandrino,  una domanda.
Avete tradizioi simili? C'è qualcosa nel folclore del vostro paese e regione relativo alle festività del primo e del due novembre?
Avete voglia di raccontarcele?
Credetemi se vi dico che siamo in molti ad essere curiosi.
Un abbraccio
Myrtilla



           https://pixabay.com/en/ghosts-gespenter-spooky-horror-572038/


17 commenti:

  1. Ciao Pat, non sai quanto mi piace leggere di queste tradizioni di un tempo, grazie per aver condiviso con noi quelle delle vostre famiglie.
    Io adesso abito in Piemonte, ma vengo da Milano, e non ricordo di nessun tipo di rituale riguardo a questi giorni (e notti), salvo il recarsi al cimitero.
    Io adesso non faccio nemmeno quello, preferisco andarci in altri momenti.
    Un abbraccio. =)
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Dani.
      Credo che ci siano molte storie simili in Italus. Il problema e che forse ormai mancano i portatori di queste storie. Quei nonni o comunque avi che le conoscevano ma ora non ci sono più
      Recarsi alcimitero il giorno dei santi... una vita fa. Ora vado qualche giorno prima e così non incontro nessuno.tanto dei parenti non mi può interessare di meno.

      Elimina
  2. Cara Patrizia, passate queste due feste di ricordo dei nostri defunti, ora la vita continua, l'autunno qui sta facendo un tempo molto bello e i colori sono fantastici.
    Ciao e buona giornata con un sole per albero! come si usa dire!
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tomaso,sì, ora pensiamo ai vivi
      Bacio

      Elimina
  3. Che bel post che racconta di antiche tradizioni pregne di rispetto per i propri defunti coi quali il legame resta intatto anche dopo la morte!
    Lo sai che non so rispondere alla tua domanda finale? Io sono cresciuto in un'epoca dove, appunto, certe tradizioni - se c'erano, non so neppure se dalle mie parti si usassero - sono state cancellate. Ammetto che io non ho neppure l'abitudine di recarmi al cimitero il 2 novembre, probabilmente conseguenza proprio di un approccio troppo razionalista alla morte.
    Grazie per avermi fatto riflettere su questo mio vuoto nel legame "trascendente" coi defunti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho scritto a Dani sopra, una volta andavamo il primo novembre ma con mia nonna doveva essere così o scoppiava la terza guerra mondiale.
      Ora io vado qualche giorno prima tanto non ci trovo nessuno. Una lapide e basta. Non ho mai provato qualcosa chd mi facesse pensare a chi c'è sotto. Mio papà, ilpiccolo ce li ho nel cuore,non là
      Mio papà poiquest'anno non c'è nemmeno più perchè dopo 30 anni lo hanno tolto perciò...
      Se tu parli di vuoto che dovrei dire io? 😏
      Nonso come sia venuto fuori il discorso. è mio marito che ha iniziato e mia madre gli e andata dietro. sinceramente io non me ne ricordavo più
      Grazie a te! 😊

      Elimina
  4. Hello ! This is not spam! But just an invitation to join us on "Directory Blogspot" to make your blog in 200 Countries
    Register in comments: blog name; blog address; and country
    All entries will receive awards for your blog
    cordially
    Chris
    http://world-directory-sweetmelody.blogspot.com/

    Ciao! Questo non è spam! Ma solo un invito ad unirsi a noi su "Directory Blogspot" per rendere il vostro blog in 200 Paesi
    Registrati nei commenti: nome del blog; indirizzo del blog; e il paese
    Tutte le voci riceveranno premi per il tuo blog
    cordialmente
    Chris
    http://world-directory-sweetmelody.blogspot.com/

    RispondiElimina
  5. Mi è piaciuto molto di leggerti.
    Io, il giorno dei morti, poca cosa a dire. La gente va ai cimiteri e porta fiori ai suoi. So che anni fa il 2 novembre era una giornata anche festiva, lo stesso del 1 (ognissanti). Ma qui, tra la gente c'è un garbuglio. Il giorno dei morti si lavora e tutti dicono che l'uno novembre è il giorno dei morti (quando si può andare in cimitero poiché non si lavora).

    podi-.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Carlos.
      Diciamo che oggi come oggi anche questa festa chd dovrebbe essere di ricordo dei defunti e diventata la festa di chi vende i fiori.
      Io al cimitero vado una volta all'anno. Non ho bisogno di andare là per ricordarmi di mio papà o di altri
      Bacio

      Elimina
  6. Cavolo, devo chiedere a mia nonna che è di Orsara Bormida! Non conoscevo queste usanze! Io non ho ricordi e anche i miei non mi hanno mai raccontato niente in merito..ma sono d'accordo con te quando dici che, superstizione o meno, questi riti aiutano a credere, a sperare che qualcosa dei nostri cari ci rimanga sempre. E io penso sia proprio così. Siamo passati dalla superstizione più buia all'assenza di fede, intesa non tanto in senso religioso ma semplicemente spirituale. Ieri ho acceso un paio di candele nel mio altarino da meditazione e mi sono sentita vicina ai miei nonni. C'è bisogno di avere fede in qualcosa. Un bacio e grazie per le tue belle storie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, Serena, c'è bisogno di sver fede e credere in qualcosa. Non è necessario secondo me credere in un Dio.
      Io credo un quello che mi ha insegnato mio padre. credo che ci sia sempre vicino. Non so se lo rivedrò oppure no ma so che non ci ha lasciato nello spirito.

      Ci fosse mia suocera insalute o i miei nonni forse qualcosa di più potrei sapere ma purtroppo...
      Bacione stella

      Ps e se scopri qualcosa... siamo curiosi

      Elimina
  7. Dalle mie parti non ci sono tradizioni particolari credo. ricordo però da piccolino che andavo per tutto il mese di novembre a portare i lumicini al cimitero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, i lumini. È vero! Li odio talmente tanto che me ne sono dimenticata.
      Anche qui c'è la "mania" dei lumini. Certe tombe paiono discoteche.

      Elimina
  8. Questo post è veramente bello! Hai perfettamente ragione sul valore di queste usanze, onorare i defunti e mantenere vivi i legami famigliari.
    Non so raccontarti nulla a proposito, perché purtroppo mancano i racconti di famiglia :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Glò. :)
      Io sono convinta che ogni tradizione locale faccia parte delle nostre radici più profonde e non vadano assolutamente perse.
      Purtroppo mancando i "vecchi" se non li mmettiamo bianco su nero sono destinati a perdersi nelle nebbie del tempo.
      Poi, oltretutto, io sono convinta che tutte queste tradizioni locali che a volte divergono una dall'altra a causa della distanza, abbiano tutte una radice comune e che le variazioni siano dovute ai vari passaggi da una persona all'altra.
      Alla faccia delle divisioni tra terroni e polentoni, piemontesi e meridionali eccetera.... italiani!!!!!!!!

      Forse ne ho recuperata un'altra relativa al natale devo far diventare matto il mmarito così si scoccia e cerca di ricordarsela bene ahhaahahah

      Elimina
  9. https://ilricordoelamemoria.blogspot.it/2010/11/il-giorno-di-ognissanti-nelle.html
    Scusa per il link non attivo e per essere fuori stagione, ma questo post mi piace troppo: anni fa anch'io parlavo di tradizioni novembrine. La festa dei morti iniziava per noi il 31 ottobre a sera; stavo scrivendo commemorazione, ma in effetti per noi era proprio una festa, una festa interiore. Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma figurati! Stai tranquilla! Anzi,, mi fa piacere sapere che siamo in parechi a tenerci a queste vechie tradizioni,, a volerle tenere vive.
      Vengo subito a leggere.
      Ciao e grazie ancora

      Elimina