martedì 29 novembre 2016

Una specie di felicità

Una specie di felicità
di Francesco Carofiglio
Piemme Edizioni (2016)


Può cambiare la vita quando è impostata al dubbio, all'incertezza? Quando la persona vive in un limbo di quasi immaturità?
E cosa la può cambiare?
Ad esempio, gli incontri.
Già! La vita di Giulio d'Aprile, psicoterapeuta, separato, padre di due figli, cambia grazie proprio ad incontri inusuale e inatteso l'uno, impensabile l'altro.
Il primo è quello con una donna di cui nulla sa fino alla fine del libro. Una donna ammantata di mistero che forse svelerà qualcosa di sè ma non tutto.  Quasi fosse un'entità ultraterrena viva soltanto per lui. Per risolvere una parte dei suoi problemi.
Una meteora nella sua esistenza.

L'altro è un incontro impensabile fino a pochi anni prima ma programmato con cadenze settimanali. La sua  professione al servizio di un suo vecchio professore universitario schiacciato da rimorsi per non aver saputo capire le problematiche di una sua piccola paziente. Cosa che tra l'altro gli aveva portato  anche problemi giudiziari.

Nel mezzo una mamma insegnante in pensione più "giovane" ed energica di lui;
Simone, il figlio che ancora bambino pone sempre domande difficili; Roberta la figlia adolescente con la quale i rapporti sono a zero, come se tra di loro ci fosse un muro.

Ma per Giulio, lo psicoterapeuta che dice ai suoi pazienti che devono aprirsi e lasciarsi andare quando lui per primo non è capace di farlo, la vita sta per cambiare.
La "meteora", Chiara, gli insegnerà ad abbattere quella recinzione che si è costruito intorno e a cogliere l'attimo,  a godere dell'attimo.
Il suo vecchio professore gli si aprirà poco per volta  lasciandosi aiutare ma nello stesso tempo, gli ricambierà la cortesia professionale.
Non sarà solo un dialogo tra il professionista ed il paziente ma i ruoli saranno intercambiabili. Con le parole, le letture di passi di libri, non solo nascerà un'amicizia ma entrambi si libereranno delle pastoie psicologiche che li bloccavano e inizieranno una nuova vita.
Nuova vita, nuovi rapporti. Una visione più aperta e libera dell'esistenza.
Ecco il risultato di questi incontri. Più apertura, meno rigidità.
Un libro intimistico, profondo. Pieno di  dolore del vivere quando non ci si sente a proprio agio.
Credo che l'autore non abbia nulla da invidiare al più famoso fratello Gianrico.
Myrtilla

13 commenti:

  1. Mi piace Carofiglio e mi rendo conto di avere letto pochissimo di lui.
    Intanto metto il libro nella wish list natalizia.
    Bacione.

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    1. Forse devo avere letto qualcosa che ha scritto assieme al fratello, se la memoria non mi inganna...

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    2. Forse Una casa nel bosco...
      Devo dire che il fratello mi piace molto ma anche Francesco è decisamente in gamba a mio modo di vedere.

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  2. Mai letto Carofiglio, pur sentendone parlare in giro assai bene.
    Mi sa che mi dovrò decidere, prima o poi.

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    1. Ciao Luz, conoscevo bene Gianrico il fratello ma anche Francesco è decisamente godibile.
      Non credo che sarà il suo unico libro che leggerò.

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  3. molto attenta e precisa la tua recensione che coglie appieno la bellezza di questo libro in cui la difficoltà del vivere e del dare agli altri il nostro aiuto è espresso con tanta sapienza letteraria

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    1. Però insegna anche che si può combattere contro questa difficoltà di vivere.. che ci si può lasciar andare senza irrigidirsi in schemi troppo rigidi.
      Baio

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  4. Molto coinvolgente! Un gran romanzo!

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  5. non conoscevo questo libro, ma la tua recensione mi da idea che mi sarei persa qualcosa di decisamente bello, se non mi ci fossi mai imbattuta

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    1. A me è piaciuto molto Patalice.
      A mio modo di vedere, dimostra che i problemi a volte ce li creiamo da soli tutti quanti... che possono essere affrontati... che una via d'uscita c'è...
      In più, in Francesco Carofiglio ho trovato una scrittura "fresca", giovane

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